di Norwich, era uno de’ commissarii. Nella vita ch’egli scrisse di
sè, dice: «La mia indegnità fu nominata come uno degli assistenti di
quell’onorevole, grave e reverenda ragunanza.» Ai seguaci dell’Alta
Chiesa siffatta umiltà parrà non poco fuor di luogo.
[8] Peckard, _Vita di Ferrar.—– Il monastero Arminiano, ovvero Breve
Descrizione del luogo dello il Monastero Arminiano a Little Gidding,
nella Contea di Huntingdon_, 1641.
[9] Parmi che dal carteggio di Wentworth si raccolga chiaramente ciò
che ho affermato nel testo. Ricopiare tutti i luoghi che mi hanno
condotto alla conclusione surriferita, sarebbe impossibile; nè sarebbe
agevole farne una scelta migliore di quella che è stata già fatta da
Hallam. Esorto, non pertanto, il lettore a consultare il documento che
concerne gli affari del Palatinato, in data del dì 31 marzo 1637, e che
fu dettato dallo stesso Wentworth.
[10] Sono parole di Wentworth. Vedi la sua Lettera a Laud, in data del
16 decembre 1631
[11] Vedi il suo rapporto a Carlo per l’anno 1639.
[12] Vedi la sua lettera al conte di Northumberland, io data del 30
luglio 1630.
[13] Quanto poco entrasse in ciò la compassione per l’orso, è provato
a sufficienza dalle seguenti parole, estratte da una scrittura che
porta per titolo: _A perfect diurnal of some Passages of Parliament,
and from other Parts of the Kingdom, from Monday July 24th., to Monday
July 31th. 1643._ «La regina, venendo dall’Olanda, condusse seco,
oltre una compagnia di uomini brutali, una compagnia di orsi selvaggi,
a qual fine lo giudicherete da ciò che sono per dire. Codesti orsi
erano tenuti intorno a Newark, ed erano condotti costantemente alle
città di provincia nel giorno di domenica per farli tormentare: tale
è la religione che ci si vorrebbe imporre; e se alcuno avesse osato
astenersi da siffatte abominevoli profanazioni, o anche parlarne
contro, veniva subito notato per Testa–Rotonda o Puritano, ed era
sicuro d’essere spogliato. Ma alcuni soldati del colonello Cromwell
venuti a caso alla città di Uppingham in Rutland, la domenica trovarono
gli orsi, che, secondo il costume, si facevano giuocare; li presero,
li legarono ad un albero, e con gli archibugi li uccisero.» Questo
esempio non è solo. Il colonello Pride, quando era sceriffo di Surrey,
ordinò che le bestie del serraglio di Southwark si uccidessero. Uno
scrittore satirico gli pone in bocca le seguenti parole, con cui si
sforza di difendere quell’atto: «La prima cosa che mi pesa sull’anima è
l’uccisione degli orsi; per la quale il popolo mi odia, e mi carica di
mille ingiurie e vituperii. Ma David non uccise egli un orso? Il Lord
Deputato Ireton non uccise anch’egli un orso? Un altro de’ nostri Lordi
non uccise cinque orsi?» _Ultimo discorso e parole di Tommaso Pride,
dette dal letto di morte_.
[14] «_Romping under the mistletoe._» La frase esprime una costumanza
inglese, e non ha corrispondente in italiano, e quindi riesce
inintelligibile. In Inghilterra, ne’ giorni di Natale, appendono alla
soffitta d’una stanza un ramo di cotesta pianta parassita, che cresce
sui tronchi degli alberi; e per parecchi giorni vi tripudiano, o fanno
baccano sotto. (_Nota del Traduttore._)
[15] Abbiamo adoperato il vocabolo generico _giuochi_, perchè la
parola _hockey_, che usa l’autore e significa un giuoco speciale, non
ha corrispondente in italiano. Questo giuoco consiste in questo che i
giuocatori si dividono in due opposte falangi; ciascuna delle quali,
con bastoni ricurvi nella punta, si studia di spingere una palla verso
una meta posta in direzione contraria di quella degli avversari ec.
