Il canto che salutava

con mesta melodia

l'estremo albor della fuggente luce,

è un canto di disperazione. D'oltre tomba il Poeta sembra reiterare le

lugubri parole: «Vanità! vanità! Nella vita umana non c'è di buono che

la giovinezza, ed anche in essa il bene non è che l'aspettazione del

bene o la interruzione del male. Sparita la giovinezza, in cui non sono

pur se non _ombre e sembianze_ al lume della luna, non aspettatevi, o

uomini, che sorga l'alba _dall'altra parte_.

Ombra, inganno, sogno, o uomini, la vostra speranza di rivivere

morendo! La morte è».

Miei Pensieri di varia Umanità · 第 36 / 93 题