[100] Blome, _Britannia_; Gregson, _Antichità della Contea Palatina e

del Ducato di Lancaster_, Parte II; _Petizione di Liverpool_, nel Libro

del Consiglio Privato, 10 maggio 1686. Nel 1690, le morti in Liverpool

furono 151, le nascite 120. Nel 1844, la entrata netta delle dogane di

Liverpool fu di 4,365,526 lire sterline, 1 scellino e 8 soldi.

[101] Atkyns, _Contea di Gloucester_.

[102] _Magna Britannia_; Grose, _Antichità_; New Brightelmstone

Directory, 1770.

[103] _Viaggio nella Contea di Derby_, di Tomaso Browne, figlio di Sir

Tommaso.

[104] Vedi Wood, _Storia di Bath_, 1749; Evelin, _Diario_, 27 giugno

1654; Pepys, _Diario_, 12 giugno 1668; Stukeley, _Itinerarium

curiosum_; Collinson, _Contea di Somerset_; Dottor Peirce, _Storia e

Memorie di Bath_, 1713, lib. I, cap. 8, osser. 2, 1684. Ho consultato

varie carte topografiche e pitture di Bath, in ispecie una carta

curiosa, che è circondata dalle vedute de’ principali edificii. Ha la

data del 1717.

[105] Secondo King, 530,000.

[106] Macpherson, _Storia del Commercio_; Chalmers; Chamberlayne,

_Stato dell’Inghilterra_, 1684. Il tonnellaggio dei piroscafi

appartenenti al porto di Londra alla fine del 1847 era di 60,000

tonnellate. La somma media, dal 1842 al 1845, che incassava la Dogana

del porto, era di 11,000,000.

[107] Lisson, _Dintorni di Londra_. I battesimi in Chelsea, tra il 1680

e 1690, erano quarantadue l’anno.

[108] Cowley, _Discorso intorno la Solitudine_.

[109] Le notizie più ampie e più degne di fede inforno alla condizione

degli edificii di Londra verso questo tempo, ritrovansi nelle

carte topografiche e nei disegni esistenti nel Museo Britannico, e

nella Biblioteca di Pepys. Della cattiva fattura de’ mattoni delle

fabbriche di Londra, è fatto speciale ricordo ne’ Viaggi del Granduca

Cosimo. Nello _Esploratore di Londra_ di Ward, vi è una relazione

de’ lavori della chiesa di San Paolo. Mi vergogno quasi di citare un

così nauseante cicaleccio; ma mi è stato forza scendere, se pure è

possibile, anche più basso, per raccogliere materiali.

[110] Evelyn, _Diario_, 20 settembre 1672.

[111] Ruggiero North, _Vita di Sir Dudley North_.

[112] North, _Esame_. Questo piacevole scrittore ci ha conservato un

esempio dei voli sublimi ai quali abbandonavasi il Pindaro della Città:

«Il venerando Sir Giovanni Moor!

Dopo secoli adorisi tal nome!»

[113] Chamberlayne, _Stato dell’Inghilterra_, 1684; _Angliæ

Metropolis_, 1690; Seymour, _Londra_ 1734.

[114] Inigo Jones è uno dei più celebri architetti inglesi. (_Nota del

Trad._)

[115] North, _Esame_, 116. Wood, _Ath, Ox. Shaftesbury. La litania_ del

Duca di Buckingam.

[116] _Viaggi del Granduca Cosimo_.

[117] Chamberlayne, _Stato dell’Inghilterra_ 1684; Pennant, _Londra_;

Smith, _Vita di Nollekens_.

[118] Evelyn, _Diario_, 10 ottob. 1683; 19 gennajo 1685–86.

[119] _Stat._ I di Giac. II, c. 22; Evelyn, _Diario_, 7 dicembre 1684.

[120] Il vecchio Generale Oglethorpe, morto nel 1785, aveva il costume

di vantarsi d’avere in quel luogo ucciso degli uccelli sotto il regno

di Anna. Vedi Pennant, _Londra_; e il _Magazzino del Gentiluomo_,

luglio 1785.

[121] Il campo della peste potrà vedersi nelle carte topografiche di

Londra, anche in quelle edite verso la fine del regno di Giorgio I.