(_Nota del Traduttore._)
[16] Vedi l’opera di Pen intitolata: _Nuovi Testimonii provati essere
Vecchi Eretici_; e le opere di Muggleton, _passim_.
[17] Il Mercoledì in inglese si dice _Wednesday_, che secondo alcuni
significa _giorno d’Odino_. (_Nota del Traduttore._)
[18] Con questo nome chiamavasi uno strumento di tortura adoperato in
Iscozia; perchè era a foggia di uno stivale di ferro, che adattavasi
alle gambe de’ martoriati, e stringevasi con una vite fino a dirompere
le ossa. (_Nota del Traduttore._)
[19] La cosa più notevole che fosse detta intorno a questo subietto
nella Camera de’ Comuni, uscì dalle labbra di Sir Guglielmo Coventry:
«I nostri antenati non tirarono mai una linea a circonscrivere la
prerogativa e la libertà.»
[20] A celebrare la memoria della condanna capitale di Carlo I,
alcuni repubblicani mangiavano una testa di vitello. Ne nacque quindi
un’associazione che assunse il nome notato nel testo. (_Nota del
Traduttore._)
[21] Da quanto è detto nel testo, argomentasi che io reputo Halifax,
autore, o almeno uno degli autori, del _Carattere di un Barcamenante_,
che un tempo corse sotto il nome del suo congiunto Sir Guglielmo
Conventry.
[22] _Mob_ vale folla, e Johnson la fa derivare dalla voce latina
_mobile_.—_Sham_, che secondo lo stesso scrittore deriva dal vocabolo
gallese _shommi_, significa inganno, impostura. (_Nota del Traduttore._)
[23] _Esame di North_, VII, 574.
[24] Uno de’ Pari che trovavasi presente, ha descritto lo effetto della
eloquenza di Halifax con parole che io riporterò, perocchè, quantunque
siano da lungo tempo a stampa, sono probabilmente conosciute da pochi
anche fra i più curiosi e diligenti lettori della storia:
«I nemici del Duca che sostenevano la legge, erano uomini
eloquentissimi e forniti di egregie doti: ma sorse ad oppugnarla un
nobile Lord, il quale, quel giorno, per vigoria di parola, per ragioni,
per argomenti tratti da ciò che potesse concernere gl’interessi
pubblici e privati degli uomini, per onore, coscienza, grado, superò
se stesso ed ogni altro; e finalmente rimase vittorioso, abbattendo lo
spirito e la malizia della parte avversa.»
Questo brano è tratto da una Memoria di Enrico Conte di Pietroburgo,
in un volume intitolato «_Brevi Genealogie_ di Roberto Halstead», in
folio, 1685. Il nome di Halstead è fittizio. I veri autori furono
il Conte di Pietroburgo stesso, e il suo cappellano. Questo libro è
estremamente raro. Ne furono stampali soli ventiquattro esemplari:
due de’ quali ora si trovano nel Museo Britannico; uno apparteneva a
Giorgio IV; l’altro al signor Grenville.
[25] Di ciò si fa memoria in un’opera curiosa intitolata: _Ragguaglio
della solenne comparsa fatta a Roma gli otto di gennaio 1687
dall’illustrissimo ed eccellentissimo signor conte di Castlemaine._
[26] _Esame di North_, 69.
[27] Lord Preston, il quale era inviato in Parigi, scrisse di là
ad Halifax le seguenti cose: «Mi accorgo che la Signoria vostra
continua sempre nella sciagura di non essere bene accetto in questa
Corte; e il signor Barillon non ardisce farvi buon viso dacchè il suo
signore vi guarda in cagnesco. Conosco bene i meriti della Signoria
vostra; ne hanno timore, e perciò vi odiano: siate sicuro, milord, se
tutta la loro forza bastasse a mandarvi a Rufford, l’adoprerebbero
a tal fine. Due sono gli addebiti che vi dànno; la segretezza e la
incorruttibilità. Lo so, perchè ne hanno parlato.» La data della
lettera è del 5 ottobre N. S. 1683.
[28] _Osservazioni sulle liste di mortalità_, del capitano Giovanni
Graunt (sir Guglielmo Petty), cap. XI.
