da noi conosciuto, di quelli che avvennero attorno al letto di morte
di Carlo II. Abbiamo parecchie relazioni scritte da tali, che comunque
non fossero testimoni oculari, avevano i mezzi migliori per sapere il
vero da’ testimoni oculari. Nulladimeno, chiunque si provasse a formare
un racconto da siffatta vasta massa di materiali, troverebbe l’opera
difficile. Certamente Giacomo e la sua moglie, allorquando riferirono
il fatto alle monache di Chaillot, in alcune cose non poterono trovarsi
d’accordo. La Regina diceva che, dopochè Carlo ebbe ricevuti gli ultimi
sacramenti, i vescovi protestanti tornarono ad esortarlo. Il Re diceva
che ciò non era vero. «Certo, ripigliò la Regina, me lo avete detto voi
stesso.»—–«Egli è impossibile che io ve lo possa aver detto, disse il
Re, poichè nulla accadde di simile.»
È cosa spiacevole che Sir Enrico Halford si fosse così poco studiato
di sincerarsi de’ fatti, intorno ai quali ha profferito giudicio. Non
pare ch’egli conoscesse la esistenza delle narrazioni di Giacomo, di
Barillon e di Huddleston.
Poichè questa è la prima occasione in cui cito il carteggio de’
Ministri olandesi alla Corte d’Inghilterra, debbo qui rammentare, che
una serie di dispacci, dal dì in che Giacomo ascese al trono fino
alla sua fuga, forma una delle parti più pregevoli della collezione
di Mackintosh. I dispacci susseguenti fino al pieno stabilimento del
governo nel febbraio 1689, me li sono procurati all’Aia. Negli archivi
olandesi si è pochissimo frugato. Abbondano di notizie di grandissimo
interesse per ogni Inglese. Sono mirabilmente ordinati, e affidati
alla custodia di gentiluomini, la cortesia, la liberalità e lo zelo
de’ quali per il bene delle lettere non può essere bastevolmente
commendata. Vorrei potere esprimere gli obblighi miei verso i signori
De Jonge e Van Zwanne.
[228] Clarendon, con giusto sdegno, fa menzione di questa calunnia:
«Secondo la carità di quel tempo verso Cromwell, moltissimi avrebbero
voluto credere che morisse di veleno: del che allora non vi fu
apparenza; nè poi se ne fece mai prova.» Libro XIV.
[229] Welwood, 139; Burnet, I, 609; Sheffield, _Carattere di Carlo
II_; North, _Vita di Guildford_, 252; _Esame_, 684; _Politica della
Rivoluzione_; Higgons sopra Burnet. Ciò che North dice dell’imbarazzo
e della perplessità de’ medici, è confermato dai dispacci di Citters.
Sono stato molto in dubbio intorno alla strana storiella de’ sospetti
di Short. Un tempo inchinavo a adottare l’opinione di North. Ma,
comecchè io dia poco peso all’autorità di Welwood e di Burnet, in
questo caso non posso ricusare la testimonianza d’un uomo così bene
informato e imparziale come Sheffield.
[230] _Gazzetta di Londra_, 9 febbraio 1684–85; Clarke, _Vita di
Giacomo II_, vol. II, 3; Barillon, 9–19 febbraio; Evelyn, _Diario_, 6
febbraio.
[231] Vedi gli autori citati nella nota precedente. Vedi anche lo
_Esame_, 647; Burnet, I, 620; Higgons, sopra Burnet.
[232] _Gazzetta di Londra_, 14 febbraio 1684–85; Evelyn, _Diario_ del
medesimo giorno; Burnet, I, 610; _Il villano sfrenato_.
[233] Burnet, I, 628; Lestrange, l’_Osservatore_, 11 febbraio 1684–85.
[234] Le lettere tra Rochester ed Ormond intorno a questa faccenda, si
trovano nel carteggio di Clarendon.
[235] Lo annunzio de’ cangiamenti ministeriali trovasi nella Gazzetta
di Londra, 19 febbraio 1684–85. Vedi Burnet, I, 621; Barillon, 9–19,
16–26 febbraio, e 19 febbraio–1 marzo.
[236] Carte, V_ita d’Ormond; Consulte secrete del partito papista in
Irlanda_, 1690. _Memorie dell’Irlanda_, 1716.
[237] _Sessioni di Natale_, del 1678.