[122] Vedi una curiosissima pianta di Covent Garden, fatta nel 1690,

e incisa per la Storia di Westminster scritta da Smith. Vedi altresì

il Mattino dipinto da Hogarth, allorquando le case della Piazza erano

tuttavia abitate dai gentiluomini.

[123] _Lo Esploratore di Londra_; Maso Brown, _Vedute comiche di

Londra e di Westminster_; Turner, _Proposta per impiegare i poveri_,

1678; _Corriere Quotidiano_, e _Giornale Quotidiano_, 7 giugno 1733;

_Causa tra Michael ed Allestree_ nel 1676, 2 Levinz., pag 172. Michael

era stato pesto da due cavalli che Allestree domava in Lincoln’s Inn

Fields. La dichiarazione stabiliva che l’accusato «_porta deux chivals

ungovernable en un coach, et improvide, incaute, et absque debita

consideratione ineptitudinis loci la eux drive pur eux faire tractable

et apt pur un coach, quels chivals, pur ceo que, per leur ferocite, ne

poient estre rule, curre sur le plaintiff et le noie_.»

[124] Stat. 12 di Gior. I, c. 25; _Giornale dei Comuni_, 25 febbraio,

2 marzo 1725–26; _Il Giardiniere di Londra_, 1712; _Evening Post_, 25

Marzo 1731. Non mi è riuscito di trovare questo numero del Giornale

_Evening Post_: però lo cito sulla fede di Malcolm, che lo rammenta

nella sua _Storia di Londra_.

[125] _Lettres sur les Anglois_, scritte ne’ primi anni del regno di

Guglielmo III; Swift, _City Shower_; Gay, _Trivia_. Johnson aveva

costume di riferire un colloquio che egli ebbe con sua madre intorno al

cedere o a prendere il muro.

[126] Oldham, _Imitazione della Satira III di Giovenale_, 1682;

Shadwell, _Scourers_, 1690. Molte altre autorità incontrerà di leggieri

chiunque conosca la letteratura popolare di quella e della susseguente

generazione. Potrebbe sospettarsi che alcuni dei _Tityre Tus_, da buoni

Cavalieri, rompessero le finestre di Milton poco dopo la Restaurazione.

Io credo ch’egli pensasse a que’ malanni di Londra allorquando dettò

quei versi: «Nelle splendide città, quando lo strepito delle contese e

dei danni e degli oltraggi giunge alle loro più alte torri, e quando

la notte intenebra le vie, i figli di Belial gavazzano trasportati dal

vino e dalla insolenza.»

[127] _Angliæ Metropolis_, 1690, sez. 17, che ha per titolo: _Intorno

alla nuova luce_; Seymour, _Londra_.

[128] Stowe, _Sguardo sopra Londra_; Shadwell, _Lo Scudiere d’Alsazia_;

Ward, _L’Esploratore di Londra; Stat._ 8 e 9 di Gugliel. III, cap. 27.

[129] Vedi il racconto che fa Sir Ruggiero North del modo con cui

Wright fu fatto giudice, e il racconto di Clarendon sul modo con cui

Sir Giorgio Savile fu fatto Pari.

[130] Le fonti alle quali ho attinto le mie nozioni intorno alla Corte,

sono sì numerose, che mal si potrebbero citare. Fra esse giova indicare

i _Dispacci_ di Barillon, di Van Citters, di Ronquillo e d’Adda; i

_Viaggi del Granduca Cosimo_, i _Diarii_ di Pepys, di Evelyn e di

Teonge; e le _Memorie_ di Grammont e di Reresby.

[131] La principale caratteristica di questo dialetto consisteva in

ciò, che in moltissime parole la _O_ si pronunciava come _A. Stork_, a

modo d’esempio, era pronunciato _Stark_. Vedi Vanbrugh, _La Ricaduta_.

Lord Sunderland era gran maestro di questo tono cortigiano, come lo

chiama Ruggero North; e Tito Oates lo affettava, sperando di passare

per un egregio gentiluomo. _Esame_, 77, 254.

