XVI. *

Consigliere aulico Prof. Dott. G. H. von Schubert (357).

Altrettanto dobbiamo trovar naturale, che l'improvvisa scomparsa del

Priore dei Francescani, o, come altri dicono, dei Cappuccini, di Damasco

faccia impressione per la tragica natura del fatto, quale venne riferito

da molti giornali, altrettanto ci riesce incomprensibile che sia stata

fra noi, Cristiani del secolo XIX, accettata e discussa una fiaba

medioevale barbara ed insensata, posta in giro dai Turchi, sul modo con

cui quegli scomparve; per essere cioè stato assassinato dagli Ebrei. Lo

scrittore di queste righe, nella sua qualità di viaggiatore cristiano,

ebbe occasione di conoscere a fondo gli Ebrei dell'Oriente e può

asserire colla maggiore convinzione che quella strana ed atroce

invenzione è in aperta contraddizione non soltanto coi sentimenti degli

Ebrei dell'Oriente, ma con quelli di tutti gli Ebrei in generale, coi

loro antichissimi usi, e coi loro riti religiosi osservati con

scrupulosa severità. Per ciò siffatte dicerie dovranno essere poste fra

le bugie anche nel caso che la tortura turca strappasse delle

confessioni alle sue vittime fosse pure in dieci diversi luoghi, ed

anche nel caso che dieci diversi corrispondenti troppo creduli, si

facessero a ripetere tale voce per averla udita da altri. Infine chi

scrive non può fare a meno di dubitare assaissimo, e ciò fino a prova in

contrario, che quell'assassinio sia stato commesso da Ebrei.

(357) _Allgemeine Zeitung_, 30 aprile 1840.

Pro Judaeis: Riflessioni e Documenti · 第 62 / 85 题