NOTE

[1] Alla mancanza di brio, ad un non so che di pesante nel dettato, il

lettore si accorge subito, che questa novella è stata raccolta dalla

bocca di persona, che aveva la sventura di non essere analfabeta.

Tale e quale, salvo il principio, _Le tre cetre_, trattenimento IX

della V giornata del PENTAMERONE.—«Cenzullo non vole mogliere; ma,

tagliatose 'no dito sopra 'na recotta, la desidera de petena 'janca e

rossa comme a chella, che ha fatto de recotta e sango. E pe' chesto

cammina pellegrino pe' 'o munno, e a l'Isola de le tre Fate have

tre cetra. Da lo taglio d'una de le quale acquista 'na bella Fata

conforme a lu core sujo; la quale accisa da 'na schiava, piglia la

negra 'ncagno de la 'janca. Ma, scoperto lo trademiento, la schiava

è fatta morire, e la Fata tornata viva deventa Regina.»—L'episodio

della persona reale incapace di riso, della fontana d'olio, eccetera,

si ritrova poi nell'introduzione del PENTAMERONE. Cf. DE GUBERNATIS.

_Novelline di Santo Stefano di Calcinaja_ IV. _Le tre mele_; ed anche

X. _I tre aranci_. GONZENBACH (Op. cit.) XIII. _Die Schöne mit den

sieben Schleiern_.—A. WESSELOFSKY. _Le tradizioni popolari nei poemi

d'Antonio Pucci_ (pag. 11). PITRÈ (Op. cit.) XIII. _Bianca—comu—nivi,

rossa—comu—focu_ (Palermo). PITRÈ (_Otto fiabe e novelle pop. sic._)

_La bella di li sette citri_. (Casteltermini). CARLO GOZZI tolse da

questa fiaba l'argomento della sua rappresentazione: _L'Amore delle

tre melarance_. Ecco una lezione milanese, scritta sventuratamente

anch'essa sotto la dettatura d'una colta signora.

La novellaja fiorentina Fiabe e novelline stenografate in Firenze dal dettato popolare · 第 110 / 292 题