XXI.

Ignazio von Döllinger.

Da un discorso tenuto nella solenne seduta dell'Accademia delle scienze

a Monaco, il 25 luglio 1881, dal presidente Ignazio von Döllinger, ed

intitolato, _Gli Ebrei in Europa_, togliamo il seguente brano che

chiaramente dimostra quale concetto abbia il dotto teologo tedesco sulle

accuse che si muovono agli Ebrei:

.  .  .  .  .  . Abituati ad immaginarsi che ogni Ebreo fosse il nemico

nato ed il debitore dei Cristiani, i popoli ritenevano gli Ebrei, in

un'epoca in cui si prestava fede volentieri anzi con avidità a cose

crudeli e soprannaturali, capaci di qualunque delitto, anche

dell'inverosimile ed impossibile. Dopo il 12º secolo corse la fola che

gli Ebrei abbisognassero di sangue Cristiano, gli uni dicevano per la

loro festa Pasquale, gli altri, come rimedio contro un segreto male

ereditario; perciò furono accusati di uccidere ogni anno un ragazzo.

Inoltre si diceva ch'essi crocifiggevano ogni anno un Cristiano per

oltraggiare il Salvatore.

Se si rinveniva in qualche luogo un cadavere con traccie di violenza, un

bambino morto, l'assassino doveva essere stato un Ebreo, e si poneva

alla tortura finchè confessava. Seguivano allora crudelissimi supplizi

ed in parecchi casi una strage in massa dell'intera popolazione ebrea

della città e della campagna. Non c'era neanche idea d'una regolare

procedura giudiziaria. I giudici e le Autorità stesse tremavano dinnanzi

all'ira del popolo imbestialito; poichè c'era la convinzione che si

potessero attendere le più infami azioni da un ebreo. Talvolta era anche

un'immagine di Cristo che un ebreo avrebbe trafitta con un coltello o

mutilata, ciò che era il segnale d'una strage. Dopo il 1200 si

aggiunsero le voci di ostie oltraggiate e miracolosamente sanguinanti.

Da Parigi, dove era accaduto il primo caso, la nuova fiaba si diffuse

nei paesi vicini, ben presto si volle possedere anche altrove una tale

reliquia, e sembrò che gli Ebrei, presi da demonìaco delirio, credessero

e non credessero ad un dogma della Chiesa e contemporaneamente

desiderassero una morte tormentosa tanto spesso essi cadevano vittime di

questi delitti immaginarii.

A Londra gli Ebrei furono uccisi perchè volevano incendiare la grande

città.

La gran peste che desolò e spopolò nel 1348 tutta l'Europa fu subito

attribuita soltanto agli Ebrei. Il fatto che quel popolo intelligente e

che conduceva vita regolare n'era colpito molto meno dei Cristiani,

cambiò la supposizione in certezza. Essi avevano avvelenato dappertutto

in seguito ad una cospirazione, i pozzi e le sorgenti, e perfino i

fiumi. In una città si volle aver rinvenuto realmente del veleno in un

pozzo. Posti alla tortura, alcuni Ebrei confessavano il delitto. Scoppiò

allora una tale esplosione di fanatismo, di bramosìa di vendetta e di

volgare avidità, quale l'Europa non aveva mai veduto prima, nè vide mai

dopo. Le vittime in alcune città, si contarono a migliaia. Molti

prevennero il furor popolare suicidandosi. Invano il Papa Clemente VI

dichiarò in due bolle gli Ebrei innocenti. Coloro che si salvarono con

una rapida fuga trovarono un asilo soltanto nella lontana Lituania.

Pro Judaeis: Riflessioni e Documenti · 第 70 / 85 题