CAP. XCVIII.

_Come si perdè Governo a’ Mantovani._

I signori da Gonzaga, essendo uomini savi di guerra, avendo lungamente

tenuta la signoria di Mantova, vicini e in mezzo tra’ signori di Milano

e quelli di Verona, avean provveduto di tenere salvo gran parte del

loro contado in questo modo. La loro città è posta nel mezzo d’un lago

di fiumi correnti, e di questo lago di verso levante alla città esce un

fiume, che si stende correndo verso mezzo dì ed entra in Po; e dov’egli

entra in Po è un castello e un ponte: il castello si chiama Governo:

e dall’uscita del fiume al detto castello ha dieci miglia di terreno,

e per i Mantovani è alzato e fortificato un argine sopra il fiume

dal lato d’entro, e fattovi forti steccati e molte bertesche a potere

fare ogni gran difesa. E dall’altra parte del lago, di verso ponente

alla città e di lungi tre miglia, esce un altro fiume, e corre verso

mezzo dì anche al Po, e stendesi ancora per dieci miglia di terreno,

e l’argine di questo fiume è fatto maggiore e più forte che l’altro,

e steccato e imbertescato a ogni difesa, e in sul Po s’aggiugne a

un forte castello de’ Mantovani che si chiama Borgoforte, e anche a

questo castello è un ponte sul Po. Tra queste due fiumare si stende un

gran contado tutto piano, e di buono terreno da lavorare, e ubertuoso

di frutti e di vittuaglia. Questo contado per infino a qui per forza

ch’avessono i tiranni vicini non avien mai potuto noiare, e viveanne i

Mantovani in grande sicurtà, e chiamavano questo contado la Serraia.

In questi dì era guerra tra’ signori di Milano e quelli di Mantova,

e però i Mantovani avieno mandate masnade di fanti a piè alla guardia

del ponte e anche di Governo, e anche de’ loro soldati a cavallo, tra’

quali era un conestabile che avea ricevuta ingiuria da’ signori da

Gonzaga. Costui ordinò, che là venisse la gente de’ signori di Milano

per suo trattato, e diede loro il passo del ponte, mostrando a’ suoi,

che come ne fosse passati una parte darebbono loro addosso, e tutti

gli avrebbono a mansalva; ma innanzi che il traditore si mettesse al

contasto ve ne lasciò tanti venire, che a’ suoi per necessità convenne

abbandonare il campo e ’l castello; e per questo modo fu preso il forte

passo di Governo, da potere correre ed entrare nella Serraia; e questo

fu all’uscita del mese d’agosto anno detto.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 276 / 289 题