VIII.

_Origine storica di Belgirate, senza documenti. Le isole Borromee._

A Belgirate, cinque minuti oltre Lesa, passeggiai due ore ammirando

quelle graziose palazzine a vari colori che difilano lungo il lago,

sulla punta che si protende dalle colline nell'onde. In capo della fila

sta la villa Conelli; in fondo in serrafila la Fontana Pino, e fra una

casa ed un'altra stanno giardini, dove gli alberi hanno più frutti che

foglie, e le aiuole più fiori che erbe.

Sentite quanto trovai in antiche pergamene sull'origine di Belgirate.

Pare che il grazioso villaggio se n'andasse una calda notte d'estate

in cerca d'un sito per adagiarvisi. Capitano in testa e retroguardia

in coda difilava lungo la strada del Sempione. Quando si trovò

sull'estremo lembo del Vergante, sentì ad un tratto il venticello

del Mergozzolo ed i zeffiri dell'_Inverna_ sibilare armoniosamente

nei boschi superiori emulando l'usignuolo; l'onde tremole baciare la

sponda, diffuse sui sassolini mormoranti; tale una voluttà profumata

da mille fiori penetrare dalle finestre nell'animo, che gli archi,

le torri, i comignoli al soffio di quella frescura fremevano, i rosai

stendevano le loro braccia in atto di desio ai cantori dei boschi, e le

case stanche dal viaggio sentivano proprio crescersi le radici sotto ai

piedi..... Allora un prolungato ah! di soddisfazione fece echeggiare

la sponda d'Ispra, la fila si fermò, le ondine ed i silfi del lago

danzarono sulla spiaggia; essa si trovò così bella, così lieta, così

arieggiata dall'aure tutte del lago, che spossata dal piacere si adagiò

sul girare della punta, e così fu Belgirate. Ogni giorno dell'estate

e dell'autunno, al tramonto, allora che il sole indora le cime dei

monti di Varese, la fila delle graziose palazzine è passata in rivista

da uno stato maggiore di signorine villeggianti, di cui più d'una può

sconfiggere un esercito senza colpo ferire.

La leggenda dice, che un buon albergo il quale in quella tal notte

ramingava colle case vagabonde, essendosi fermato per istrada ad

aggiustare un conto un po' elastico con un Inglese, giunto tardi e

trovato ogni posto occupato, fu costretto ad andarsene altrove con

non poco dispetto degli ammiratori dei fiori, degli usignuoli, del

venticello, delle palazzine e delle signore.

*

* *

Bellissima fra le isole! Ti porto

impressa nel cuore....

_U. D. Horn._

Da Stresa, elegante villaggio appiedi al Monterone, grandiosa vista

di tutto il golfo di Feriolo, la baia di Napoli del lago, e del lago

sino a Luino; in prospetto le Isole Borromee, la Bella e la Madre dalle

terrazze fiorite; Pallanza, Suna, e dieci villaggi a mezzo i monti

dell'Intrasca.

Stresa manca d'un viale per la ragione forse che ognuno ne ha nei

propri giardini, i quali sono straordinariamente folti di verzura e di

fiori come a Belgirate, Baveno e Pallanza.

L'Isola Bella è una ricca collezione di piante disposte sopra varie

gradinate adorne di marmi; il palazzo contiene oggetti d'arte preziosi;

il tutto forma la più graziosa villeggiatura in cui i patrizii Lombardi

abbiano profuso tesori.

Se non garba a molti il manierismo dell'architettura e quel vedere

ad ogni tratto la natura sopraffatta dalla mano dell'uomo, per tutti

l'Isola Bella vista dalla parte prospiciente Pallanza, dove un folto

bosco di piante variatissime rompe la monotonia delle linee, ed una

serie di grotte ove mormora e gorgoglia l'onda del lago rileva affatto

la massa, è spettacolo ammirevole.

