— L'ha avuto lui, il signor Carlo, il terno secco! Meglio di un terno
secco ha avuto! Non vedete che faccia? Non ve lo dicevo: date tempo al
tempo?
E così via; finchè il Biondo ebbe appreso che la mia sposa era proprio
quella che s'intendeva lui:
— La figliola del signor Claudio!
Si trasse la berretta e alzando la testa e le braccia al soffitto
cantò, col più sincero fervor religioso: _Te Deum laudamus!_
Ma dopo, per tutto quel giorno, il Biondo tenne le palpebre abbassate.
Chi gliele avesse alzate avrebbe forse aperta la strada a due
lagrimoni. E non segò nè piallò, quel giorno; nè andò nel campo a
guardar all'uva; non andò in paese a comprar tabacco. Solo fece fretta
alla moglie che mi preparasse la cena e, n'avessi voglia o no, fui
condotto a cenare mezz'ora prima del solito. Mentre io cenavo il
vecchio veniva sempre a farmi compagnia. Quella sera però egli taceva,
e invano cercava un pizzico nella tabacchiera. A un tratto mi diresse
uno sguardo di sottecchi e contemporaneamente una domanda, che mi fece
ridere!
— Me lo sa dire lei perchè il Signore non m'ha dato un figlio?
In verità io non potevo sapere quel che ignoravano lui e la Rita!
Ma egli non attese alla celia, e adagio adagio, come soleva, mi disse
che se il Signore non gli aveva dato un figlio poteva ben dargli un
figlioccio; e che un figlioccio sperava d'averlo se il primo figlio che
mi nascerebbe glielo lascerei tenere al battesimo. Fui per rispondere:
è un onore!; perchè mio figlio o mia figlia (egli si contentava
anche di una figlioccia) non avrebbe potuto desiderare per santolo un
galantuomo più galantuomo del Biondo. Parve invece che troppo onore
fosse concesso a lui e che egli avesse studiato il modo di meritarlo.
Riprese a dire che non poteva dimenticarsi dei miei vecchi, da cui
aveva ricevuto del bene; e che io e lui eravamo senza parenti degni,
e che la sua donna aveva quel tal nipote sciupone e vizioso; e la
sua donna poteva chiamare erede anche il nipote se così le piaceva;
e che lui, a sua volta, nominerebbe erede chi più gli piacerebbe.
In sostanza, il podere che era stato dei miei vecchi potrebbe tornar
proprietà della mia famiglia e dei miei discendenti.
— Dipende da lei — concluse il Biondo, tabaccando senza tabacco fra le
dita.
Io gli espressi la mia gratitudine scherzando ancora.
— Ah! dipende da me? Dunque se tu non ne hai avuti dei figlioli....
Comprese dove sarei andato a parare; scrollò il capo e il fiocco
della berretta; mi minacciò con la mano e rise, e trottò via leggero a
comperar il tabacco. Rimasi a considerare quel che un tempo io aveva
pensato del Biondo; liberale, lo credevo, soltanto nel regalar le
casserelle per i piccoli morti; galantuomo sì, ma non alieno dallo
sfruttarmi per avarizia.
Dalle quali considerazioni non favorevoli anch'esse alla mia
psicologia, ne sorgeva un'altra contraria del tutto al mio antico
pessimismo.
Alla generosità con cui mi ero prestato per Moser facevan riscontro la
generosità della signora Redegonda per un verso, e la generosità del
Biondo per l'altro.
Sarebbe vero che chi semina bene raccoglie bene?