Formate, o giovani, col vostro Re giovane — felice della sua angioletta
che col suo piccolo vagito ha la potenza ineffabile di disserrare
le ferrate porte del carcere — formate, o giovani, un popolo forte
e sereno che sia preparato al destino; che si faccia degno e si
tenga pronto ad abbracciare gli altri popoli e a stringersi loro
nella auspicata federazione europea, o nella sovrumana fratellanza
di tutti gli uomini; quando nella pace e nel lavoro siano un mesto
ed incredibile ricordo la fame, il vizio, il delitto, la guerra; un
popolo che sia pronto ogni giorno a tale domani, e apra sin d'ora
tutti i suoi cuori a tale verbo d'amore; ma sia anche pronto, nelle
vicissitudini che ancora sono tra il presente e l'avvenire, sia
pronto, contro chi volesse togliergli il suo faticoso presente e il
suo laborioso avvenire; dalle officine fatte più liete, dalle scuole
rese più sapienti, dalle campagne divenute più floride, sia pronto,
ora e sempre, ad opporre tutti i suoi figli sull'Alpi nostre e sul Mare
nostro!