IV.

In questo. Sì: noi diciamo; in questo! Che c'importa del rimanente?

La morte doveva ella cancellare. Viaggiare più velocemente, sapere più

presto e dare le proprie notizie, aver qualche agio di più, che cosa è

mai se non un rimpianto maggiore per chi deve morire? Il morire doveva

essere tolto dalla scienza; ed ella non l'ha tolto. A morte dunque

la scienza! Noi torniamo alla fede che (è verità? è solo illusione?

ma illusione, a ogni modo, che ci vale per verità) che non solo ha

abolita la morte, ma nella morte ha collocata la vita e la felicità

indistruttibile!

E così alla scienza, sulla fine del secolo del suo maggior lavorìo, è

fatto, invece dell'inno che poteva aspettarsi, il rimprovero più amaro.

Non solo essa non ha fatto nulla di bene novello al genere umano, ma

ha tentato di togliergli il bene che già possedeva. Anzi glielo ha in

parte tolto. È vero, si dice, che noi torniamo, disingannati e uggiti,

alla fede antica; ma qual cambiamento! Le acque del già purissimo lago,

che era nella nostra anima, in cui si specchiava il cielo stellato:

il lago così piccolo, il cielo così grande, il cielo con tutte le sue

stelle: quelle acque sono intorbidate o almeno mosse: le parvenze vi

sono offuscate, o girano girano, si alzano, si abbassano. Non c'è più

la tranquilla immobilità. Noi siamo costretti (da te, scienza crudele

e inopportuna) a interpretare le parole d'un nostro sacro libro in un

modo affatto nuovo. Siamo costretti a pensare che quel libro contiene

la verità sì, ma una verità che cambia col tempo, che va interpretata

secondo i progressi delle altre umane conoscenze: verità che era vera

a un modo per Dante, a un altro per noi, omiciattoli che non siamo

Dante. Siamo costretti a sofisticare con tuoi colori, o scienza,

gl'ingenui prodotti della fede. Siamo costretti a prendere in prestito

da Crookes le fotografie degli spiriti immateriali e materializzati,

per rinforzare la vecchia metafisica: a far la riprova con un tavolino

che gira, della sublime visione di Ezechiele.[34] Oh! tu sei fallita, o

scienza: ed è bene: ma sii maledetta, che hai rischiato di far fallire

anche l'_altra!_ La felicità, tu non l'hai data, e non la potevi dare:

ebbene, se non distrutta, hai attenuata, oscurata, amareggiata quella

che ci dava la fede.

Miei Pensieri di varia Umanità · 第 49 / 93 题