[132] Non è d’uopo richiamare l’attenzione del lettore alla ironia

della frase. Dai precedenti capitoli si sarà accorto come l’autore

senza distinzione di opinioni politiche e religiose renda giustizia a

tutti, anzi si mostri severissimo contro i protestanti fanatici. (_Nota

dell’Editore_).

[133] _Lettres sur les Anglois; Viaggi_ di Maso Brown; Ward,

_Esploratore di Londra; La natura di una Bottega da Caffè_, 1673;

_Regolamenti ed ordini della Bottega del Caffè_, 1674; _La Bottega del

Caffè difesa_, 1675; _Satira contro il Caffè_; North, _Esame_, 138;

_Vita di Guildford_, 152; _Vita di Sir Dudley North_, 149; _Vita del

Dottor Radcliffe_ pubblicata da Curll nel 1715. La più viva descrizione

del Caffè Will si trova nel _Topo da città e da campagna_. Vi è un

tratto notevole intorno alla influenza degli oratori delle botteghe da

caffè, nelle _Brevi Genealogie_ di Halstead, stampate nel 1685.

[134] Il testo dice _cockney_, vocabolo che non può avere in italiano

l’equivalente. In Londra si chiamano _cockney_ coloro che sono nati ed

abitano presso _Bow Church_, e si suppone che non siano mai usciti dal

ricinto della _City_, e che uscendo fuori si maravigliano di tutto, in

guisa da rendersi ridicoli. Fra le mille storielle che si narrano per

mettere in caricatura (ci si perdoni la frase) il _Cockney_, dicesi che

uno di loro andando a caccia, uccidesse un’upupa o un barbagianni in

un cimitero, e tornasse costernato a casa credendo di avere morto un

cherubino. (_Nota del Traduttore._)

[135] _Centuria d’Invenzioni_, 1663, nº 68.

[136] North, _Vita di Guildford_, 136.

[137] Thoresby, _Diario_, 21 ottobre 1680, 3 agosto 1712.

[138] Pepys, _Diario_, 12 e 16 giugno 1668.

[139] Ibidem, 28 febbrajo 1660.

[140] Thoresby, _Diario_, 17 maggio 1695.

[141] Ibidem, 27 dicembre 1708.

[142] _Viaggio nella Contea di Derby_, di G. Browne, figlio di Sir

Tommaso Browne, 1662. Cotton _Angler_, 1676.

[143] _Carteggio_ di Enrico Conte di Clarendon, 30 Dicembre 1685, 1

Gennajo 1686.

[144] Postlethwaite, _Vocabol._ alla parola Strade. _Storia di

Hawkhurst_, nella _Bibliotheca Topographica Britannica_.

[145] _Annali della Regina Anna_, 1703: Appendice, nº 3.

[146] 15 di Car. II, c. 1.

[147] Gl’inconvenienti del vecchio sistema vengono esposti mirabilmente

in molte petizioni, che trovansi nel _Giornale dei Comuni_ del 1725–26.

In quanto alle violente opposizioni che incontrò il sistema nuovo,

veggasì il _Magazzino del Gentiluomo_ del 1749.

[148] Postlethwaite, _Vocabol._ alla parola _Strade_.

[149] _Loidis and Elmete._ Marshall, _Economia rurale

dell’Inghilterra_. Nel 1739, Roderico Random andò da Scozia a Newcastle

sopra un cavallo da basto.

[150] Cotton, _Epistola a G. Bradshaw_.

[151] Anthony à Wood, _Vita scritta da lui stesso_.

[152] Chamberlayne, _Stato dell’Inghilterra_, 1684. Vedi anche la lista

delle carrozze e dei vagoni da viaggio, in fine del libro intitolato:

_Angliæ Metropolis_, 1690.

[153] Giovanni Cresset, Ragioni per sopprimere le carrozze da

viaggio, 1672. Tali ragioni vennero poi inserite in uno scritto

intitolato: _Il grande interesse dell’Inghilterra spiegato_, 1673.

L’opposizione di Cresset alle vetture da viaggio provocò alcune

risposte, da me consultate.

[154] Chamberlayne, _Stato dell’Inghilterra_, 1684; North, _Esame_,

105; Evelyn, _Diario_, 9 e 10 ottobre 1671.

