III.

La pietà ha edificato tanti ospedali! tanti asili! tanti ricoveri! La

pietà bussa alle grandi sale dorate, e tende le mani e alza il suo

lamento tra il soave fragore delle musiche e il blando avvolgimento

delle danze! La pietà non permette già più di cenare in pace, perchè

Lazaro piange alla porta del banchetto! La pietà non permette già

più alla madre di contemplare in pace tra i candidi merletti il

suo angioletto addormentato... Oh! il suo sonno è così leggero; e

nell'ombra, troppo vicino suona il querulo incessante innumerevole

vagito dei bimbi che non hanno culla, che non hanno latte, che non

hanno madre...

Oh! non vi può esser più felicità per uno, se non c'è per tutti.

Il regno della schiavitù, della guerra, della conquista, dello

sfruttamento, cioè della ragion sola, sta per chiudersi. La pietà

ha indotto la ragione a escogitare strumenti e sistemi di salute e

felicità non più per le città, non più per le nazioni, non più per le

razze, ma per tutti, ma per la società, ma per tutto il genere umano.

Il socialismo! Senz'altri argomenti e fatti, basterebbe questo, del

sorgere del socialismo, a dimostrare che il regno della pietà è già

inoltrato. Esso è un fenomeno d'altruismo. Quali ne furono i messia e

gli apostoli? quali ne sono i predicatori e i confessori? Tutti (poichè

di classi si è costretti ancora a parlare) tutti, o nobili o borghesi

o, se operai, tali però che per l'ingegno e per l'abilità o sono usciti

o potrebbero uscire dalla classe degli operai propriamente detti.

Si avvera anche per il socialismo il fatto storico che l'elevamento

delle singole classi è per opera della classe superiore. È un fatto

dunque di carità e d'amore. Sono uomini, codesti predicatori e

confessori, che rinunziano già volontariamente ai beni della loro

classe, perchè non è bene quello che coincide col male degli altri. O

sublime follia di Carlo Cafiero, il quale fuggiva dal raggio di sole

che penetrava nella sua camera d'ammalato, perchè non c'era sole per

tanti altri nelle miniere, nelle officine, nelle stive, nelle prigioni!

«Io non voglio sole che non sia di tutti!»

È la follia della croce, dunque; è la follia di S. Francesco. Una

parte del genere umano si scalza, perchè l'altra parte è scalza. La

seconda grande fase della storia è già aperta: l'_homo humanus_ sta per

prendere il posto dell'_homo sapiens_.

Secol si rinnova.

Ma gl'ingrati! oh! gl'ingrati! I figli di pietà o carità, rinnegano la

loro dolce madre! essi dicono di non conoscere se non la giustizia,

quella ferrea donna che veglia sulla soglia del carcere; che impugna

anche la scure, che stringe il laccio, che sprigiona il fulmine,

addomesticato per dar morte a un uomo; che ha mosse tante guerre, che

ha voluto la schiavitù, che persino, talvolta, ha esposti su o gettati

da una rupe, non si sa bene, i figlioletti degli uomini! Giustizia o

Carità?

Essi rispondono, Giustizia; e io dico, Carità.

La giustizia non è che a mano a mano la moralizzazione del nostro

egoismo.

È cosa contingente e mutabile: non affida. Se noi dobbiamo per

giustizia rispettare la vita degli uomini, come mai la giustizia non

ci vieta di ammazzare il bove e l'agnello? È un sofisma questo? Eppure

certe legislazioni vietavano, per esempio, di macellare bovi da lavoro,

eppure certe coscienze hanno bandita dalle loro mense la carne degli

animali! La Giustizia presso questi individui e presso questi popoli,

vuole svolgersi logicamente. E dunque svolgetela anche voi, cotesta

vostra giustizia, logicamente. Se il vostro sistema non si basa se non

sulla giustizia, ebbene rispettate, oltre il bue di lavoro, oltre il

mite agnello e il festoso capretto, tutte tutte le vite: non uscite

a passeggiare, per non calpestare le formiche, non vi muovete, non

respirate, non vivete. La vita d'un essere è ineluttabilmente causa

della morte di altri esseri.

