La pietà ha edificato tanti ospedali! tanti asili! tanti ricoveri! La
pietà bussa alle grandi sale dorate, e tende le mani e alza il suo
lamento tra il soave fragore delle musiche e il blando avvolgimento
delle danze! La pietà non permette già più di cenare in pace, perchè
Lazaro piange alla porta del banchetto! La pietà non permette già
più alla madre di contemplare in pace tra i candidi merletti il
suo angioletto addormentato... Oh! il suo sonno è così leggero; e
nell'ombra, troppo vicino suona il querulo incessante innumerevole
vagito dei bimbi che non hanno culla, che non hanno latte, che non
hanno madre...
Oh! non vi può esser più felicità per uno, se non c'è per tutti.
Il regno della schiavitù, della guerra, della conquista, dello
sfruttamento, cioè della ragion sola, sta per chiudersi. La pietà
ha indotto la ragione a escogitare strumenti e sistemi di salute e
felicità non più per le città, non più per le nazioni, non più per le
razze, ma per tutti, ma per la società, ma per tutto il genere umano.
Il socialismo! Senz'altri argomenti e fatti, basterebbe questo, del
sorgere del socialismo, a dimostrare che il regno della pietà è già
inoltrato. Esso è un fenomeno d'altruismo. Quali ne furono i messia e
gli apostoli? quali ne sono i predicatori e i confessori? Tutti (poichè
di classi si è costretti ancora a parlare) tutti, o nobili o borghesi
o, se operai, tali però che per l'ingegno e per l'abilità o sono usciti
o potrebbero uscire dalla classe degli operai propriamente detti.
Si avvera anche per il socialismo il fatto storico che l'elevamento
delle singole classi è per opera della classe superiore. È un fatto
dunque di carità e d'amore. Sono uomini, codesti predicatori e
confessori, che rinunziano già volontariamente ai beni della loro
classe, perchè non è bene quello che coincide col male degli altri. O
sublime follia di Carlo Cafiero, il quale fuggiva dal raggio di sole
che penetrava nella sua camera d'ammalato, perchè non c'era sole per
tanti altri nelle miniere, nelle officine, nelle stive, nelle prigioni!
«Io non voglio sole che non sia di tutti!»
È la follia della croce, dunque; è la follia di S. Francesco. Una
parte del genere umano si scalza, perchè l'altra parte è scalza. La
seconda grande fase della storia è già aperta: l'_homo humanus_ sta per
prendere il posto dell'_homo sapiens_.
Secol si rinnova.
Ma gl'ingrati! oh! gl'ingrati! I figli di pietà o carità, rinnegano la
loro dolce madre! essi dicono di non conoscere se non la giustizia,
quella ferrea donna che veglia sulla soglia del carcere; che impugna
anche la scure, che stringe il laccio, che sprigiona il fulmine,
addomesticato per dar morte a un uomo; che ha mosse tante guerre, che
ha voluto la schiavitù, che persino, talvolta, ha esposti su o gettati
da una rupe, non si sa bene, i figlioletti degli uomini! Giustizia o
Carità?
Essi rispondono, Giustizia; e io dico, Carità.
La giustizia non è che a mano a mano la moralizzazione del nostro
egoismo.
È cosa contingente e mutabile: non affida. Se noi dobbiamo per
giustizia rispettare la vita degli uomini, come mai la giustizia non
ci vieta di ammazzare il bove e l'agnello? È un sofisma questo? Eppure
certe legislazioni vietavano, per esempio, di macellare bovi da lavoro,
eppure certe coscienze hanno bandita dalle loro mense la carne degli
animali! La Giustizia presso questi individui e presso questi popoli,
vuole svolgersi logicamente. E dunque svolgetela anche voi, cotesta
vostra giustizia, logicamente. Se il vostro sistema non si basa se non
sulla giustizia, ebbene rispettate, oltre il bue di lavoro, oltre il
mite agnello e il festoso capretto, tutte tutte le vite: non uscite
a passeggiare, per non calpestare le formiche, non vi muovete, non
respirate, non vivete. La vita d'un essere è ineluttabilmente causa
della morte di altri esseri.