[155] Vedi la _Gazzetta di Londra_, 14 maggio 1677, 4 agosto 1687,

5 dicembre 1687. L’ultima confessione di Agostino King (figlio d’un

illustre teologo, e educato in Cambridge), che nel marzo del 1688 fu

impiccato a Gloucester, è sommamente curiosa.

[156] «_Aimwell_. Di grazia, signore, non v’ho già veduto al Caffè

Will? _Gibbet_. Sì, signore, e anche a quello di Wite»—Beaux,

_Stratagemma_.

[157] Gent, _Storia di York_. Un altro ladrone della medesima specie,

chiamato Biss, fu nel 1695 impiccato in Salisbury. In una ballata che

trovasi nella Biblioteca di Pepys, viene rappresentato in questa guisa:

«Che direte voi ora, mio onorevole Signore? Che male c’è egli in ciò?

Il bravo ed animoso Biss altro non ha fatto che aborrire i ricchi e gli

avari opulenti.»

[158] Pope, _Memorie di Duval_, pubblicate poco dopo l’esecuzione della

sentenza. Oates _Εἰχών Βασιλχη_, Part. I.

[159] Vedi il Prologo ai _Racconti di Cantorbery_ di Chauser; Harrison,

_Descrizione storica dell’Isola della Gran Brettagna_; e il racconto

che fa Pepys del suo viaggio fatto nella state del 1668. Della

superiorità delle Locande inglesi è fatta memoria nei _Viaggi del

Granduca Cosimo_.

[160] _Stat_. 12 di Car. II, c. 35; Chamberlayne, _Stato

dell’Inghilterra_, 1684; _Angliæ Metropolis_, 1690; _Gazzetta di

Londra_, 22 giugno 1685, 15 agosto 1687.

[161] _Gazzetta di Londra_, 14 settembre 1685.

[162] Smith, _Notizie Correnti_, 30 marzo e 3 aprile 1680.

[163] _Angliæ Metropolis_, 1690.

[164] _Giornale de’ Comuni_, 4 settembre 1660, 1 marzo 1688–89;

Chamberlayne, 1684; Davenant, _Della Rendita pubblica_, Discorso IV.

[165] Gazzetta di Londra, 5 e 17 maggio 1680.

[166] Nel Museo Britannico trovasi una curiosa, e, a quel ch’io ne

penso, unica collezione di cotesti giornali.

[167] Per modo d’esempio, non è pur motto nella Gazzetta intorno agli

importantissimi atti parlamentari del novembre 1685, o intorno al

processo e all’assoluzione de’ sette vescovi.

[168] Ruggiero North, _Vita, del dottor Giovanni North_. Intorno alle

lettere di notizie, vedi l’_Esame_, 133.

[169] Colgo questa occasione per esprimere la mia gratitudine alla

famiglia del mio diletto ed onorando amico Sir Giacomo Mackintosh, per

avermi confidati i materiali da lui raccolti quando meditava un lavoro

simigliante a quello che io ho intrapreso. Non ho mai veduto, e credo

che altrove non esista, una sì pregevole collezione di documenti tratti

dagli archivi pubblici e privati. Il giudicio con che Sir Giacomo,

nelle grandi masse delle più rozze materie storiche, scelse l’utile e

lasciò da parte l’inutile, può meritamente apprezzarsi solo da chi dopo

lui abbia lavorato nella medesima miniera.

[170] _Vita di Tommaso Gent_. Un compiuto catalogo di tutte le

stamperie esistenti nel 1724, trovasi negli _Aneddoti Letterarii

del secolo decimottavo_, di Nichols. In pochi anni il numero si era

grandemente accresciuto; e nonostante, v’erano trentaquattro contee

prive di tipografi, ed una di esse era quella di Lancaster.

[171] Per la intelligenza di questo vocabolo, vedi a pag. 228. (_Nota

del Traduttore._)

[172] Per la intelligenza di questo vocabolo vedi, a pag. 235. (_Nota

del Traduttore._)

[173] L’_Osservatore_, 29 e 31 gennaio 1685; Calamy, _Vita di Baxter_;

_Memoriale non–conformista_.