[238] _Gli atti de’ Testimoni dello Spirito_, parte V, cap. 5. In
questa opera Ludowick, secondo la sua maniera, si vendica del «diavolo
urlante» come egli chiama Jeffreys, con una lista di maledizioni che
farebbero invidia all’Ernolfo di Sterne. Il processo seguì in gennaio
1677.
[239] Queste parole si trovano in molti libretti di quel tempo. Tito
Oates non si stancava mai di citarle. Vedi il suo _Εἰχών Βασιλχη_.
[240] Le principali fonti alle quali ho attinto per dipingere il
carattere di Jeffreys, sono i _Processi di Stato e la Vita di
Guildford_, scritta da North. Qualche tocco di minore importanza lo
debbo ai libretti contemporanei in versi e in prosa; come il _Tribunale
di sangue_, la _Vita e Morte di Giorgio Lord Jeffreys_, il _Panegirico
di Lord Jeffreys_, la _Lettera al Lord Cancelliere_, la _Elegia di
Jeffreys_. Vedi parimente Evelyn, _Diario_, 5 dicembre 1683, 31 ottobre
1685. Non è mestieri avvertire il lettore di consultare la insigne
opera di Lord Campbell.
[241] _Gazzetta di Londra_, 12 febbraio 1684–85; North, _Vita di
Guildford_, 254.
[242] La fonte principale a cui ho attinto, è il dispaccio di Barillon,
9–19 febbraio 1685. Si trova nell’Appendice alla Storia di Fox. Vedi
anche la _Lettera_ di Preston a Giacomo, in data del 18–28 aprile 1685,
presso Dalrymple.
[243] Luigi a Barillon, 10–20 febbraio 1685.
[244] Barillon, 16–26 febbraio 1685.
[245] Barillon, 18–28 febbraio 1685.
[246] Dartmouth, _Annotazioni a Brunel_, I, 264; Chesterfield,
_Lettere_, 18 novembre 1784. Chesterfield è un testimonio
incontrastabile; perocchè la rendita di cinquecento sterline era un
carico sui beni di Halifax suo avo. Credo che siano mal fondate le
aggiunte che fa Pope all’avarizia di Churchill. «Il galante cui ella
pagò largamente il salto dalla finestra, visse assai per ricusare alla
sua druda mezzo scudo.» Curll chiama malediche queste parole.
[247] Pope, negli _Aneddoti_ di Spence.
[248] Vedi i _Ricordi Storici del 1º de’ Dragoni Reali_. La nomina
di Churchill al comando di questo reggimento fu posta in ridicolo
come esempio di assurda parzialità. Una satira di quel tempo, che non
rammento di aver mai veduta a stampa, ma che esiste Ms. nel Museo
Britannico, contiene le seguenti parole: «Tagliamo co’ cucchiai la
carne; la cosa è ragionevole quanto la nomina di Churchill al comando
de’ Dragoni.»
[249] Barillon, 16–24 febbraio 1685.
[250] Barillon, 6–16 aprile; Luigi a Barillon, 14–24 aprile.
[251] Potrei trascrivere mezzo il carteggio di Barillon a provare la
mia asserzione; ma ne citerò solo un brano, in cui la politica del
Governo francese verso la Inghilterra è esposta concisamente e con
perfetta chiarezza:
«_On peut tenir pour une maxime indubitable, que l’accord du Roy
d’Angleterre avec son Parlement, en quelque manière qu’il ne faste,
n’est pas conforme aux intèrêts de V. M. Je me contente de penser cela
sans m’en ouvrir à personne, ei je cache avec soin mes sentimens à cet
ègard_,» Barillon a Luigi, 28 febbraio–10 marzo 1687. Che questo fosse
il vero secreto di tutta la politica di Luigi verso il paese nostro,
la Corte di Vienna comprendeva perfettamente. Lo imperatore Leopoldo
scriveva in questa guisa a Giacomo (30 marzo 9 aprile 1689): «_Galli
id unum agebant, ut perpetuas inter Serenitatem vestram et ejusdem
populos fovendo simultates, reliquae Christianae Europae tanto securius
insultarent_.»
