Consigliere aulico Prof. Dott. G. H. von Schubert (357).
Altrettanto dobbiamo trovar naturale, che l'improvvisa scomparsa del
Priore dei Francescani, o, come altri dicono, dei Cappuccini, di Damasco
faccia impressione per la tragica natura del fatto, quale venne riferito
da molti giornali, altrettanto ci riesce incomprensibile che sia stata
fra noi, Cristiani del secolo XIX, accettata e discussa una fiaba
medioevale barbara ed insensata, posta in giro dai Turchi, sul modo con
cui quegli scomparve; per essere cioè stato assassinato dagli Ebrei. Lo
scrittore di queste righe, nella sua qualità di viaggiatore cristiano,
ebbe occasione di conoscere a fondo gli Ebrei dell'Oriente e può
asserire colla maggiore convinzione che quella strana ed atroce
invenzione è in aperta contraddizione non soltanto coi sentimenti degli
Ebrei dell'Oriente, ma con quelli di tutti gli Ebrei in generale, coi
loro antichissimi usi, e coi loro riti religiosi osservati con
scrupulosa severità. Per ciò siffatte dicerie dovranno essere poste fra
le bugie anche nel caso che la tortura turca strappasse delle
confessioni alle sue vittime fosse pure in dieci diversi luoghi, ed
anche nel caso che dieci diversi corrispondenti troppo creduli, si
facessero a ripetere tale voce per averla udita da altri. Infine chi
scrive non può fare a meno di dubitare assaissimo, e ciò fino a prova in
contrario, che quell'assassinio sia stato commesso da Ebrei.
(357) _Allgemeine Zeitung_, 30 aprile 1840.