E i proletari del mondo ripeterono:
Noi non vogliamo pietà, vogliamo giustizia!
E primamente cacciarono da sè i loro maestri e apostoli dicendo: Noi
non vogliamo pietà!
Chi siete voi? Voi siete degli altri! Voi dite parole giuste, ma son
elleno anche nel vostro cuore o solo nelle vostre labbra?
A ogni modo, anche se voi sentite quel che dite, noi non vogliamo
pietà! Andatevene.
E i maestri cominciarono ad andarsene.
E presto non vi furono altri proletari che i proletari.
E il genere umano era diviso in due generi... non umani, che si
guardavano male.
Ogni tanto qualcuno del genere meglio vestito passava all'altro, e
poichè non era certo ispirato dalla pietà, egli era certo dei peggiori
di esso; e qualcuno dell'altro genere passava al primo; e questo era
dei più valenti se non dei più fedeli.
Dalle due grandi classi si elevavano continuamente le vecchie querele:
somigliavano a quelle che in tempi già remoti erano poste. come si
diceva, sul tappeto da due nazioni che volessero venire alla prova
delle armi.
Querele che erano poi sopraffatte dal fragore delle battaglie e dai
gemiti dei feriti; e che, fluita la guerra, risorgevano più maligne che
mai a preparare la guerra che di regola nasceva dalla guerra e che si
chiamava la rivincita.
Già da tempo il contadino non salutava più il proprietario: la cosa era
sembrata bella agli apostoli scacciati.
Già da tempo gli operai delle officine passavano col berretto in
capo avanti l'industriale: la cosa era sembrata magnifica ai maestri
ripudiati.
Eppure si era sempre dagli apostoli e maestri e poi dai discepoli
predicato, che non gli uomini erano in colpa; sì il sistema. A che
dunque l'odio?
Eppure! eppure! Qualche vecchio contadino si ricordava che aveva amato
i figli del padrone che ruzzavano coi suoi! qualche vecchio operaio
si ricordava d'aver tenuto in collo quel grande industriale, quand'era
piccino!