_Come per i cardinali non si fè nulla della pace de’ due re._
Chi potrebbe senza fallare scrivere le movitive degl’Inghilesi? il
re d’Inghilterra da capo fece tornare i legati per dare termine al
trattato della pace, e dichiararono i patti e le terre che al re
d’Inghilterra si doveano dare, e la quantità de’ danari e’ termini
quando per diliberare il re, e ’l figliuolo, e’ baroni, e rimanere
in buona pace; e questo accordo si divolgò per tutto, per conferma
fatta del mese di settembre. Questa concordia tornò addietro, perocchè
per sicurtà delle cose il re all’ultimo domandò di volere tenere per
stadichi il Delfino di Vienna, e l’altro figliuolo del re di Francia
e ’l conte di Fiandra, tanto che ’l re di Francia tornato nel suo
reame fornisse le cose promesse; la qual cosa non potea aver luogo,
che ’l Delfino per lo fallo commesso non si fidava, e ’l conte di
Fiandra non era debito al re di Francia di cotanto servigio; e però
rotto il trattato, il re di Francia e ’l figliuolo con altri baroni
furono mandati in prigione a Guindifora, per addietro detta la Gioiosa
guardia. In questo medesimo tempo il re d’Inghilterra avea anche in
prigione nell’isola il re David di Scozia; sicchè di tenerli prigioni
non abbassava l’ambizione della vanagloria alla quale i mortali
volentieri attraggono, e ’l tenere i trattati della concordia rompea
gli animi de’ Franceschi dell’apparecchio della guerra, e riteneali in
divisione e fuori del loro antico reggimento, e di ciò pensava non meno
che dell’arme il re d’Inghilterra potere avere suo intendimento. E però
traendo sperienza dal fatto, piuttosto si può ritrarre ch’e’ trattati
sono stati fatti finti, che di vero intendimento.