Dichiarazione del Professore Molitor.
Nel terzo volume della mia _Philosophie der Geschichte_ (Münster,
Heisinger, 1839) avrei avuto l'occasione più adatta di esprimermi
scientificamente sulla falsa imputazione adossata agli Ebrei di far
colpevole uso di sangue, ma non me ne occupai, perchè ritenni che
quest'accusa, la di cui falsità tanto spesso fu provata, fosse troppo
avventata perchè valesse la pena di occuparsene, fosse pure per
confutarla. Avendomi però il signor L. H. Loewenstein, autore del
_Damascia_, istantemente invitato di esprimere pubblicamente, per onore
della verità, la mia convinzione su questo importante soggetto, che pur
troppo ha costato negli ultimissimi tempi tante vittime sanguinose, così
non esito un solo momento a dichiarare la mia convinzione più
coscienziosa.
“Ho fatto, degli scritti dei Rabbini e dei cabalisti, oggetto di uno
studio di lunghi anni, e posso lusingarmi di conoscere abbastanza bene
tanto la parte casuistica come la mistica dell'ebraismo, e mai mi si è
presentato, nè negli scritti dei talmudisti, nè in quelli dei cabalisti,
nè in qualunque siasi scritto ebraico, il più lontano motivo di credere
a quella sciocca incolpazione lanciata contro l'ebraismo; nè ho mai
scoperto la più lontana traccia di una simile tradizione sanguinaria fra
gli Ebrei, benchè abbia studiato per lungo tempo le tradizioni ebraiche.
“Per quanto conosco delle leggi ebraiche è affatto impossibile che una
tale vergognosa prescrizione possa essere stata introdotta
nell'ebraismo, senza distruggere prima affatto la legge mosaica e quella
del Talmud. Poichè il Pentateuco proibisce assolutamente e severamente
in più luoghi l'uso di ogni sangue, ed il Talmud, secondo la sua
abitudine, spinge questo divieto mosaico fino alle conseguenze più
estreme, come è provato nello scritto _Damascia_, capitolo VIII, pagine
363–368.
“Io non voglio negare l'esistenza di qualche stupido individuo ebreo,
che abbia adoperato sangue umano a scopi magici, ma devo affermare
assolutamente, che la magia nera è assolutamente proibita nell'ebraismo,
e che nella Bibbia, nel Talmud e nella Kaballah non mi è noto nessun
passo che potesse giustificare tali delitti. Se adunque singoli Ebrei
commettessero tali delitti, essi agirebbero contro la loro legge, come
agirebbero contro la propria i Cristiani, se li commettessero.
“L'incolpazione, che gli Ebrei facciano uso di sangue cristiano nelle
loro cerimonie religiose, è un'idea che ha origine dal medio evo, e
dimostra una totale ignoranza dell'ebraismo e dei suoi usi mentre
ricorda una simile incolpazione, che una volta fu lanciata dai Pagani ai
Cristiani, cioè che questi facessero sacrifici umani.
“In tutti i tempi però s'innalzarono nella cristianità potenti voci
contro questo pregiudizio basato su di una crassa ignoranza.
“Specialmente i papi Gregorio IX (1235) ed Innocenzo IV (1287), hanno
espressamente proibito nelle loro bolle, di perseguitare gli Ebrei per
questa favolosa incolpazione.
“Anche il papa Sisto IV si dichiara energicamente contro la calunnia
mossa agli Ebrei, e dopo l'istruzione fatta sulla morte di San Simoncino
da Trento, che si pretese fosse stato ucciso dagli Ebrei per scopo
religioso, proibì lo si santificasse ed ordinò non si molestassero più
gli Ebrei di Trento. (Purtroppo se ne avevan già bruciati molti). Il
doge di Venezia, Pietro Mocenigo in un decreto del 22 aprile 1475, ed
uno Sforza duca di Milano dichiararono innocenti gli Ebrei di questo
inventato delitto. Così dichiarò anche l'imperatore Federigo III e dopo
lui molti Imperatori romani.
“Il _Wagenseil_ tanto versato e pratico negli scritti degli Ebrei nel
suo _Unwidersprechlichen Widerlegung_, e l'ex-ebreo e poi sacerdote
cattolico _Sonnenfels_ nel suo _Jüdischen Bluteckel_ provarono a fondo e
incontestabilmente la nullità e la piena falsità della incolpazione.
“Lutero, che non era certo amico degli Ebrei, dichiara (parte XI, foglio
323 ed. Altemb.) questa incolpazione bugiarda e pazza. A questa
dichiarazione si unisce anche Basnage nella sua _Histoire des juifs_
(parte VII, cap. XI).
