_Origine storica di Belgirate, senza documenti. Le isole Borromee._
A Belgirate, cinque minuti oltre Lesa, passeggiai due ore ammirando
quelle graziose palazzine a vari colori che difilano lungo il lago,
sulla punta che si protende dalle colline nell'onde. In capo della fila
sta la villa Conelli; in fondo in serrafila la Fontana Pino, e fra una
casa ed un'altra stanno giardini, dove gli alberi hanno più frutti che
foglie, e le aiuole più fiori che erbe.
Sentite quanto trovai in antiche pergamene sull'origine di Belgirate.
Pare che il grazioso villaggio se n'andasse una calda notte d'estate
in cerca d'un sito per adagiarvisi. Capitano in testa e retroguardia
in coda difilava lungo la strada del Sempione. Quando si trovò
sull'estremo lembo del Vergante, sentì ad un tratto il venticello
del Mergozzolo ed i zeffiri dell'_Inverna_ sibilare armoniosamente
nei boschi superiori emulando l'usignuolo; l'onde tremole baciare la
sponda, diffuse sui sassolini mormoranti; tale una voluttà profumata
da mille fiori penetrare dalle finestre nell'animo, che gli archi,
le torri, i comignoli al soffio di quella frescura fremevano, i rosai
stendevano le loro braccia in atto di desio ai cantori dei boschi, e le
case stanche dal viaggio sentivano proprio crescersi le radici sotto ai
piedi..... Allora un prolungato ah! di soddisfazione fece echeggiare
la sponda d'Ispra, la fila si fermò, le ondine ed i silfi del lago
danzarono sulla spiaggia; essa si trovò così bella, così lieta, così
arieggiata dall'aure tutte del lago, che spossata dal piacere si adagiò
sul girare della punta, e così fu Belgirate. Ogni giorno dell'estate
e dell'autunno, al tramonto, allora che il sole indora le cime dei
monti di Varese, la fila delle graziose palazzine è passata in rivista
da uno stato maggiore di signorine villeggianti, di cui più d'una può
sconfiggere un esercito senza colpo ferire.
La leggenda dice, che un buon albergo il quale in quella tal notte
ramingava colle case vagabonde, essendosi fermato per istrada ad
aggiustare un conto un po' elastico con un Inglese, giunto tardi e
trovato ogni posto occupato, fu costretto ad andarsene altrove con
non poco dispetto degli ammiratori dei fiori, degli usignuoli, del
venticello, delle palazzine e delle signore.
*
* *
Bellissima fra le isole! Ti porto
impressa nel cuore....
_U. D. Horn._
Da Stresa, elegante villaggio appiedi al Monterone, grandiosa vista
di tutto il golfo di Feriolo, la baia di Napoli del lago, e del lago
sino a Luino; in prospetto le Isole Borromee, la Bella e la Madre dalle
terrazze fiorite; Pallanza, Suna, e dieci villaggi a mezzo i monti
dell'Intrasca.
Stresa manca d'un viale per la ragione forse che ognuno ne ha nei
propri giardini, i quali sono straordinariamente folti di verzura e di
fiori come a Belgirate, Baveno e Pallanza.
L'Isola Bella è una ricca collezione di piante disposte sopra varie
gradinate adorne di marmi; il palazzo contiene oggetti d'arte preziosi;
il tutto forma la più graziosa villeggiatura in cui i patrizii Lombardi
abbiano profuso tesori.
Se non garba a molti il manierismo dell'architettura e quel vedere
ad ogni tratto la natura sopraffatta dalla mano dell'uomo, per tutti
l'Isola Bella vista dalla parte prospiciente Pallanza, dove un folto
bosco di piante variatissime rompe la monotonia delle linee, ed una
serie di grotte ove mormora e gorgoglia l'onda del lago rileva affatto
la massa, è spettacolo ammirevole.
Io vorrei condurvi, o bella lettrice, a questa peregrina villeggiatura,
approdare con voi alla scalona, visitare le ampie sale del palazzo,
raccontarvi la storiella del pittore Tempesta che le adornò di tanti
quadri dipinti nella sua dimora nell'isola, ammirare con voi pitture
e scolture, e rigirati i viali ombrosi del giardino, cogliere un bel
fiore; e — con vostra buona venia — adornarvene la capigliatura.
Ma il profumo quasi eccessivo, la vista amenissima, il sorridere
del cielo e dell'onda, la magnificenza della magione e la musica
degli uccelli, potrebbero di leggieri all'ombra di un ananasso o
d'un palmizio farmi credere d'essere un Nabab delle Indie, e voi, o
lettrice, un amabile Urì..... e allora..... chi può prevedere tutti
gli effetti di un sito incantato sulla mente e sui sensi del vostro
compagno?..... Via, non temete, i miei polsi non battono frequenti,
i miei sguardi sono tranquilli, il sangue mi serpeggia pacifico nelle
vene, e voi non vi accorgerete punto che io sogni di essere un Bassà.
L'isola Madre colla modesta sua casa, co' suoi giardini a terrazzi
senza ornamenti, più vasta della Bella, quasi in mezzo al golfo, piace
ad alcuni forse più della Bella, ove la natura sta più come ornamento
che non base. Gian-Giacomo Rousseau poteva farne il soggiorno della
sua Eloisa. Nell'una e nell'altra roseti e palmizi, magnolie e liane,
camelie e pini e mille pianticelle di diverse patrie, che questo sole
con mite temperie cresce ed affratella.
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* *
Il pittore che vuol dipingere un paesaggio a vividi colori ritragga
l'isolotto dei Pescatori. Chi vuol conoscere come l'uomo possa amare
uno scoglio a costo di starvi accatastato l'uno sopra dell'altro,
entri in quella stretta viuzza dell'isolotto dei Pescatori. Barche
rattoppate, reti al sole, sulla ghiaia, lungo i muri; pannolini e vesti
a scacchi sciorinate alle finestre; portici oscuri, viottoli angusti,
barconi di legno; una marmaglia di ragazzi che chiassano, scorre,
sguizza, s'arrampica sulla spiaggia, sulle scale, sulle gondole;
donne dalle fisonomie robuste ed abbronzate, intente alle chiacchere
ed alle bisogna della vita; una chiesuola, un campanile che si drizza
nell'orizzonte disopra a quelle case che gli fan ressa d'attorno per
ispecchiarsi ancor lui nell'onde; un po' di spiaggia verso il nord,
pochi alberi, poca verzura.
Il lago qualche volta, la primavera o l'autunno, sdegna la solita
sponda, gonfia, copre la spiaggia, lambe i piedi delle case, batte alle
porte, entra nei pianterreni. Ecco l'isolotto scomparso, e tutte quelle
casupole diguazzando nell'onda tranquilla hanno un aspetto nuovo,
originale, come un quartiere di Cannareggio in Venezia.
Il contrasto tra lo scoglio dei Pescatori e la grandiosità dell'isola
Bella è sorprendente. L'aspetto dell'isolotto colle umili casette,
colle sue barche fracide a riva, co' cenci all'aria, in quel cielo
serenamente allegro, collo specchio dell'acqua che l'ingrandisce,
con quella scena di verzura su cui si stacca vivamente non è quello
della miseria certamente. Se l'isola Bella col suo grande palazzo ti
fa conoscere l'opulenza del ricco, l'isolotto è un quadro animato
dell'attività instancabile del povero che lotta spensierato colla
fortuna — la quale, a quanto pare, non incappò mai nelle reti di un
pescatore.