[174] Sembra che Cotton, a quanto ricavasi dal suo _Angler_, avesse

collocata tutta la sua biblioteca nel vano d’una finestra: e Cotton

era un letterato. Allorchè Franklin nel 1724 visitò per la prima volta

Londra, non vi si conoscevano biblioteche circolanti. Della folla de’

lettori nelle botteghe de’ librai, fa menzione Ruggiero North nella

Vita di Giovanni suo fratello.

[175] Basta un solo esempio. La regina Maria aveva commendevoli doti

naturali, era stata educata da un vescovo, amava la storia e la poesia,

e da uomini veramente illustri era considerata come donna illustre.

Nella biblioteca dell’Aja esiste una bellissima Bibbia inglese, che

fu presentata a lei nel dì della sua incoronazione nella Abbadia di

Westminster. Nel frontespizio si vedono le seguenti parole scritte

di sua propria mano: «_This book was given the King and I, at our

crownation_. MARIE R.»

[176] Ruggiero North racconta, come suo fratello Giovanni, che era

professore di greco in Cambridge, lamentasse amaramente la ignoranza

della lingua greca nel clero dell’Università.

[177] Butler, in una satira pungentissima, dice: «Quantunque lo

intarsiare ne’ loro discorsi parole greche e latine venga reputata

vanagloriosa rettorica di pedanti, imperlarli di frasi francesi è cosa

meritoria.»

[178] L’esempio più notevole che mi corra alla memoria è in un poemetto

di Dryden sopra la coronazione di Carlo II. Dryden di certo non poteva

addurre la scusa di povertà della lingua per usare parole tratte da

qualsifosse favella straniera: «Quivi nelle sere estive voi accorrete

per gustare la fraicheur dell’aria più pura.»

[179] È una sètta che crede Adamo essere stato predestinato a peccare;

ed e opposta alla sètta de’ Sublapsarii, che ammettono la contraria

opinione. (_Nota del Traduttore._)

[180] Per l’allusione di questo vocabolo, che metaforicamente vale

_parola d’ordine_, o di riconoscimento, vedi la Bibbia, _Giudici_, Lib.

XII, 6. (_Nota del Traduttore._)

[181] Geremia Collier, con la sua solita forza ed acrimonia, ha inveito

contro siffatto odioso costume.

[182] Il contratto trovasi nella edizione di Dryden, fatta da Sir

Walter Scott.

[183] Vedi la _Vita di Southern_, scritta da Shiels.

[184] Vedi Rochester, _Infortunii de’ Poeti_.

[185] _Saggio intorno alla scena inglese_.

[186] Shiels, _Vita di Southern_.

[187] Se a qualche lettore le mie espressioni paressero troppo severe,

lo consiglierei a leggere l’_Epilogo_ di Dryden al _Duca di Guisa_, e

notare che era recitato da una donna.

[188] Vedi, in ispecie, l’_Oceana_ di Harrington.

[189] Vedi Sprat, _Storia della Società Reale_.

[190] Cowley, _Ode alla Società Reale_.

[191] «Allora anderemo sino allo estremo confine del globo, e vedremo

l’ocèano pendere sul cielo: di là noi conosceremo i nostri rotanti

vicini, ed esamineremo con sicurezza il mondo lunare.» _Annus

Mirabilis_, 164.

[192] North, _Vita di Guildford_.

[193] Pepys, _Diario_, 30 maggio 1667.

[194] Io credo che Buttler fosse il solo uomo di vero genio, il quale

tra la Restaurazione e la Rivoluzione mostrasse amara avversione alla

nuova filosofia, come allora chiamavasi. Vedi la satira contro la

Società Reale e l’Elefante nella Luna.

[195] La sollecitudine onde gli agronomi di quella età facevano

esperimenti a migliorare l’arte, è ben descritta da Aubrey, _Storia

naturale della Contea di Wilt_, 1685.

[196] Sprat, _Storia della Società Reale_.

[197] Walpole, _Aneddoti intorno alla Pittura_; _Gazzetta di Londra_,

31 marzo 1683. North, _Vita di Guildford_.