[252] «_Que sea unido con su reyno, y en toda buena intelligencia con
el Parlamento_». Dispaccio del Re di Spagna a Don Pietro Ronquillo,
16–26 marzo 1856. Trovasi negli archivii di Simancas, che tengono gran
copia di scritture relative agli affari d’Inghilterra. Copie delle più
interessanti di tali scritture possiede Guizot, dal quale mi furono
prestate. Provo particolare soddisfazione nello attestare questo seguo
d’amicizia d’un tanto uomo.
[253] Pochi de’ miei lettori inglesi vorranno approfondire la storia
di questa contesa. Si trova sommariamente raccontata da Bossuet nella
_Vita del Cardinale Bausset_, e da Voltaire nel _Secolo di Luigi XIV_.
[254] Brunet, I, 661; Lettera in data di Roma; e Dodd, _Storia della
Chiesa_, parte VIII, libro I, art. 1.
[255] _Consulte del Consiglio di Stato di Spagna_, 2–12 e 16–26 aprile
1685. negli Archivii di Simancas.
[256] Luigi a Barillon, 22 maggio–1 giugno 1685; Burnet, I, 623.
[257] Clarke, _Vita di Giacomo II_, vol. II, 5; Barillon, 19 febbraio–1
marzo 1685; Evelyn, _Diario_, 5 marzo 1684–85.
[258] «A coloro che chiedono grazie, egli giura pel sangue di Dio, e
gli sgrida come se venissero a rubare cucchiai.» _Lamentable Lory_,
Ballata, 1684.
[259] Barillon, 20–30 aprile 1685.
[260] Dal dispaccio d’Adda, in data del 23 gennaio–1 febbrajo 1686,
e dalle parole del Padre d’Orlèans (_Histoire des Rèvolutions
d’Angleterre_, Lib. XI), chiaro si deduce che i Cattolici rigorosi
giudicarono inescusabile la condotta del Re.
[261] _Gazzetta di Londra; Gazzetta di Francia_; Clarke, _Vita di
Giacomo II_, vol. II, 10; _Gloria della incoronazione di Giacomo II
e della Regina Maria_, di Francesco Sandford, Araldo di Lancaster,
in folio, 1687; Evelyn, _Diario_, 21 maggio 1685; _Dispaccio_ degli
ambasciatori Olandesi, 10–20 aprile 1685; Burnet, I,628; Eachard, III,
734; _Sermone recitato avanti le LL. MM. Giacomo II e Maria, nel dì
della loro incoronazione nella Badia di Westminster_, 23 aprile 1685,
da Francesco, Lord Vescovo J’Ely e Lord Limosiniere. Ho veduta una
relazione in italiano pubblicata in Modena, degna di considerazione,
massime per l’artifizio con che lo scrittore tace il fatto, che le
preci e i salmi furono cantati in inglese, e che i Vescovi erano
eretici.
[262] Vedi la _Gazzetta di Londra_ ne’ mesi di febbrajo, marzo ed
aprile 1685.
[263] Sarebbe facile riempire un volume delle cose che gli storici e
gli articolisti Whig hanno scritto intorno a questo subietto. Citerò
solo uno scrittore il quale era aderente alla Chiesa Anglicana e Tory.
«Fu creduto che le elezioni» dice Evelyn «in parecchi luoghi fossero
state indecentemente condotte. Il Cielo disponga le cose meglio di
quello che alcuni credono inevitabile!» (10 maggio 1685.) E nuovamente:
«Vero è che vi furono molti de’ nuovi rappresentanti, la cui elezione o
rielezione è stata universalmente condannata.» (22 maggio.)
[264] Da una lettera di notizie, esistente nella Biblioteca dello
Istituto Reale. Citters fa menzione della forza dei partito Whig nella
Contea di Bedford.
[265] Bramston, _Memorie_.
[266] _Riflessioni intorno a una Rimostranza e Protesta di tutti i
buoni Protestanti di questo Regno_, 1689; _Dialogo tra Due amici_, 1689.
[267] _Memorie della Vita di Tommaso Marchese di Wharton_, 1715.
[268] Così chiamasi nelle città d’Inghilterra quel luogo dove in antico
era eretta una croce. (_Nota del Traduttore._)
[269] Vedi nel _Guardiano_, Nº 67, un articolo, squisito esempio della
peculiare maniera di Addison. Sarebbe difficile trovare in qualsiasi
altro scrittore un simile esempio di benevolenza condita delicatamente
di spregio.
[270] L’_Osservatore_, 4 aprile 1685.