[29] «Comprende un milione e cinquecentomila che passano la vita in
essa.» (_Bellezze della Gran Brettagna_, 1671.)
[30] Isacco Vossio, _De magnitudine urbium Sinarum_, 1685. Vossio,
secondo che narra Saint Evremond, parlava di questo subbietto più
spesso e più a lungo di quel che le culte brigate ne volessero
intendere.
[31] King, _Osservazioni Naturali e Politiche_, 1696. Questo pregevole
trattato, che dovrebbe leggersi nella forma in cui fu scritto
dall’autore, e non come è stato raffazzonato da Davenant, si trova in
alcune edizioni dei _Computi_ di Chalmers.
[32] Dalrymple, _Appendice alla Parte II_, Lib I. Il costume di
computare la popolazione per sètte, fu lungo tempo di moda. Gulliver
dice del Re di Brobdignag: «Egli rise alla mia strana aritmetica,
come gli piacque di chiamarla, nell’indagare il numero della nostra
popolazione, facendone un computo dalle diverse sètte religiose e
politiche, che sono fra noi.»
[33] Prefazione alle Liste della popolazione del 1831.
[34] _Statutes_, 14, Car. II cap. 22; 18 e 19, Car. II, cap. 3; 29 e
30, Car. II, cap. 2.
[35] Nicholson e Bourne, _Discorso sullo antico Stato della Frontiera_,
1777.
[36] Gray, _Diario di un Viaggio ai Laghi_, 3 ottobre 1769.
[37] North, _Vita di Guildford_. Hutchinson, _Storia di Cumberland,
parrocchia di Brampton_.
[38] Vedi il _Diario_ di Sir Walter Scott, 7 ottobre 1827, nella _Vita_
che ne scrisse Lockhart.
[39] Darlymple, _Appendice alla Parte II_, lib. I. Il computo
dell’imposta sui focolari conduceva, a un dipresso, alla medesima
conclusione. I focolari nella provincia di York non erano neanche un
sesto di quelli di tutta l’Inghilterra.
[40] Naturalmente, qui non pretendo di essere esatto; ma credo che
chiunque si voglia prendere l’incomodo di paragonare gli ultimi computi
dell’imposta sui focolari di Guglielmo III col censimento del 1841,
verrà ad una conclusione non molto diversa dalla mia.
[41] Nella Biblioteca di Pepys esistono alcune ballate di quei tempi
intorno alla imposta sui camini. Ne recherò uno o due brani:—
«Le buone vecchierelle, ogni qualvolta spiavano l’esattore della
tassa dei camini, affrettavansi a porre ne’ loro nascondigli pentole
e vasi di terra. Non v’è una vecchia fra dieci—cercate per tutta la
nazione—la quale, se le parlate dell’esattore, non gli mandi una o due
maledizioni.»
E di nuovo:
«Come soldati saccheggiatori, essi (gli esattori) entravano nelle
case e rapivano le sostanze de’ poverelli, mentre i miseri fanciulli
impauriti piangevano: il che non mitigava punto il loro insolente
orgoglio.»
Nel Museo Britannico, esistono alcuni versi triviali, composti sul
medesimo soggetto e col medesimo spirito:
«Se anche la tassa non è pagata, malgrado la povertà, per crudeltà
strappano via l’unico letto, sopra cui il povero uomo riposa il suo
capo stanco, e lo privano ad un’ora del suo riposo e del suo pane.»
Colgo il destro, il primo che mi si faccia innanzi, di dichiararmi
grato alla cortesia e liberalità, con cui il Maestro e il Vice–Maestro
del Collegio della Maddalena di Cambridge mi hanno dato accesso alle
pregevoli Raccolte di Pepys.
[42] Le principali autorità di cui mi servo per queste nozioni intorno
alle Finanze; si trovano nei _Giornali de’ Comuni_, 1 e 20 marzo
1688–89.
[43] Vedi, a modo d’esempio, la pittura della terrazza di Malborough,
nell’_Itinerarium Curiosum_ di Stukeley.
[44] Chamberlayne, _Stato dell’Inghilterra_, 1684.
