C'era una volta un Re, che aveva un figlio che era sempre serio; non
era mai riuscito a farlo ridere. Dopo aver tentato tutte le vie per
rallegrarlo, fu stabilito di mettere tre orci d'olio, ove il popolo
sarebbe andato a raccoglierlo dalle fonti. Giunto al terzo giorno, che
l'olio veniva a piccole goccioline[2], venne una vecchierella con una
boccettina, che con gran fatica riuscì ad empire d'olio. Quando lei
si avviava per andarsene, il principe gli gittò dalla finestra una
palla sulla boccetta; e la boccetta si spezzò. Il principe sorrise
allorquando si ruppe la boccetta e cadde l'olio in conseguenza. La
vecchia si voltò in su e gli disse:—«Non avrai bene, finchè non avrai
trovato la bella dalle tre melarance.»—Dopo quel momento, il principe
tornò nuovamente ad esser serio. Una mattina finalmente il padre,
alzandosi da letto e cercando del figlio, trovò una lettera, che gli
diceva che era partito in cerca della bella dalle tre melarance.
Cammina cammina, il principe, dopo aver percorso molti paesi, arrivò
finalmente ad una casetta; e domandò dove si poteva trovare questa
bella dalle tre melarance, e gli dissero che era poco distante; ma
che era guardata da un orco, che, quando aveva gli occhi chiusi, era
sveglio, quando li aveva aperti, dormiva[3]. Arrivato al posto, si
attenne alle indicazioni; e prese le tre melarance, senza che l'Orco si
disturbasse o se ne accorgesse. Ne aprì una e ci sortì una bellissima
signora, e chiese di vestirsi. Ma il Principe non aveva premunito
niente e la bella sparì. Comperò un vestito ricchissimo; e poi aprì la
seconda. E ci sortì un'altra signora, che era più bella della prima, e
chiese di vestirsi. Quando la signora fu tutta vestita, gli mancava il
pettine. Il Principe al pettine non ci aveva pensato e la bella sparì.
Finalmente aprì la terza; ci sortì un'altra signora, che era più bella
di tutte le altre. Chiese di vestirsi. Fu vestita. Chiese il pettine.
Il Principe le diede anche il pettine; e non mancandogli altro, decise
di condurla alla corte. Però, pensa che non era conveniente di condurla
a piedi; e disse:—«Io anderò a prendere delle belle carrozze. Dove ti
lascerò?»—Alzando gli occhi la vide un albero foltissimo. Dice:—«Bene,
monterò lassù, e intanto mi pettinerò.»—E così fece: montò sull'albero
e si mise a pettinare. Il Principe andò a prendere tutto il corteggio.
Sotto l'albero ci era un pozzo; poco distante dal pozzo una casetta,
ove abitavano tre ragazze tutte brutte[4]. La maggiore prese la
brocca e andò a attinger l'acqua al pozzo, ove rispondeva l'immagine
della principessa sull'albero. Nel tirar la brocca, vide quella bella
immagine, credette d'esser sè stessa, buttò la brocca e se n'andò.
Tornando a casa, disse:—«Tutti mi dicono che io son brutta, ma io
son tanto bella; e l'acqua non l'ho voluta tirare.»—La seconda fece
lo stesso della prima. La minore, più furba di tutte, alza la testa
e vede la bella principessa sull'albero. E disse subito:—«Signora,
verrò a pettinarla.»—E salì. Si mise a pettinarla, e quando era già
pettinata, gli mise uno spillo nella testa. La Principessa divenne una
bella colomba e fuggì; e la brutta si mise gli abiti della Principessa.
Arrivò il Principe con tutto il corteggio; e quando la vidde, non si
persuase da tanto bella trovarla tanto brutta. Tutti i ministri si
guardarono e sorrisero: non potendo persuadersi che le descrizioni
date dal Principe di tanta bellezza fossero in un momento cambiate, ne
domandarono le ragioni alla Principessa. E lei gli disse che, stando
sull'albero al sole, l'aveva tinta e cambiata. Giunti al palazzo, il
giorno dopo fu imbandito un magnifico pranzo. Giunti all'arrosto,
invano l'aspettavano. Quando venne su il coco e disse che l'arrosto
s'era bruciato. Disse che si era affacciata alla finestra una colomba,
che aveva detto:—«Bondì, sor coco.»—Lui gli aveva risposto:—«Bondì,
sora colomba.»—E lei rispose:—«Che l'arrosto vi possa bruciare, e
Serafina non lo possa mangiare.»—Dice il coco al Principe:—«Per
tre volte ho rimesso l'arrosto, ma è sempre bruciato.»—Il Principe
disse:—«Prendete questa colomba e portatela qui.»—La sposa non voleva.
Però il coco, ascoltando la voce del Principe, scese; e riuscì a
prender la colomba e portarla su in tavola. Subito andò nel piatto
della principessa e gnene rovesciò sull'abito. Indignata sgridò e
voleva scacciare la povera colomba; il Principe però la prese e
l'accarezzò; e sentì che sulla testa aveva un piccolo gonfio. Nel
toccarlo questo gonfino, si accorse che era uno spillo; si sfilò e
questa colomba ritornò la bella signora delle tre melarance, che era
sua sposa. La brutta fu bruciata in piazza con una camicia di pece[5];
e la bella fu felice e stette col Principe.
_Se ne vissero e se ne godettero;
A me nulla mi dettero.
Mi dettero un confettino:
Lo messi in un bucolino:
Vai a vedere se c'è sempre._