Se tra un popolo grandissimo e potentissimo, come l'inglese, alligna
meglio Kipling che Tolstoi; se un popolo, che fu il difensore della
libertà e dell'indipendenza degli altri popoli, e si onorò sempre di
combattere per il diritto contro la forza, se persino esso vuol ora
conquistare e assorbire e annullare; possiamo noi che da quel popolo
che fu più amico di tutti, ricevemmo l'ingiuria che non ricevemmo dal
più nemico; possiamo noi abbandonarci alla dolcezza contemplativa della
pace e fratellanza universale?
Io credo, o giovani, io voglio credere che il grande grido «Operai di
tutto il mondo, unitevi!» sia per distruggere i calcoli degli imperii
che già si formano e già minacciano e già cominciano l'opera loro. Io
credo che quest'internazionalismo (e pare sulle prime assurdo) sia per
proteggere le nazioni e conservarle. Chè noi non possiamo, nè altri
può, aspirare all'ineffabile felicità della pacificazione e unione
universale a quel patto che la religione ci assegna per l'acquisto
della beatitudine eterna: la morte! Noi non vogliamo morire! un popolo
non può desiderare di morire! E d'altra parte è contro ciò che la
scienza ha di più sicuro, affermare che l'unità umana sia per ottenersi
con la fusione, dirò così, nel gas primigenio e omogeneo, sì che non ci
sia più che una lingua e un popolo.
Le varietà si moltiplicano via via, e non cesseranno mai di
moltiplicare. Ci sono stati e ci sono e ci saranno, oh! se ci saranno,
dei tentativi mostruosi, degli sforzi immani, per arrestare e cambiare
la natura. Si faranno, e pur troppo già si fanno, dai mostruosi imperii
tali sforzi per annullare in sè i singoli popoli. Ma non c'è forza
che prevalga contro la natura! E noi vediamo già quale sarà la forza
che si opporrà alla forza. Quando il più grande degli imperii, che si
vanno formando, o un immenso _trust_ di essi, si apparecchierà con la
violenza dell'armi ad assoggettare e struggere e fondere... le armi
cadranno a terra; e i preparati a uccidere e morire, si stringeranno
le destre. E i grandi imperi sfumeranno come nebbia, lasciando sereno
in un attimo il cielo dell'umanità. Ma le evoluzioni degli esseri
coscienti hanno un elemento in più che quelle degli altri esseri.
Quest'ultime sono fatti della natura; quelle prime sono macchine,
le quali si muovono, sì, con certe leggi che non facciamo noi; ma le
macchine stesse le facciamo proprio noi. La volontà è la macchina con
cui gli uomini fabbricano il loro avvenire.
Or dunque poichè il nazionalismo conserva il carattere e l'essenza
dei singoli popoli, e l'internazionalismo è per impedire le guerre
che cancellerebbero quel carattere e distruggerebbero quell'essenza
dei singoli popoli; ebbene, bisogna voler essere nazionalisti e
internazionalisti nel tempo stesso, o, come dissi già con frase molto
combattuta, socialisti e patrioti!