[45] 13 e 14, Car. II, cap. 3; 15 Car. II, cap. 4. Chamberlayne, _Stato
dell’Inghilterra_, 1684.
[46] Dryden, nel suo _Cimone ed Ifigenia_, esprime, con la sua consueta
acutezza ed energia, i sentimenti di moda negli adulatori di Giacomo II.
«La contrada risuona all’intorno d’alte grida, e la rozza milizia
brulica su per i campi; bocche senza mani, mantenute con gravi spese,
e che non per tanto sono un carico in tempo di pace, e una debole
difesa in tempo di guerra. Una volta il mese marciano intrepidi; banda
tumultuosa, e sempre, fuorchè in tempo di bisogno, pronta. Ciò era la
mattina, quando, uscendo alla guardia ordinati, rendevano immagine di
armati apparecchiati ad una breve prova; e poi correvano ad ubriacarsi:
il che forma la loro occupazione giornaliera.»
[47] Equivale a _Bufali_.
[48] La maggior parte dei materiali di cui ho fatto uso nel
descrivere le milizie regolari, si trova nei _Ricordi storici dei
Reggimenti_, pubblicati per ordine del Re Guglielmo IV, e sotto la
direzione dell’Aiutante Generale. Vedi anche Chamberlayne, _Stato
dell’Inghilterra_, 1684; _Compendio della Disciplina Militare Inglese,
stampato per ordine speciale_, 1688; _Esercizi di Fanteria per ordine
delle Loro Maestà_, 1690.
[49] Mi riporto ad un dispaccio di Bonrepaux a Seignelay, in data
dell’8 (o 18) febbraio 1686. Fu ricopiato per Fox negli Archivii
francesi, durante la pace d’Amiens; e, con gli altri materiali raccolti
da quel grande uomo, affidato a me dalla cortesia di Lady Holland
defunta, e dell’attuale Lord Holland. Dovrei aggiungere che anche
fra mezzo ai disturbi che di recente hanno sconvolta Parigi, non ho
incontrata difficoltà ad ottenere, dalla liberalità di que’ funzionari,
estratti per supplire a certe lacune che trovansi nella collezione di
Fox.
[50] Le mie nozioni rispetto alla condizione della marina di quel
tempo, sono attinte principalmente agli scritti di Pepys. La relazione
ch’egli nel 1684 presentò a Carlo II, a quanto credo, non è stata
mai pubblicata. Il manoscritto trovasi nel Collegio della Maddalena
di Cambridge. Nel medesimo Collegio trovasi anche un altro pregevole
manoscritto, contenente una minuta descrizione degli stabilimenti
marittimi del paese nel dicembre del 1684. _La Memoria concernente lo
stato della Real Marina per lo spazio di dieci anni, fino a Dicembre
1688_, scritta da Pepys, e il suo diario e carteggio, durante la sua
missione a Tangeri, sono a stampa; e me ne sono molto servito. Vedi
parimente Sheffield, _Memorie_; Teonge, Diario; Aubrey, Vita di Monk;
la _Vita di Sir Cloudesley Shovel_, 1708; _il Giornale dei Comuni, 1 e
20 marzo 1688–89_.
[51] Chamberlayne, _Stato dell’Inghilterra_, 1684; _Giornale dei
Comuni_, 1º marzo, e 20 marzo 1688–89. Nel 1833 fu deliberato, dopo una
esatta indagine, di tener sempre in pronto cento settanta mila barili
di polvere: regola che è anche oggi osservata.
[52] Sembra dai ricordi dell’Ammiragliato, che agli ufficiali di
bandiera fosse concessa la mezza paga nel 1668, e ai Capitani di prima
e seconda classe non prima del 1674.
[53] Warrant, ne’ _Ricordi dell’Ufficio della Guerra_, in data del 26
marzo 1678.
[54] Evelyn, _Diario_, 27 gennaio 1682. Ho veduto un atto munito
del sigillo privato in data del 17 maggio 1683, che conferma la
testimonianza di Evelyn.
