II.

La tesi della tradizione unitaria (com'è stata chiamata in lodati

studi di questi ultimi decennii), della tradizione unitaria nella

storia d'Italia, è una di quelle che richiedono, ad essere tenute ne'

loro veri termini, la maggiore indipendenza di spirito da ogni, sia

pur generoso, preconcetto ideale, come la maggior cautela contro o le

gretterie d'una critica troppo materiale e letterale ai fatti, o le

negazioni passionate e partigiane. Che innanzi al decennio dal 1861 al

1870 la unità non soltanto politica, ma anche la storica, o etica che

voglia dirsi, sia mancata, la prima sempre, la seconda quasi sempre,

nella vita reale ed effettiva di quella che per l'idioma è pur da

dieci secoli la nazione italiana, apparisce innegabile. Che, d'altro

lato, la figura della unità nazionale abbia balenato; sia dai fatti,

nel loro atteggiarsi e connettersi; sia in idea, o a menti elette di

pensatori, o alla ispirata fantasia di poeti, o al sentimento magnanimo

di cittadini operanti; si comprova positivamente senza sussidio di

interpretazioni. Ma accettata l'una cosa e l'altra, rimane a vedersi

come questo disgregato procedimento di quasi altrettante storie; quante

le regioni che il dialetto e la geografia fisica ha differenziate,

e quante altresì le energie di Comune vivacissime e contrastanti nel

seno stesso di ciascuna regione; abbia, questo procedimento, pur fatto

capo all'unità: e non per violenze di conquista, nè per isforzamento

settario contro la volontà e l'acquiescenza dei più, ma vi abbia fatto

capo siccome ad una suprema necessità di diritto e di fatto, ed inoltre

siccome ad una giustizia dinanzi alla quale debba inchinarsi chi voglia

conservar fede in una Provvidenza che prepara e indirizza a destinati

termini le cose umane.

La vita Italiana nel Risorgimento (1815-1831), parte 1 Conferenze fiorentine - Storia · 第 9 / 29 题