[271] Dispaccio degli Ambasciatori Olandesi, 10–20 aprile 1685.
[272] Burnet, I, 626.
[273] _Fedele racconto delle infermità, morte e sepoltura del Capitano
Bedlow_. 1680;—Narrazione del Lord Capo Giudice North.
[274] Smith, _Intrighi della Congiura Papale_, 1685.
[275] Burnet, I, 439.
[276] Vedi il processo, nella _Collezione de’ Processi di Stato_.
[277] Evelyn, _Diario_, 7 maggio 1685.
[278] Esistono molti ritratti di Oates. Le pittura più viva della sua
persona si trovano nello _Esame_ di North, 225, nell’_Assalonne ed
Achitofel_ di Dryden, e in un foglio volante che ha per titolo «_Fischi
e Grida contro T. O._»
[279] Vedi queste cose minutamente notate nella _Collezione dei
Processi di Stato_.
[280] _Gazzetta di Francia_, 29 maggio–9 giugno 1685.
[281] Dispaccio degli Ambasciatori Olandesi, 19–29 maggio 1685.
[282] Evelyn, _Diario_, 22 maggio, 1685; Eachard, III, 741; Burnet,
I, 637; L’_Osservatore_, 27 marzo 1685; Oates, _Εἰχών_, 89; _Εἰχών_,
_βροτολοιγοῡ_, 1697; _Giornale dei Comuni_, maggio, giugno e luglio
1689; Maso Brown, _Avvertimento al dottore Oates_. Alcune circostanze
interessanti sono rammentate in un foglio volante, stampato per A.
Brooks, Charing, Cross, 1685. Ho veduto certi articoli di quel tempo
scritti in francese e in italiano, e contenenti la storia del processo
e della esecuzione della sentenza. Una stampa rappresentante Tito Oates
posto alla gogna, fu pubblicata in Milano con questa curiosa epigrafe:
«_Questo è il naturale ritratto di Tito Otez, ovvero Oatz, Inglese,
posto in berlina, uno de’ principali professori della religione
protestante, acerrimo persecutore de’ Cattolici, e gran spergiuro_.»
Ho veduto parimente una incisione olandese rappresentante la punizione
d’Oates, con alcuni versi latini, de’ quali i seguenti sono un esempio:
_At Doctor fictus non fictos pertulit ictus,
A tortore datos haud molli in corpore gratos,
Disceret ut vere scelera ob commissa rubere._
L’anagramma del suo nome «_Testis Ovat_» trovasi in molte stampe
pubblicate in vari paesi.
[283] Blackstone, _Commentarii_, Capitolo dell’Omicidio.
[284] Secondo Ruggero North, i giudici decisero che Dangerfield,
essendo stato prima convinto di spergiuro, era incompetente a far da
testimonio nel processo della Congiura. Ma questo è uno de’ molti
esempi della inesattezza di Ruggero. Dal rapporto del processo di Lord
Castelmaine, fatto in giugno 1680, parrebbe che dopo molti contrasti
tra gli avvocati, e molto consultare fra i giudici de’ varii tribunali
in Westminster Hall, a Dangerfield fosse concesso di prestare il
giuramento e raccontare la propria storia: ma i giudici, con molto
senno, non gli vollero prestar fede.
[285] Il processo di Dangerfield non fu registrato; ma in un foglio
volante contemporaneo ne ho veduto un racconto conciso. Un sunto della
testimonianza contro Francis, e il discorso ch’ei fece sul punto di
morire, trovasi nella _Collezione dei Processi di Stato_. Vedi Eachard,
III, 741. La narrazione di Burnet contiene più abbagli che parole.
Vedi anche lo _Esame_ di North, 256; il breve racconto della vita di
Dangerfield nel _Tribunale di Sangue_; l’Osservatore del 20 giugno
1685; e il poemetto intitolato, _Lo Spettro di Dangerfield a Jeffreys_.
Un rarissimo volume che ha per titolo _Brevi Genealogie_ di Roberto
Halstead, Lord Peterborough dice che Dangerfield, col quale egli aveva
avuto qualche relazione, era «un giovane che aveva decente persona,
serio contegno, e loquela che non sembrava procedere da una ordinaria
intelligenza.»
[286] Baxter, nella prefazione all’opera di Sir Matteo Hale,
intitolata: _Giudicio intorno alla natura della vera Religione_, 1684.
