III.

Finalmente venne la primavera; venne una lettera di Marcella. La

poverina impiegava più pagine per dire soltanto che, essendo Roveni

necessario alla fabbrica (poichè Moser aveva assunto una grande impresa

edilizia a Novara), Roveni si era indotto a rimaner a Valdigorgo per un

altro anno; e che non molto dopo il loro ritorno da Milano a Valdigorgo

una spiegazione era intervenuta tra Ortensia e lui. Alla esplicita

dichiarazione dell'ingegnere Ortensia aveva risposto:

— Per adesso non ci penso, a maritarmi.

L'ingegnere anche stavolta non si era adontato; aveva detto

tranquillamente: — Bene, bene!; ne riparleremo poi!

Indispettita, Marcella osservava:

Roveni tratta l'amore come un affare. Chi direbbe a vederlo che è

innamorato davvero? Cosa fa per vincere la freddezza di Ortensia?

Quando parlano insieme, parlano in un certo modo....; come se

avessero paura di scottarsi! E che bei discorsi! Piove? Pioverà

oggi?...

Altro commento facevo io: così amava quell'uomo!; con fermezza, con

tenacia, con avvedutezza quali bisognavano a piegare una volontà poco

arrendevole. Nell'apparente freddezza o tranquillità, con che prudente

ritegno di sè stesso conquisterebbe a poco a poco il cuore di Ortensia,

che egli vedeva non ancora libero dal ricordo di me!

Nella stessa lettera la buona Marcella mi prometteva presto una grande

notizia. Questa me la diede Guido, indi a poco, e ci ragionava su da

filosofo felice.

Suo padre s'era opposto al matrimonio.

— Se vuoi moglie pensa tu a mantenertela — diceva il padre. Ma la

madre si era accordata con la signora Eugenia, che per Marcella

aveva garantito una parte della sua propria dote, non potendo Moser

compromettere allora, in alcun modo i suoi capitali....

E diceva Guido:

Se non ci fossero state tante questioni, il mio fidanzamento

si sarebbe prolungato chi sa quanto! Le questioni invece hanno

invelenito mio padre al punto che egli ha giurato di lasciarmi

rompere il collo, come dice lui, senza curarsene; quindi mia

madre, sempre più commossa, ha finito coll'assicurarmi che mi

aiuterà lei di sottomano finchè sarò in grado da guadagnare come

voi altri mediconi. Stando così le cose, perchè protrarre lo

sposalizio? Maritandoci in estate, Moser avrà vicino per più mesi

la figliuola e ne sentirà meno il distacco in seguito, quando io

andrò a Milano a cercar clienti. Dunque, appena laureato....

Infatti in giugno ebbi l'annunzio che l'Italia aveva un medico di più e

pochi giorni dopo ebbi la partecipazione che il mondo contava un marito

e una moglie di più. Del resto, era felice anche Claudio; che trovò il

tempo di raccontarmi a suo modo il lieto evento.

Per poco non aveva preso a revolverate quel traditore che gli portava

via una delle sue «bambine». Ma s'era consolato a veder in Marcella,

_ipso facto_, «una bella sposa»; e invitava anche me ad ammirarla....

Aspettami, povero Moser!

In faccia al destino · 第 35 / 75 题