Una dottrina demonologica ordinata e compiuta negli scritti di Dante
non si trova, e nemmeno poteva esserci; ma da molti luoghi della
_Commedia_, e più particolarmente dell'_Inferno_, nei quali o sono
introdotti demonii, o si parla di demonii, e da alcuni altri sparsi
qua e là per le rimanenti opere, confrontati fra loro e aggruppati
opportunamente, si ricava un certo numero di credenze e di opinioni
che giova esaminare congiuntamente e conoscere. E come appena siensi
esaminate alquanto, una cosa anzi tutto si rileva, ed è che la
demonologia del poeta, in parte è dottrinale e dommatica, si rannoda
cioè alla speculazione e alla disquisizione teologica, in parte è
popolare, conforme cioè a certe immaginazioni comuni ai credenti
del tempo; senza che manchino per altro qua e là, dentro di essa,
vestigia di un pensar proprio e personale. Per ciò che riguarda la
parte dottrinale, il poeta l'ha senza dubbio attinta dalla teologia
scolastica, di cui egli si mostra, come tutti sanno, assai ampio
conoscitore, e più particolarmente dalle opere di S. Bonaventura, di
Alberto Magno, di S. Tommaso d'Aquino, il suo dottor prediletto. Non
è improbabile tuttavia che egli abbia udito in una od altra Università
d'Italia, forse anche di fuori, lezioni e dispute sopra un argomento di
tanta importanza quale si era nel medio evo la dottrina dei demonii,
intimamente congiunta con quella degli eterni castighi, e intorno a
cui s'erano sino dai primi tempi della Chiesa esercitati gl'ingegni
più acuti e più alacri. Se non che sono così scarse ed incerte le
notizie tramandateci degli studii e delle peregrinazioni di Dante,
che nulla si può affermare in proposito. Se fosse vero quanto afferma
Giovanni Villani, e infiniti ripeterono dopo lui, che Dante, sbandito
di Firenze, se ne andò allo studio di Bologna; quivi avrebbe potuto il
poeta apprendere di molte cose circa l'essere e le operazioni di Satana
e degli angeli suoi. Una ragione per crederlo si ha in quelle parole
che egli pone in bocca a frate Catalano de' Malavolti:
Io udi' già dire a Bologna
Del diavol vizii assai, tra i quali udi'
Ch'egli è bugiardo, e padre di menzogna[79].
Ma comunque se la procacciasse, il poeta del mondo invisibile non
poteva non avere una dottrina demonologica: senza curarci d'altro,
vediamo qual sia[80].