[287] Vedi l’Osservatore del 25 febbraio 1685; l’atto d’accusa nella
_Collezione de’ Processi di Stato_; il racconto che fa Calamy di ciò
che seguì nella corte (_Vita di Baxter_, cap. 14); e i curiosissimi
estratti dei Mss. di Baxter, nella vita di lui, scritta da Orme e
pubblicata nel 1830.
[288] Mss. di Baxter, citati da Orme.
[289] Atto Parlam. di Car. II, 29 marzo 1651; di Giac. VII, 28 aprile e
13 maggio 1685.
[290] Atto Parlam. di Giac. VII, 8 maggio 1685; l’_Osservatore_, 20
giugno 1685. Lestrange evidentemente desiderava di vedere che lo
esempio dato in Iscozia venisse imitato in Inghilterra.
[291] Sono sue parole riferite da lui stesso. Clarke, _Vita di Giacomo
II_, volume I, 656. _Memorie Originali_.
[292] Atto Parlam. di Carlo II, 31 agosto 1681.
[293] Burnet, I, 583; Wodrow, III, v. 2, Sventuratamente, mancano gli
atti del Consiglio Privato Scozzese di quasi tutto il governo del duca
di York.
[294] Wodrow, III, IX, 6.
[295] Wodrow, III, IX, 6. Lo editore del Burnet, stampato in Oxford, si
studia di scusare quest’atto, asserendo che Claverhouse avesse allora
l’incarico di intercettare ogni comunicazione tra Argyle e Monmouth,
e supponendo che Giovanni Brown fosse stato scoperto come portatore
di notizie tra i campi ribelli. Sventuratamente per questa ipotesi,
Giovanni Brown fu morto il dì primo di maggio, mentre Argyle e Monmouth
erano entrambi in Olanda, e mentre non era insurrezione in nessun luogo
dell’Isola nostra.
[296] Wodrow, III, IX, 6.
[297] Wodrow, III, IX, 6.
[298] Ibidem, _Nube di Testimonianza._
[299] Wodrow, III, IX, 6. L’epitaffio di Margherita Wilson nel
Camposanto di Wigton, è stampato nell’Appendice alla _Nube di
Testimonianza_: «Assassinata per aver confessato Cristo capo supremo
della Chiesa, e non per altro delitto, che per non avere confessata la
Prelatura, e non avere abiurata la fede de’ Presbiteriani, nel mare,
legata ad un palo, ella patì il martirio per amore di Gesù Cristo.»
[300] Vedi la lettera al re Carlo II, premessa all’_Apologia_ di
Barclay.
[301] Sewel, _Storia dei Quacqueri_, libro X.
[302] _Minute delle Adunante Annuali_, 1689, 1690.
[303] Clarkson, _Del Quacquerismo; Costumi Peculiari_, cap. 5.
[304] Dopo ch’io aveva già scritto questo tratto, ho trovato nel Museo
Britannico un manoscritto (Mss. Harl. 7506) col titolo seguente:
_Relazione delle presure, de’ sequestri, delle grandi spoliazioni e
stragi, fatte negli averi di varii protestanti Dissenzienti, chiamati
Quacqueri, dietro processi a seconda di vecchi Statuti fatti contro i
Papisti e i Recusanti papalini_. Il MS. è notato come già appartenente
a Giacomo, e sembra che dal suo servo di fiducia, Colonnello Graham,
fosse stato dato a Lord Oxford. A me pare che ciò confermi il mio modo
di giudicare la condotta del re verso i Quacqueri.
[305] Le visita di Penn a Whitehall, e le sue levate da letto in
Kensington, sono vivacissimamente descritte, benchè in cattivissimo
latino, da Gherardo Croese: «_Sumebat rex saepe secretum, non horarium,
vero horarum plurium, in quo de variis rebus cum Penno serio sermonem
conferebat; et interim differebat audire praecipuorum nobilium ordinem,
qui hoc interim spatio in procoetone, in proximo, regem conventum
praesto erant_.» Della folla de’ chiedenti nella casa di Penn, Croese
dice: «_Vidi quandoque de hoc genere hominum non minus bis centum_.»
_Historia Quakeriana_, lib. II, 1695.
[306] «Ventimila sterline nella mia tasca, e centomila nella mia
provincia.» _Lettera_ di Penn a Popple.
