I contadini fuggono ancora.

*

* *

Un'altra volta don Folco venne chiamato in una borgata vicina al suo

paese per celebrarvi un triduo e per recitarvi un sermone. Egli appena

salito sul pulpito si volge alle donne e incomincia a gridare senza

tanti preamboli che la causa della loro perdizione era _'nu pezzetto

de carne_. I contadini sgranano tanto d'occhi e le contadine divengono

rosse come i loro corpetti di scarlatto. Ma il sacro oratore prosegue

imperterrito: — _Sì. È 'nu pezzetto de carne._ — E soggiunge: — _Lo

volite véde' qual è?_ — Le donne abbassano gli occhi pudibonde e

don Folco cava fuori un palmo di lingua e ci appunta su il dito. Una

clamorosa risata scoppia fra le bianche pareti della chiesa.

Finita la predica don Folco scende dal pulpito, sale i gradini

dell'altare maggiore e di lassù dà la benedizione col santissimo.

Mentre egli solleva in alto il sacramento un bambino incomincia a

miagolare. La sua mamma tenta invano di rabbonirlo. Don Folco si

stizzisce, gli va vicino e mostrandogli l'ostensorio: — _Ohè, guagliò'_

— gli grida — _vi' ca chesto è bòbbo, e se non le stai quèto le se

tuoglie_! Dopo la benedizione la chiesa si vuota e _gliu prèute_ ripone

il sacramento nella sua custodia e la chiude; ma quando va per estrarre

la chiavetta dalla serratura la chiavetta non esce. Egli le tenta tutte

per farla uscire; alfine perde la pazienza; dà un pugno sul ciborio ed

esclama: — _E che ce sta ca dinto? Gliu diavolo!_

Il sagrestano che aveva incominciato a spazzare la chiesa gettò la

scopa, si fece il segno della croce e scappò via inorridito.

*

* *

Ma don Folco oltre alle molte virtù con le quali soleva ornare

l'esercizio del suo ministero sacro, ne possedeva anche moltissime

altre per adornare, qualora se ne fosse presentata l'occasione,

l'esercizio del suo ministero profano; poichè non aveva rivali nel

vendere giumente guerce, asini ciechi, vacche zoppe, e nello spacciare

merci di cattiva qualità come se fossero state ottime. Egli era così

furbo ed arguto e così pronto nella chiacchiera che trovava quasi

sempre il gonzo da infinocchiare.

Un giorno andò in un paesello, ove tenevasi una fiera di bestiame, e vi

portò un cavallo a cui per esser perfetto non gli mancava altro se non

la parola. Un vecchio contadino lo comperò a buonissimo patto; ma dopo

di averlo comperato s'avvide che alla povera bestia le mancava la metà

della lingua.

Prose (1880-1890) · 第 16 / 38 题