E le piante? credete voi di cibarvene con giustizia? o non sapete che

la vita è una unica, sebbene le gradazioni siano varie? La giustizia!

ma noi la ripudiamo sempre! Qual cosa direste più giusta del latte che

dà la madre al figlio? delle cure di lei intorno alla culla del suo

piccino? Ebbene interrogate voi stessi, se voi dite mai che la vostra

madre non ha fatto che il suo dovere dandovi il suo petto a suggere e

dondolando la vostra culla!

Fu pietà, carità, amore! noi diciamo. Il giorno che noi credessimo

che non fu se non giustizia, noi, capite, non riameremmo la nostra

madre e con lei tutto ciò che amiamo; non ameremmo più; e l'umanità

non tornerebbe ad essere solo quello che già fu, una bestialità, ma

diverrebbe una bestialità senza più quel soffio e quella scintilla per

cui ella potè divenire l'umanità. L'uomo si rifugierebbe nel suo covo

antico, vi si stenderebbe su, non se ne rialzerebbe più.

La giustizia non comincia se non dove giunge la pietà. Non entra la

giustizia nel modo nostro di comportarci con le formiche, perchè in noi

non si sveglia il sentimento di pietà. Non si era desto il sentimento

di pietà nelle donne spartane che lasciavano portare al Taigeto i loro

bimbi deformi; e perciò non credevano contro giustizia l'orribile cosa.

O credete che il più naturale dei sentimenti umani sia stato sempre

tal quale? L'infanticida, ai nostri giorni ancora, quando sopprime la

sua creatura, non ha avuto tempo e modo di considerare come qualcosa

o qualcuno fuori della sua carne e della sua vita, l'infante che

sopprime. Ella, io credo, crede di far male a sè stessa, a un frusto

infelice della sua povera persona. Non l'ha sentito vagire, il piccino,

e la sua pietà non s'è desta, ed ella non ha veduto di offendere la

giustizia. La giustizia poi glielo fa sapere... Ma la giustizia non

s'accorge di esercitare la sua autorità nuova contro una donna di molti

millenni prima, non punto dissimile dalla femmina di qualche animale

che nega il latte a qualcuno de' suoi piccoli o che a dirittura lo

divora.

Alle quali femmine la Giustizia non dà nessuna pena. Alla donna

infelice che vi è innanzi, o giudici, è mancato a un tratto il prodotto

dell'evoluzione di molti millenni, perchè è mancato un vagito, un

sottile vagito, un solo piccolo vagito, che le avrebbe detto. Pietà di

me; ed ella non potè udire quel gemito perchè l'avrebbe tradita. Oh!

se avesse potuto volerlo udire, oh! non ci sarebbe stato bisogno del

codice e del tribunale e del carcere per farle comprendere che cosa

era giusto che facesse. Dopo il sentimento di pietà, sarebbe sorto il

concetto di giustizia.

Ora, mi dirà alcuno che anche qui è questione di parole? No; è

questione di cose. O apostoli della rigenerazione umana, se voi

dimenticate che la base di questa rigenerazione è la pietà e il

sentimento, non la giustizia e la ragione, voi andate contro il vostro

fine; voi, cioè, agitate, combattete, soffrite perchè non avvenga ciò

che voi volete che avvenga. Proclamando presente la giustizia futura,

voi togliete la pianta dalla terra donde ella trae il nutrimento per

il fiore che forse è già in boccia, voi la separate dalla sua radice;

e l'agitate e la mostrate dicendo: Ecco il fiore. E il fiore così

non si aprirà più. O spiriti ardenti, il fiammante e soave fiore

dell'avvenire, ha bisogno del nutrimento del nostro cuore e della

rugiada dei nostri occhi! Il sole dell'avvenire che aprirà infine

quella rossa corolla, si chiama l'amore!

Ecco, io mi provo a leggere nel libro del futuro nascosto: leggo

nell'Apocalissi.

Miei Pensieri di varia Umanità · 第 83 / 93 题