[307] Questi ordini, firmati da Sunderland, si trovano nella _Storia_
di Sewel. Hanno la data del 18 aprile 1685. Sono scritti in uno stile
singolarmente oscuro ed intricato, ma credo d’averne esattamente
esposto lo spirito. Non ho potuto trovare nessuna prova che alcuno che
non fosse Cattolico Romano o Quacquero, riacquistasse, per virtù di
questi ordini, la propria libertà. Vedi Neal, _Storia dei Puritani_,
vol. II, cap. 3; Gherardo Croese, lib. II. Croese vuole che il numero
dei Quacqueri liberati fosse millequattrocento sessanta.
[308] Barillon, 28 maggio–7 giugno 1685; l’_Osservatore_ del 27 maggio
1685; Sir J. Reresby, _Memorie_.
[309] Luigi XIV scriveva a Barillon, intorno a questa classe di
Esclusionisti, le seguenti parole: «_L’intèrêt qu’ils auront à effacer
cette tâche par des services considèrables, les portera, selon toutes
les apparences, à le servir plus utilement que ne pourraient faire ceux
qui ont toujours ètè les plus attachès à sa personne._» 15–25 maggio,
1685.
[310] Barillon, 4–14 maggio 1685; Sir Giovanni Reresby, _Memorie_.
[311] Burnet, I, 626; Evelyn, _Diario_, 22 maggio 1685.
[312] Ruggero North, _Vita di Guildford_, 218; Bramston, _Memorie_.
[313] North, _Vita di Guildford_, 228; _Notizie di Westminster_.
[314] Burnet, I, 382; _Carte_ di Rowdon, Lord Conway a Sir Giorgio
Rawdon, 28 dicembre 1677.
[315] _Gazzetta di Londra_, 25 maggio 1685; Evelyn, _Diario_, 22 maggio
1685.
[316] North, _Vita di Guildford_, 256.
[317] Burnet, 1, 639; Evelyn, _Diario_, 22 maggio 1685; Barillon, 23
maggio–2 giugno, e 25 maggio–4 giugno, 1685, Il silenzio dei Giornali
de’ Comuni rese perplesso il signor Fox; ma si spiega dal fatto che la
proposta di Seymour non fu secondata.
[318] _Giornali de’ Comuni_, 22 maggio. Stat. Jac. II, I, 1.
[319] _Giornali de’ Comuni_, 26, 27 maggio. Sir. J. Reresby, _Memorie_.
[320] _Giornali de’ Comuni_, 27 maggio 1685.
[321] Ruggiero North, _Vita di Sir Dudley North; Vita di Guildford_,
166; M’Culloc, _Letteratura della Economia Politica_.
[322] _Vita di Dudley North_, 176; Lonsdale, _Memorie_; Van Citters,
12, 22 giugno 1685.
[323] _Giornali de’ Comuni_, 1 marzo 1689.
[324] _Giornali de’ Lordi_, 18, 19 marzo 1679; 22 maggio 1685.
[325] Stat. 5 di Giorgio IV, c. 46.
[326] Clarendon, _Storia della Ribellione_, lib. XIV; Burnet, _De’ suoi
tempi_, I, 546, 625; Wade e Ireton, _Narrazioni_, MS. Landsdowne, 1152,
l’_Informazione_ di West nell’Appendice alla _Vera Relazione_ di Sprat.
[327] _Gazzetta di Londra_, 4 gennaio 1684–85; MS. Ferguson, nella
Storia di Eachard, III, 764; _Narrazione_ di Gray; Sprat, _Vera
Relazione_; Danvers, _Trattato intorno al Battesimo_; Danvers, _La
Innocenza e la Verità vendicate_; Crosby, _Storia dei Battisti Inglesi_.
[328] Per la intelligenza dell’allusione, vedi gli _Atti degli
Apostoli_, cap. XVIII. (_Nota del Traduttore._)
[329] Sprat, _Vera Relazione_; Burnet, I, 634; _Confessione_ di Wade,
Ms. Harl, 6845.
Lord Howard d’Escrick accusò Ayloffe d’avere proposto lo assassinio del
Duca di York; ma Lord Howard era un vile bugiardo: tale storiella non
formò parte della sua confessione originale, ma vi fu aggiunta dipoi
come supplemento; e però non è degna di fede.