[55] Giacomo II spedì inviati in Spagna, Svezia e Danimarca: nondimeno,
lui regnante, le spese diplomatiche ascendevano a poco più di 30,000
sterline l’anno. Vedi il _Giornale dei Comuni_, 20 marzo 1688–89.
Chamberlayne, _Stato dell’Inghilterra_, 1684, 1687.
[56] Carte, _Vita di Ormond_.
[57] Pepys, _Diario_, 14 febbraio 1668–69.
[58] Vedi il Rapporto della causa di Bath e Montagne, che fu decisa dal
Lord Cancelliere Somers nel decembre del 1593.
[59] Per nove mesi dell’anno, cominciando dal Natale del 1679, le
rendite della Sede di Canterbury venivano riscosse da un ufficiale
nominato dalla Corona; i conti del quale oggidì esistono nel Museo
Britannico (Mss. Lansdowne 885). La rendita lorda di que’ nove mesi non
arrivava a quattromila sterline; e la differenza tra la rendita lorda e
la netta era evidentemente considerevole.
[60] King, _Conclusioni Naturali e Politiche_. Davenant, _Bilancia
del Traffico_. Sir Guglielmo Temple dice: «Le rendite della Camera
dei Comuni di rado hanno sorpassato quattrocentomila lire sterline.»
_Memorie_, Parte III.
[61] Langton, _Conversazioni con Hale_, 1672.
[62] _Giornale dei Comuni_, 27 aprile 1689. Chamberlayne, _Stato
dell’Inghilterra_, 1684.
[63] Vedi i _Viaggi del Granduca Cosimo_.
[64] King, _Conclusioni Naturali e Politiche_. Davenant, Bilancia del
Traffico.
[65] Vedi l’_Itinerarium Angliæ_, 1675, di Giovanni Ogilby, Regio
Cosmografo. Descrive gran parte del paese come boscoso, incolto e
pieno di rocce, e paludoso d’ambe le parti. In alcune delle sue Carte
topografiche, le strade a traverso i luoghi chiusi sono descritte da
linee, e quelle a traverso i luoghi non chiusi sono segnate con punti.
La parte de’ luoghi non chiusi, i quali, seppure erano coltivati,
dovevano esserlo pessimamente, sembra essere stata grandissima. Da
Abington fino a Gloucester, per modo d’esempio, che forma un tratto di
quaranta o cinquanta miglia, non v’era un solo campo chiuso, e appena
un solo tra Biggleswade e Lincoln.
[66] Grandi copie di questi importantissimi disegni esistono nella
bella raccolta legata da Grenville al Museo Britannico.
[67] Evelyn, _Diario_, 2 giugno 1675.
[68] Vedi White, _Selborne_; Bell, _Storia dei Quadrupedi
dell’Inghilterra_; _Ricreazione del Gentiluomo_, 1686; Aubrey, _Storia
Naturale della Contea di Wilt_, 1685; Morton, _Storia della Contea di
Northampton_, 1712; Willougby, _Ornitologia_, 1678; Latham, _Sinopsi
Generale degli Uccelli_; Sir Tommaso Browne, _Descrizione degli Uccelli
che si trovano in Norfolk_.
[69] Il sacco inglese (_quarter_) corrisponde a 8 staia toscane.
(_Nota del Traduttore._)
[70] King, _Conclusioni Naturali e Politiche_. Davenant, _Bilancia del
traffico_.
[71] Vedi gli _Almanacchi_ del 1684 e 1685.
[72] Vedi M’. Culloch, _Statistica dell’Impero Britannico_, Parte III,
cap. 1, sez. 6.
[73] King e Davenant, luogo citato. Il Duca di Newcastle, _Della
Equitazione; Ricreazione del Gentiluomo_, 1686. Il possedere «cavalle
stornelle di Fiandra» era argomento di grandezza ai tempi di Pope, ed
anche dopo.
Il proverbio comune che la cavalla grigia è la migliore, originò, come
credo, dalla preferenza che davasi generalmente alle cavalle grigie
delle Fiandre sopra i migliori cavalli da carrozza di razza inglese
[74] Vedi una nota curiosa di Tonkin nel libro di Carew, intitolato
_Considerazioni su Cornwall_, edizione di Lord De Dunstanville.