Io vorrei condurvi, o bella lettrice, a questa peregrina villeggiatura,

approdare con voi alla scalona, visitare le ampie sale del palazzo,

raccontarvi la storiella del pittore Tempesta che le adornò di tanti

quadri dipinti nella sua dimora nell'isola, ammirare con voi pitture

e scolture, e rigirati i viali ombrosi del giardino, cogliere un bel

fiore; e — con vostra buona venia — adornarvene la capigliatura.

Ma il profumo quasi eccessivo, la vista amenissima, il sorridere

del cielo e dell'onda, la magnificenza della magione e la musica

degli uccelli, potrebbero di leggieri all'ombra di un ananasso o

d'un palmizio farmi credere d'essere un Nabab delle Indie, e voi, o

lettrice, un amabile Urì..... e allora..... chi può prevedere tutti

gli effetti di un sito incantato sulla mente e sui sensi del vostro

compagno?..... Via, non temete, i miei polsi non battono frequenti,

i miei sguardi sono tranquilli, il sangue mi serpeggia pacifico nelle

vene, e voi non vi accorgerete punto che io sogni di essere un Bassà.

L'isola Madre colla modesta sua casa, co' suoi giardini a terrazzi

senza ornamenti, più vasta della Bella, quasi in mezzo al golfo, piace

ad alcuni forse più della Bella, ove la natura sta più come ornamento

che non base. Gian-Giacomo Rousseau poteva farne il soggiorno della

sua Eloisa. Nell'una e nell'altra roseti e palmizi, magnolie e liane,

camelie e pini e mille pianticelle di diverse patrie, che questo sole

con mite temperie cresce ed affratella.

*

* *

Il pittore che vuol dipingere un paesaggio a vividi colori ritragga

l'isolotto dei Pescatori. Chi vuol conoscere come l'uomo possa amare

uno scoglio a costo di starvi accatastato l'uno sopra dell'altro,

entri in quella stretta viuzza dell'isolotto dei Pescatori. Barche

rattoppate, reti al sole, sulla ghiaia, lungo i muri; pannolini e vesti

a scacchi sciorinate alle finestre; portici oscuri, viottoli angusti,

barconi di legno; una marmaglia di ragazzi che chiassano, scorre,

sguizza, s'arrampica sulla spiaggia, sulle scale, sulle gondole;

donne dalle fisonomie robuste ed abbronzate, intente alle chiacchere

ed alle bisogna della vita; una chiesuola, un campanile che si drizza

nell'orizzonte disopra a quelle case che gli fan ressa d'attorno per

ispecchiarsi ancor lui nell'onde; un po' di spiaggia verso il nord,

pochi alberi, poca verzura.

Il lago qualche volta, la primavera o l'autunno, sdegna la solita

sponda, gonfia, copre la spiaggia, lambe i piedi delle case, batte alle

porte, entra nei pianterreni. Ecco l'isolotto scomparso, e tutte quelle

casupole diguazzando nell'onda tranquilla hanno un aspetto nuovo,

originale, come un quartiere di Cannareggio in Venezia.

Il contrasto tra lo scoglio dei Pescatori e la grandiosità dell'isola

Bella è sorprendente. L'aspetto dell'isolotto colle umili casette,

colle sue barche fracide a riva, co' cenci all'aria, in quel cielo

serenamente allegro, collo specchio dell'acqua che l'ingrandisce,

con quella scena di verzura su cui si stacca vivamente non è quello

della miseria certamente. Se l'isola Bella col suo grande palazzo ti

fa conoscere l'opulenza del ricco, l'isolotto è un quadro animato

dell'attività instancabile del povero che lotta spensierato colla

fortuna — la quale, a quanto pare, non incappò mai nelle reti di un

pescatore.

Peregrinazioni d'uno zingaro per laghi ed Alpi Il Lago Maggiore, l'Ossola, la Frua e il Gries · 第 16 / 54 题