XII.

_Scoperta del Ticino in Italia — Locarno e Magadino — Diversità di

sistema metrico — Il Re Gambrino in Italia._

I Ticinesi, malgrado gli Svizzeri oltremontani, sono Italiani. Della

Svizzera non hanno che le leggi. Cielo, clima, favella, istoria più

ancora che la stessa giacitura del paese li fanno Italiani. Essi sono

liberi, ma il giorno in cui tutta l'Italia sarà libera, essi non si

chiameranno più Svizzeri. Allora si accorgeranno che i loro altissimi

monti li invitano a scendere nella valle del Po, non a valicarli per

discendere fra mezzo ad altre razze, ad altre idee.

I Ticinesi non mangiano che pane italiano e respirano aure italiane.

Dippiù, chi direbbe Vela uno Svizzero piuttosto che un compaesano di

Canova? I Ticinesi non dicono d'essere Italiani più che Svizzeri,

non lo dicono mai: ma ad ogni ora lo provano. Il Ticino non diede

i congiurati del Grütli, nè gli eroi di Grandson e di Morat, alla

Svizzera, ma diede all'Italia soldati ed artisti famosi. I Ticinesi

sono Svizzeri nelle sale del loro governo; ritornati al sole, sono

Italiani. Se i Ticinesi non fossero liberi, sarebbero ora con noi.

Essi sentono tutto il pregio inestimabile della loro libertà, ed ogni

volta che l'Italiano combattè per la sua propria si vide al fianco un

Ticinese.

Finchè l'Italia non è libera, il Ticino è svizzero per accogliere nelle

sue braccia i nostri profughi.

Il golfo elvetico ha sembianze severe. I monti altissimi sfiancati, a

gran tratto nudi, scheggiati, proiettano ombre rotte sul paesaggio. Ma

Locarno è in uno dei più deliziosi siti del lago, come ne è una delle

più belle cittadine.

La passeggiata al Santuario della Madonna, lassù è piena di belle

viste. Peccato che da Locarno si vede poco lago.

Magadino, il villaggio del lago forse più conosciuto in Europa dopo

Arona, è forse il meno degno di esserlo per tutto che non è commercio.

Dieci case, in cui nove depositi di merci, otto venditori di tabacco,

sette caffè, sei spedizionieri, cinque alberghi, quattro pubblici

funzionarii, tre uffici, due bigliardi, e dappertutto un odor di

formaggio che assassina.

A Magadino capitò un giorno, in una sdruscita barcaccia, di cui pagò

il nolo cantando una deliziosa barcaruola, la Poesia. Un soldato, che

stava all'approdo, veggendo quella figura divinamente strapazzata,

tenendola per qualche affare di contrabbando, la condusse nanti il

giudice del distretto. Siccome la poverina parlava un linguaggio

inintelligibile per le orecchie _burocratiche_, questi mandò per un

mercante che conosceva varie lingue. Il nuovo arrivato le chiese qual

mestiere esercitasse.

— Tesso con fiori la trama della vita umana.

— Che diavolo di stoffa è questa! sclamò il mercante passando colla

mente in rassegna le tele dell'Olanda, i pizzi del Belgio, e le mussole

della Svizzera. Diede di mano ad un _metro_, che stava presso al banco

del giudice, e mostrandolo alla poverina, le chiese se avesse inteso

favellare di quella misura.

Smarrita da tanta sconoscenza, ella, che pure aveva cantato tante

glorie e consolato tanti dolori, fuggì ratta, e da quel dì più non si

vide attorno.....

Malgrado il continuo va e vieni di piroscafi, di barche, di vetture, di

carri, di bestemmie e di pugni fra vetturali e facchini, noi passammo

una deliziosa serata all'albergo del Belvedere, ammirando dal balcone

esteriore della casa il bel golfo ticinese riflettere gli ultimi

chiarori del sole che tramontava incendiando le nubi che coronavano

le vette della Valticino, mentre il _maître d'hôtel_ ne raccontava le

avventure dei suoi viaggi.

*

* *

Sulla bella via che tende da Locarno a Bellinzona v'ha una graziosa

casetta, che si pavoneggia in mezzo ad un giardino senza fiori. La

domenica v'è un chiasso da non dirsi di strilli musicali, di danzatori

che s'avvolgono in un turbine polveroso, di battimani degli assistenti,

in mezzo ad un va e vieni di ciotole di birra; che quella è una

birreria, la più bella, la più frequentata di Locarno. Una brigatella

di suonatori, ignoro se di mestiere — non posso dire dell'arte — o

dilettanti, — nel caso sono pur discreti a dilettarsi con sì poco!

— soffiava a tutto polmone negli strumenti più o meno assordanti,

inaffiando di quando in quando la gola riarsa con un sorso di spumante

birra. I danzatori — i maschi stavano alle femmine in ragione del cento

per uno — mescevano di quando in quando birra alle danzatrici, mentre

i curiosi in giro e gli altri avventori ai tavoli in giardino, sullo

steccato dinnanzi alla casina, gridavano battendo colle ciotole vuote:

birra, birra! Io chiusi gli occhi — e, meno l'assenza dell'armonia nei

chiasso strumentale — mi pensai di essere in Germania con un _schop_ in

mano e l'inevitabile pipa in bocca.

E mi parve di sentire attorno la lingua di Klopstok raccontare la

curiosa leggenda di Gambrino, il quale, come Noè il vino, scopriva la

birra, e meritavasi così di essere raffigurato tra Schiller e Goethe

su tutte le ciotole delle birrerie tenere della gloria alemanna. Vispe

e procaci ragazze correvano attorno servendo lo amarognolo liquore, e

ritraendone il prezzo e per giunta lo scoccare d'una interrogazione

galante o d'un bacio sulle umide mani; una sottile nebbia piena

di visioni cominciava ad avvolgere coi veli incerti la sala.....

Quell'avventore pensieroso era senza dubbio Fausto. — Quell'altro dalle

unghie lunghe e la barba da caprone, se non spirasse la fatua gloria

di un damerino provinciale, sarebbe senza fallo Mefistofele — quel tale

che parla sì forte di patria e di forche pei tiranni è forse l'ombra di

qualche Niebelungo in sessantaquattresimo — là una zingara che studia

su fatidiche carte la vostra sorte — qui una canzone di Körner, più in

là dal crocchio di studenti una lezione eretica di Strauss.....

Io era ingolfato in piena Germania, e stava per essere anch'io della

partita, quando un vicino importuno sclamò:

— Io vi ripeto, che per un bicchiere di vino delle Fracce do tutta

la birra e la birreria, colla musica per soprappiù. Che volete? sono

Italiano!

Peregrinazioni d'uno zingaro per laghi ed Alpi Il Lago Maggiore, l'Ossola, la Frua e il Gries · 第 20 / 54 题