Finalmente venne la primavera; venne una lettera di Marcella. La
poverina impiegava più pagine per dire soltanto che, essendo Roveni
necessario alla fabbrica (poichè Moser aveva assunto una grande impresa
edilizia a Novara), Roveni si era indotto a rimaner a Valdigorgo per un
altro anno; e che non molto dopo il loro ritorno da Milano a Valdigorgo
una spiegazione era intervenuta tra Ortensia e lui. Alla esplicita
dichiarazione dell'ingegnere Ortensia aveva risposto:
— Per adesso non ci penso, a maritarmi.
L'ingegnere anche stavolta non si era adontato; aveva detto
tranquillamente: — Bene, bene!; ne riparleremo poi!
Indispettita, Marcella osservava:
Roveni tratta l'amore come un affare. Chi direbbe a vederlo che è
innamorato davvero? Cosa fa per vincere la freddezza di Ortensia?
Quando parlano insieme, parlano in un certo modo....; come se
avessero paura di scottarsi! E che bei discorsi! Piove? Pioverà
oggi?...
Altro commento facevo io: così amava quell'uomo!; con fermezza, con
tenacia, con avvedutezza quali bisognavano a piegare una volontà poco
arrendevole. Nell'apparente freddezza o tranquillità, con che prudente
ritegno di sè stesso conquisterebbe a poco a poco il cuore di Ortensia,
che egli vedeva non ancora libero dal ricordo di me!
Nella stessa lettera la buona Marcella mi prometteva presto una grande
notizia. Questa me la diede Guido, indi a poco, e ci ragionava su da
filosofo felice.
Suo padre s'era opposto al matrimonio.
— Se vuoi moglie pensa tu a mantenertela — diceva il padre. Ma la
madre si era accordata con la signora Eugenia, che per Marcella
aveva garantito una parte della sua propria dote, non potendo Moser
compromettere allora, in alcun modo i suoi capitali....
E diceva Guido:
Se non ci fossero state tante questioni, il mio fidanzamento
si sarebbe prolungato chi sa quanto! Le questioni invece hanno
invelenito mio padre al punto che egli ha giurato di lasciarmi
rompere il collo, come dice lui, senza curarsene; quindi mia
madre, sempre più commossa, ha finito coll'assicurarmi che mi
aiuterà lei di sottomano finchè sarò in grado da guadagnare come
voi altri mediconi. Stando così le cose, perchè protrarre lo
sposalizio? Maritandoci in estate, Moser avrà vicino per più mesi
la figliuola e ne sentirà meno il distacco in seguito, quando io
andrò a Milano a cercar clienti. Dunque, appena laureato....
Infatti in giugno ebbi l'annunzio che l'Italia aveva un medico di più e
pochi giorni dopo ebbi la partecipazione che il mondo contava un marito
e una moglie di più. Del resto, era felice anche Claudio; che trovò il
tempo di raccontarmi a suo modo il lieto evento.
Per poco non aveva preso a revolverate quel traditore che gli portava
via una delle sue «bambine». Ma s'era consolato a veder in Marcella,
_ipso facto_, «una bella sposa»; e invitava anche me ad ammirarla....
Aspettami, povero Moser!