[330] _Confessione_ di Wade, Ms. Harl. 6845; Ms. Lansdowne, 1152;
Holloway, _Narrazione_ nell’Appendice alla _Vera Relazione_ di Sprat.
Wade confessò che Holloway aveva detta la pura verità.
[331] Sprat, _Vera Relazione_, e l’Appendice _passim_.
[332] Sprat, _Vera Relazione_, e l’Appendice; Processo contro Rumbold,
nella _Collezione de’ Processi di Stato_; Burnet, _De’ suoi tempi_, I,
633; Appendice alla _Storia_ di Fox, Nº IV.
[333] Narrazione di Grey: il suo processo trovasi nella _Collezione dei
Processi di Stato_; Sprat, _Vera Relazione_.
[334] Nella collezione di Pepys v’è una stampa rappresentante una
delle feste da ballo che verso quel tempo Guglielmo e Maria dettero
nell’Oranje Zaali.
[335] Avaux, _Neg_. 25 gennaio 1685. Lettera di Giacomo alla
Principessa d’Orange, gennaio 1684–85, fra gli Estratti di Birch nel
Museo Britannico.
[336] _Narrazione_ di Grey; _Confessione_ di Wade, Ms. Landsdowne 1152.
[337] Burnet, I, 542; Wood, _Athenae Oxonienses_, sotto il nome di
Owen; _Assalonne ed Achitofel_, parte II; Eachard; III, 682, 697;
Sprat, _Vera Relazione, passim; Memoriale de’ Non–conformisti_; North,
_Esame_, 399.
[338] _Confessione_ di Wade, Ms. Harl. 6845.
[339] Avaux, Neg. 20, 22 febbraio 1685; lettera di Monmouth a Giacomo,
in data di Ringwood.
[340] _Storia del re Guglielmo III_, 2ª edizione 1703, vol. I, 160.
[341] Welwoold, _Memorie_, App. XV; Burnet, I, 630. Grey riferì la
cosa in modo alquanto diverso, ma lo fece per salvare la propria
vita. Don Pedro Ronquillo, ambasciatore spagnuolo presso la corte
inglese, in una lettera al governatore de’ Paesi Bassi, scritta verso
quel tempo, irride Monmouth perchè viveva alle spese d’una donna
innamorata; e sospetta, senza fondamento nessuno, che la passione del
duca fosse venale. «_Hallandose hoy tan falto de medios que ha menester
trasformarse en Amor con Miledi, en vista de la necessitad de poder
subsistir_.» Ronquillo a Grana, 30 marzo–9 aprile 1685.
[342] Processo contro Argyle, nella _Collezione de’ Processi di Stato_;
Burnet, I, 521; _Relazione semplice e vera delle scoperte fatte in
Iscozia_, 1684; _La nebbia scozzese dissipata; l’indicazione_ di Sir
Giorgio Mackenzie; Lord Fountainhall, _Note Cronologiche_.
[343] Informazione di Roberto Smith, nell’Appendice alla _Vera
Relazione_ di Sprat.
[344] _Relazione semplice e vera delle scoperte fatte in Iscozia_.
[345] _Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio_, lib. II, cap. 33.
[346] Vedi la _Narrazione_ di Sir Patrizio Hume, _passim_.
[347] _Narrazione_ di Grey; _Confessione_ di Wade, Ms. Harl. 6845.
[348] Burnet, I, 631.
[349] _Narrazione_ di Grey.
[350] Le Clerc, _Vita di Locke_; Lord King, _Vita di Locke_;
Lord Grenville, _Oxford e Locke_. Locke non è da confondersi
coll’Anabattista Niccola Look, il cui nome è scritto Locke nella
confessione di Grey, e che è ricordato nel Ms. Lansdowne Nº 1152, e
nella narrazione di Buccleuch aggiunta alla dissertazione di Rose.
Non crederei quasi necessaria questa avvertenza, se non vedessi che
la somiglianza di questi due nomi indusse in errore il presidente
Onslow, ch’era uomo assai dotto nella storia di quei tempi. Vedi la sua
annotazione a Burnet, I, 629.
[351] Wodrow, libro III, cap. 9; _Gazzetta di Londra_, 11 maggio 1685;
Barillon, 11–21 maggio.
[352] _Registro degli Atti degli Stati Generali_, 5–15 maggio 1685.
[353] Di ciò si fa ricordo nelle sue lettere credenziali in data del 16
marzo 1684–85.