_Come il re Luigi da Messina tornò a Napoli._
Il re Luigi avendo con danno e con vergogna levata l’oste sua da
Catania, come narrato abbiamo, e non trovandosi in mare nè in terra
potente da rifare oste, e i suoi avversari aveano ripreso ardire
della loro vittoria; e sentendo il regno di qua dal Faro in molta
discordia per la ribellione di messer Luigi di Durazzo e del conte
di Minerbino, i quali teneano in guerra la Puglia, e molti caporali
di ladroni rompevano le strade e’ cammini; non ostante ch’egli avesse
promesso a’ Messinesi di stare alcun tempo risedente a Messina, cambiò
proposito, per non correre in peggio, e a dì 30 d’agosto del detto anno
si partì da Messina in su una galea d’Ischia, e pose a Reggio, ov’era
prima venuta la reina. E in Messina lasciò suo vicario un figliuolo
del gran siniscalco con trecento cavalieri alla guardia della terra,
confidandosi sopra tutto in messer Niccolò di Cesaro e nel suo seguito,
ch’aveano cura alla guardia per loro medesimi, ch’aveano di fuori
i loro avversari. E poi da Reggio per Calavria e per Puglia se ne
tornarono a Napoli, del mese di settembre del detto anno.