E le piante? credete voi di cibarvene con giustizia? o non sapete che
la vita è una unica, sebbene le gradazioni siano varie? La giustizia!
ma noi la ripudiamo sempre! Qual cosa direste più giusta del latte che
dà la madre al figlio? delle cure di lei intorno alla culla del suo
piccino? Ebbene interrogate voi stessi, se voi dite mai che la vostra
madre non ha fatto che il suo dovere dandovi il suo petto a suggere e
dondolando la vostra culla!
Fu pietà, carità, amore! noi diciamo. Il giorno che noi credessimo
che non fu se non giustizia, noi, capite, non riameremmo la nostra
madre e con lei tutto ciò che amiamo; non ameremmo più; e l'umanità
non tornerebbe ad essere solo quello che già fu, una bestialità, ma
diverrebbe una bestialità senza più quel soffio e quella scintilla per
cui ella potè divenire l'umanità. L'uomo si rifugierebbe nel suo covo
antico, vi si stenderebbe su, non se ne rialzerebbe più.
La giustizia non comincia se non dove giunge la pietà. Non entra la
giustizia nel modo nostro di comportarci con le formiche, perchè in noi
non si sveglia il sentimento di pietà. Non si era desto il sentimento
di pietà nelle donne spartane che lasciavano portare al Taigeto i loro
bimbi deformi; e perciò non credevano contro giustizia l'orribile cosa.
O credete che il più naturale dei sentimenti umani sia stato sempre
tal quale? L'infanticida, ai nostri giorni ancora, quando sopprime la
sua creatura, non ha avuto tempo e modo di considerare come qualcosa
o qualcuno fuori della sua carne e della sua vita, l'infante che
sopprime. Ella, io credo, crede di far male a sè stessa, a un frusto
infelice della sua povera persona. Non l'ha sentito vagire, il piccino,
e la sua pietà non s'è desta, ed ella non ha veduto di offendere la
giustizia. La giustizia poi glielo fa sapere... Ma la giustizia non
s'accorge di esercitare la sua autorità nuova contro una donna di molti
millenni prima, non punto dissimile dalla femmina di qualche animale
che nega il latte a qualcuno de' suoi piccoli o che a dirittura lo
divora.
Alle quali femmine la Giustizia non dà nessuna pena. Alla donna
infelice che vi è innanzi, o giudici, è mancato a un tratto il prodotto
dell'evoluzione di molti millenni, perchè è mancato un vagito, un
sottile vagito, un solo piccolo vagito, che le avrebbe detto. Pietà di
me; ed ella non potè udire quel gemito perchè l'avrebbe tradita. Oh!
se avesse potuto volerlo udire, oh! non ci sarebbe stato bisogno del
codice e del tribunale e del carcere per farle comprendere che cosa
era giusto che facesse. Dopo il sentimento di pietà, sarebbe sorto il
concetto di giustizia.
Ora, mi dirà alcuno che anche qui è questione di parole? No; è
questione di cose. O apostoli della rigenerazione umana, se voi
dimenticate che la base di questa rigenerazione è la pietà e il
sentimento, non la giustizia e la ragione, voi andate contro il vostro
fine; voi, cioè, agitate, combattete, soffrite perchè non avvenga ciò
che voi volete che avvenga. Proclamando presente la giustizia futura,
voi togliete la pianta dalla terra donde ella trae il nutrimento per
il fiore che forse è già in boccia, voi la separate dalla sua radice;
e l'agitate e la mostrate dicendo: Ecco il fiore. E il fiore così
non si aprirà più. O spiriti ardenti, il fiammante e soave fiore
dell'avvenire, ha bisogno del nutrimento del nostro cuore e della
rugiada dei nostri occhi! Il sole dell'avvenire che aprirà infine
quella rossa corolla, si chiama l'amore!
Ecco, io mi provo a leggere nel libro del futuro nascosto: leggo
nell'Apocalissi.