[198] Dei gran prezzi con che furono pagate le opere di Varelst e di

Verrio, è fatto ricordo da Walpole negli _Aneddoti intorno la Pittura_.

[199] Petty, _Aritmetica politica_.

[200] _Stat._ 5. di Elis., c. 4. _Archeologia_, vol. XI.

[201] Riccardo Dunning, _Metodo chiaro e facile che dimostra il modo

d’adempiere l’ufficio di sorvegliatore de’ poveri_; 1ª edizione 1685;

2ª edizione 1686.

[202] Cullum, _Storia di Hawsteed_.

[203] Ruggles, _Dei Poveri_.

[204] Vedi Thurloe, _Scritture di Stato_; il _Memorandum dei Deputati

Olandesi_ in data del 2–12 agosto 1653.

[205] Questo oratore fu Giovanni Basset, rappresentante di Barnstple.

Vedi Smith, _Memorie di Wool_, cap. 68.

[206] Questa ballata si conserva nel Museo Britannico. Non è notato

l’anno preciso in cui fu scritta; ma l’_Imprimatur_ di Ruggiero

Lestrange determina la data in modo da servire al mio scopo. Ne

riporterò alcuni versi. È il padrone che parla in questa guisa:

«Nei tempi andati, avevamo il costume di pagare tanto che i nostri

operai vivessero come fattori; ma i tempi sono cangiati, e lo faremo

loro intendere......... gli faremo lavorare duramente per sei soldi

il giorno; comecchè, ove si vogliano giustamente pagare, meritino uno

scellino: se ne mormorassero dicendo di esser troppo poco, daremo loro

la scelta, o di lavorare o d’andarsene via. E così noi accumuliamo

le nostre ricchezze, e ci facciamo lo stato con le fatiche di molti

poveri uomini che lavorano da mane a sera. Viva dunque l’arte della

lana! Va mirabilmente bene! I nostri lavoranti sudano, ma noi viviamo

tranquilli, andando e venendo quando e come ci piace.»

[207] Chamberlayne, _Stato dell’Inghilterra_; Petty, _Aritmetica

politica_, cap. 8; Dunning, _Metodo piano e facile_; Firmin, _Proposta

per impiegare i Poveri_. È da notarsi che Firmin era un insigne

filantropo.

[208] King, nelle sue _Conclusioni naturali e politiche_, calcolò

all’ingrosso, la plebe dell’Inghilterra ascendere a 880,000 famiglie;

delle quali 440,000, secondo lui, mangiavano cibo animale due volte la

settimana. Le altre 440,000 non ne mangiavano affatto, o almeno non più

d’una volta la settimana.

[209] _Decimoquarto Rapporto della Commissione intorno alla Legge dei

Poveri_, Appendice B, nº 2, Appendice C, nº 1, 1848. De’ due calcoli

della Tassa de’ Poveri rammentati nel testo, uno fu fatto da Arturo

Moore; l’altro, alcuni anni dopo, da Riccardo Dunning. Il primo si

trova nel _Saggio sulle Vie e sui Mezzi_ di Davenant; il secondo,

nella pregevole opera di Sir Federigo Eden sui Poveri. King e Davenant

credono che i poveri e i mendicanti nel 1696 fossero l,330,000 in una

popolazione di 5,500,000; lo che sembra incredibile. Nel 1846, il

numero delle persone che ricevevano soccorso, da quanto appare da’

documenti officiali, era solo di 1,332,089, in una popolazione di

circa 17,000,000. Dovrebbe ancora notarsi, che è probabile nelle liste

ufficiali, che un povero venga riportato più volte.

Consiglierei il lettore a consultare il libretto di De Foe, che ha per

titolo: _Dare l’elemosina, non è carità_; e le tavole di Greenwich,

che trovansi nel _Dizionario Commerciale_ di MᶜCulloch, alla parola

_Prezzi_.

[210] Le morti furono 23,222.—Petty, _Aritmetica politica_.

[211] Burnet, I, 560.

[212] Muggleton, _Atti de’ Testimoni dello Spirito_.

[213] Maso Brown descrive cotesta scena con parole che non oso riferire.

[214] Ward, _Esploratore di Londra_.