“A questi e ad altri attestati più antichi devesi aggiungere l'esteso
parere della _Facoltà teologica di Lipsia_ dell'8 maggio 1714, ed in
questi ultimi tempi:
“a) _Il predicatore di corte a Vienna Veit._ Questo pio sacerdote, ebreo
battezzato, _prestò dal pulpito, col crocifisso in mano, un solenne e
sacro giuramento che nell'incolpazione verso gli Ebrei non vi era una
parola di vero_.
“b) _Il vescovo Dräseke_ in una dichiarazione (accompagnata da un obolo
per gl'infelici) nella _Allgem. Zeitung des Judenthums_.
“c) _G. H. di Schubert_, nella sua dichiarazione nella _Allgem. Zeitung_
del 30 aprile 1840. (_Damascia_, pag. 54, 55).
“d) Il missionario, e già ebreo _Giorgio Wildon Pieritz_, sostenne
quanto a questo riguardo è affermato nel giuramento di purificazione del
_Rabbino Manasse ben Israel_, il cui testo leggesi nello scritto
“_Damascia_” (pag. 237).
“e) Il _D. Augusto Neander_ in Berlino, già ebreo, fece la stessa
dichiarazione nella _Berliner Zeitung_, ed aiutò inoltre nel suo lavoro
l'autore della _Damascia_ (Damascia, pag. 104).
“f) Lo stesso fece anche il predicatore e missionario _William Ayerst_,
A. M. (Dam. stesso) che nel suo scritto al Dott. Neander ne lodò
l'impresa chiamandolo un “_Laudable endeavours_.”
“g) Uno dei più caldi ed intelligenti confutatori di questa assurda
accusa fu in tempi recentissimi l'altrettanto zelante e costante
avversario della religione ebraica Alessandro M. Caul, D. D., il quale
dimostra nel suo “_Reasons for believing_ ecc. ecc.”, dedicato alla
Regina d'Inghilterra, nella maniera la più irrefragabile come stiano in
contraddizione assoluta i sacrifici umani e lo spargimento di sangue,
con le dottrine fondamentali dell'Ebraismo. In questo scritto trovasi
anche una dichiarazione, _firmata da trentacinque Ebrei convertiti al
Cristianesimo_, che dice che l'incolpazione è “una miserabile e
diabolica bugia” (_a foul and Satanic falsehood_).
“h) Alle fatiche del D^r. M. Caul per la verità e giustizia si associò
recentissimamente anche il dotto e intelligente sindaco, dottore in
teologia _Federigo di Meyer_ in una dichiarazione, depositata nelle mani
del signor L. H. Loewenstein, perchè venisse pubblicata.
“Dopo così numerosi e chiari argomenti, dopo tante ed importanti voci,
non mi resta altro a fare che di _associarmi assolutamente alla
dichiarazione del signor predicatore di Corte Weit e di inalzare con
pura coscienza, senza inganno e ritegno le mani all'Onnipotente e di
dichiarare e giurare solennemente che io non sono mai venuto a sapere,
nè a voce nè in iscritto, o per altra via cosa alcuna che potesse
servire di giustificazione all'incolpazione, che gli Ebrei si servano di
sangue umano per qualunque cerimonia religiosa_; anzi mi consta che agli
Ebrei è proibito dalla loro legge nel modo più severo qualunque uso di
sangue, e che essi proteggono da ogni contatto, col sangue in special
modo, la pasta del _Maza_ (azimo) perchè con tal contatto la _Maza_
cesserebbe di poter essere mangiata secondo le leggi, giacchè il
contatto del sangue la fa divenire _Chamez_ (impura).
“Questa dichiarazione l'ho data perchè richiesto, _chiamando testimonio
l'Altissimo, il Dio della verità e dell'amore e l'affermo e la sostengo,
per la pura e genuina verità del mio sapere e della mia convinzione_.
“Voglia preservare Iddio i cuori di tutti i Cristiani da questa odiosa
incolpazione.
_(Firm.)_ L'autore dello scritto: “Filosofia
della storia, o sopra la tradizione nel Vecchio
Testamento e la sua relazione alla Chiesa del
Nuovo Testamento.”
“Prof. MOLITOR”.
Si dichiara _previa collatione, sub fide notariali_, che la suddetta
copia concorda col suo originale.
Francoforte sul Meno, 14 maggio 1841.
_(L. S.) Fir._ D^r. GIOVANNI JACOB GLÖCKNER
Notaio della libera città di Francoforte.