«Napoli sciogliendosi dalle sue alleanze, resterà neutrale; impedirà
l’entrata ne’ suoi porti a’ vascelli oltre il numero di quattro de’
potentati che sono in guerra; darà libertà a’ Francesi carcerati ne’
suoi dominii per sospetto di Stato; intenderà a scoprire e punire
coloro che involarono le carte al ministero di Francia Makau; lascerà
libero ai Francesi il culto delle religioni; concorderà patti di
commercio che diano alla Francia ne’ porti delle Due Sicilie que’
medesimi benefizii che le bandiere più favorite vi godono; riconoscerà
la repubblica Bàtava, e la riguarderà compresa nel presente trattato di
pace».
Inoltre vi era un articolo che doveva restare segreto, e che non
doveva essere conosciuto che dai contraenti, ed era concepito in questi
termini:
«Il re pagherà alla repubblica francese otto milioni di franchi (due
milioni di ducati): i Francesi prima che si accordino col pontefice,
non procederanno oltre la fortezza di Ancona, nè seconderanno i moti
rivoluzionarii delle regioni meridionali d’Italia.»