[215] Pepys, _Diario_, 28 decembre 1663, 2 settembre 1667.

[216] Burnet, I, 606; _Lo Spettatore_, nº 462; _Giornali dei Lordi_, 28

ottobre 1678; Cibber, _Apologia_.

[217] Burnet, I, 605, 606; Welwood, 138; North, _Vita di Guildford_,

251.

[218] Potrei giovarmi di questa occasione per rammentare al lettore che

qualvolta io noto una sola data, seguo il vecchio stile che nel secolo

decimosettimo vigeva in Inghilterra; ma io pongo il principio dell’anno

a dì 1 gennaio.

[219] Saint–Evremond, _passim_. Saint–Rèal, _Memoires de la Duchesse de

Mazarin_; Rochester, _L’Addio_; Evelyn, _Diario_, 6 settembre 1676, 11

giugno 1699.

[220] Evelyn, _Diario_, 28 gennaio 1684–85; Saint–Evremond, _Lettera a

Dèry_.

[221] Evelyn, _Diario_, 4 febbraio 1684–85.

[222] Ruggiero North, _Vita di Sir Dudley North_, 170; _Il vero

Patriotta vendicato, ovvero Giustificazione di Sua Eccellenza il

C....... di R........_; Burnet, I, 605. I Libri del Tesoro provano che

Burnet era bene informato.

[223] Evelyn, _Diario_, 24 gennaio 1681–82; 4 ottobre 1683.

[224] _Carteggio_ di Dugdale.

[225] Hawkins, _Vita di Ken_, 1713.

[226] Vedi la _Gazzetta di Londra_ 21 novembre 1678. Barillon e Burnet

dicono che Huddleston fu eccettuato da tutti gli atti del Parlamento

contro i preti; ma ciò è un errore.

[227] Clarke, _Vita di Giacomo_, II, I, 746; _Memorie Originali_,

Barillon, _Dispaccio_ dell’8–18 febbraio 1685; Citters, _Dispacci_ del

3–13 e del 6–16 febbraio; Huddleston, _Narrazione_; Lettere di Filippo,

secondo Conte di Chesterfield, Sir H. Ellis, _Lettere Originali_,

Serie I, vol. III, 333; Serie II, vol. IV, 74; Ms. Chaillot; Burnet,

I, 606; Evelyn, _Diario_, 4 febbraio 1684–85; Welwood, _Memorie_, 140;

North, _Vita di Guildford_, 252; _Esame_, 648; Hawkins, _Vita di Ken_;

Dryden, _Threnodia Augustalis_; Sir H. Halford, _Saggio intorno alle

morti di personaggi illustri_. Vedi anche un frammento d’una lettera

scritta da Lord Bruce, lungo tempo dopo che era divenuto Conte di

Ailesbury, stampata nel _Magazzino Europeo_, aprile 1795. Ailesbury

dà dell’impostore a Burnet. Nondimeno la sua propria narrazione

e quella di Burnet ad ogni lettore d’animo schietto non parranno

contraddittorie. Ho veduto nel Museo Britannico, ed anche nella

Biblioteca dello Istituto Reale, un foglio curioso, dove si contiene

un racconto della morte di Carlo. Trovasi nella Collezione di Somers.

L’autore era evidentemente un cattolico romano zelante, e dovette

essere in grado d’attingere a buone fonti di notizie. Sospetto molto

che fosse in relazione diretta o indiretta con lo stesso Giacomo. Non

vi si trova nome scritto pienamente; ma le iniziali, tranne in un

solo luogo, sono perfettamente intelligibili Dice che al D. di Y. fu

rammentato il debito in cui era verso il suo fratello da P. M. A C.

F, Debbo confessare la mia impossibilità a decifrare le ultime cinque

lettere; e a un tempo mi consola il vedere che Walter Scott non sia

stato più avventurato di me. Dopo che fu pubblicata la prima edizione

di questa opera, mi sono state comunicate varie ingegnose conghietture

intorno a coteste lettere misteriose; ma rimango convinto che finora

non mi è stata suggerita la vera soluzione.

Storia d'Inghilterra, vol 1 · 第 55 / 58 段