[75] Borlase, _Storia Naturale di Cornwall_, 1758. La quantità del
rame che oggi si estrae, è stata da me desunta dalle relazioni fatte
al Parlamento. Davenant, nel 1700, stimava il prodotto annuo di tutte
le miniere dell’Inghilterra ad una somma tra sette o otto cento mila
sterline.
[76] _Transazioni Filosofiche_, N. 23, Nov. 1669; N. 66, Dic. 1670; N.
103, Mag. 1674; N. 156, Feb. 1683–84.
[77] Yarranton, _Progressi dell’Inghilterra per terra e per mare_,
1677; Porter, _Progresso della Nazione_. Vedi anche una breve storia,
notevolmente perspicua, de’ lavori di ferro dell’Inghilterra in M’.
Culloch, _Statistica dello Impero Britannico_.
[78] Misura di carbone, equivalente a trentasei moggia. (_Nota del
Trad._)
[79] Vedi Chamberlayne, _Stato dell’Inghilterra_, 1684, 1687; _Angliæ
Metropolis_, 1691; M’. Culloch, _Statistica dello Impero Britannico_,
parte III, cap. 2 (ediz. del 1847). Nel 1845, la quantità del carbone
trasportato a Londra, come si deduce dalle relazioni parlamentari, fu
di 3,460,000 tonnellate.
[80] Ho attinte le mie idee intorno al gentiluomo di provincia del
secolo decimosettimo a così gran numero di fonti, da non esser
possibile citarle tutte. È forza ch’io lasci la mia descrizione al
giudizio di coloro che hanno studiata la storia e l’amena letteratura
di quel tempo.
[81] Vedi Heylin, _Cyprianus Anglicus_.
[82] Eachard, _Cagioni del dispregio del Clero_; Oldham, _Satira
diretta ad un amico sul punto di lasciare l’Università_; _Tatler_, 255,
258. Che il Clero Inglese fosse composto d’individui di bassa nascita,
è notato nei viaggi del Granduca Cosimo, Appendice A.
[83] «A causidico, medicastro, ipsâque artificum farragine ecclesiæ
rector aut vicarius contemnitur et fit ludibrio. Gentis et familiæ
nitor sacris ordinibus pollutus censetur: fœminisque natalitio
insignibus unicum inculcatur sæpius præceptum, ne modestiæ naufragium
faciant, aut (quod idem auribus tam delicatulis sonat) ne clerico
se nuptas dari patiantur.» _Angliæ Notitia_ di Tommaso Wood di New
College; Oxford, 1686.
[84] _Vita di Clarendon_, II. 21.
[85] Vedi le _Ingiunzioni_ del 1559, nella raccolta del Vescovo
Sparrow. Geremia Collier, nel suo _Saggio sopra l’orgoglio_, parla di
questa ingiunzione con un’acrimonia, che prova come il suo proprio
orgoglio non fosse ancora domo.
[86] Ruggiero ed Abigail, nella _Donna Sprezzante_ di Fletcher; Bull
e la Balia, nella _Ricaduta_ di Vanbrough; Smirk e Susanna, nelle
_Streghe della Contea di Lancaster_ di Sadwell, possono servire
d’esempio.
[87] Swift, _Avvertimenti ai Servi_.
[88] Questa distinzione fra clero rurale e clero cittadino, è
positivamente notata da Eachard, e salta agli occhi di chiunque abbia
studiata la storia ecclesiastica di quell’età.
[89] Nelson, _Vita di Bull_. Intorno alla estrema difficoltà che
incontrava il clero di provincia a procurarsi libri, vedi la _Vita di
Tommaso Bray_, fondatore della Società per la propagazione del Vangelo.
[90] «L’ho (_Dryden_) spesso udito confessare con compiacenza, che
s’egli aveva qualche maestria nella prosa, la doveva allo avere spesso
letti gli scritti dello Arcivescovo Tillotson.» Congreve, _Dedica dei
Drammi di Dryden_.
[91] Leggi contro le riunioni legittime. (_Nota del Traduttore._)
[92] Ho adottato l’estimo di Davenant, che è poco più basso di quello
di King.
