IX.

Se tra un popolo grandissimo e potentissimo, come l'inglese, alligna

meglio Kipling che Tolstoi; se un popolo, che fu il difensore della

libertà e dell'indipendenza degli altri popoli, e si onorò sempre di

combattere per il diritto contro la forza, se persino esso vuol ora

conquistare e assorbire e annullare; possiamo noi che da quel popolo

che fu più amico di tutti, ricevemmo l'ingiuria che non ricevemmo dal

più nemico; possiamo noi abbandonarci alla dolcezza contemplativa della

pace e fratellanza universale?

Io credo, o giovani, io voglio credere che il grande grido «Operai di

tutto il mondo, unitevi!» sia per distruggere i calcoli degli imperii

che già si formano e già minacciano e già cominciano l'opera loro. Io

credo che quest'internazionalismo (e pare sulle prime assurdo) sia per

proteggere le nazioni e conservarle. Chè noi non possiamo, nè altri

può, aspirare all'ineffabile felicità della pacificazione e unione

universale a quel patto che la religione ci assegna per l'acquisto

della beatitudine eterna: la morte! Noi non vogliamo morire! un popolo

non può desiderare di morire! E d'altra parte è contro ciò che la

scienza ha di più sicuro, affermare che l'unità umana sia per ottenersi

con la fusione, dirò così, nel gas primigenio e omogeneo, sì che non ci

sia più che una lingua e un popolo.

Le varietà si moltiplicano via via, e non cesseranno mai di

moltiplicare. Ci sono stati e ci sono e ci saranno, oh! se ci saranno,

dei tentativi mostruosi, degli sforzi immani, per arrestare e cambiare

la natura. Si faranno, e pur troppo già si fanno, dai mostruosi imperii

tali sforzi per annullare in sè i singoli popoli. Ma non c'è forza

che prevalga contro la natura! E noi vediamo già quale sarà la forza

che si opporrà alla forza. Quando il più grande degli imperii, che si

vanno formando, o un immenso _trust_ di essi, si apparecchierà con la

violenza dell'armi ad assoggettare e struggere e fondere... le armi

cadranno a terra; e i preparati a uccidere e morire, si stringeranno

le destre. E i grandi imperi sfumeranno come nebbia, lasciando sereno

in un attimo il cielo dell'umanità. Ma le evoluzioni degli esseri

coscienti hanno un elemento in più che quelle degli altri esseri.

Quest'ultime sono fatti della natura; quelle prime sono macchine,

le quali si muovono, sì, con certe leggi che non facciamo noi; ma le

macchine stesse le facciamo proprio noi. La volontà è la macchina con

cui gli uomini fabbricano il loro avvenire.

Or dunque poichè il nazionalismo conserva il carattere e l'essenza

dei singoli popoli, e l'internazionalismo è per impedire le guerre

che cancellerebbero quel carattere e distruggerebbero quell'essenza

dei singoli popoli; ebbene, bisogna voler essere nazionalisti e

internazionalisti nel tempo stesso, o, come dissi già con frase molto

combattuta, socialisti e patrioti!

Miei Pensieri di varia Umanità · 第 76 / 93 题