[93] Evelyn, _Diario_, 27 giugno 1654; Pepys, _Diario_, 13 giugno 1668;
Ruggiero North, _Vite del Lord Cancelliere Guildford, e di Sir Dudley
North_; Petty, _Aritmetica Politica_. Ho adottato i fatti di Petty, ma
nel farne le deduzioni, ho seguito Hing e Davenant; i quali, quantunque
non avessero maggiore abilità di lui, avevano il vantaggio di essere a
lui posteriori di tempo. Intorno al mestiere di raccogliere e trafugare
uomini, che rendeva infame il nome di Bristol, vedi North, _Vita di
Guildford_, 121, 216, e l’arringa di Jeffreys su tale subietto, nella
_Storia imparziale della sua vita e morte_, stampata ne’ _Bloody
Assizes_. Il suo stile era usualmente aspro; ma non posso annoverare
fra i delitti ascrittigli la sua invettiva contro i magistrati di
Bristol.
[94] Fuller, _Personaggi celebri_; Evelyn, _Diario_, 17 ottobre 1671;
Giornale di E. Browne, figlio di Sir Tommaso Browne, gennajo 1663–64;
Blomefield, _Storia di Norfolk; Storia della città e Contea di
Norwich_, 2 vol. 1768.
[95] Pare che la popolazione di York, secondo le liste de’ battesimi e
delle morti, nella _Storia_ di Drake, fosse, nel 1730, circa 13,000.
Exeter aveva solo 17,000 abitanti nel 1801. La popolazione di Worcester
fu numerata tosto innanzi l’assedio del 1646. Vedi Nash, _Storia della
Contea di Worcester_. Ho tenuto conto dell’aumento che deve supporsi
esservi seguito nello spazio di quaranta anni. Nel 1740, la popolazione
di Nottingham era, giusta l’enumerazione fattane, di 10,000 anime.
Vedi la _Storia_ di Dering. Qual fosse la popolazione di Gloucester,
potrebbe dedursi dal numero delle case, che King trovò nelle liste
della imposta sui fuochi, e dal numero delle nascite e morti, che è
riportato nella _Storia_ di Atkyns. La popolazione di Derby era di 4000
anime nel 1712. Vedi la _Storia_ Ms. di Wolley, citata nella _Magna
Britannia_ di Lyson. La popolazione di Shrewsbury fu numerata nel 1695.
Intorno alle delizie di Shrewsbury, vedi l’_Ufficiale Reclutatore_ di
Farquhar. La descrizione che ne fa questo scrittore trovasi in una
ballata, esistente nella Biblioteca di Pepys, ed ha l’intercalare
«Shrewsbury for me.»
[96] Blome, _Britannia_, 1673; Aikin _Il Paese attorno Manchester;
Direttorio di Manchester_, 1845; Baines, _Storia della manifattura di
Cotone_. Le migliori notizie che io abbia potuto trovare rispetto alla
popolazione di Manchester nel secolo decimosettimo, si contengono in
una scrittura del Reverendo R. Parkinson, pubblicata nel _Giornale
della Società Statistica_, ottobre 1842.
[97] Thoresby, _Ducatus Leodensis_; Whitaker, _Loidis and Elmete_;
Wardell, _Storia Municipale del Borgo di Leeds_.
[98] Hunter, _Storia della Contea di Hallam_.
[99] Blome, _Britannia_, 1673; Dugdale, _La Contea di Varwick_; Nort,
_Esame_, pag. 321, Prefazione all’_Assalonne ed Achitofel_; Hutton,
_Storia di Birmingham_; Boswell, _Vita di Johnson_. Nel 1690, le morti
di Birmingham furono 150; le nascite 125. Reputo probabile che la
mortalità annua fosse poco meno di uno in ogni venticinque individui.
In Londra era considerevolmente maggiore. Uno storico di Nottingham,
mezzo secolo dopo, vantava la straordinaria salubrità della città
propria, dove la mortalità annua era in proporzione di uno a trenta.
Vedi Dering, _Storia di Nottingham_.