CAP. XCVI.

_Della mostra fatta a Avignone di cortigiani per tema della compagnia._

Di questo mese d’agosto, nella compagnia dell’arciprete di Pelagorga,

ch’era in Provenza, s’aggiunse il conte d’Avellino e cinque nipoti di

papa Clemente sesto, e trovaronsi più di tremila barbute, e scorsono

predando e guastando la Provenza infino a Grassa, e non trovarono

contasto fuori delle terre murate. Vedendo il papa crescere questa

tempesta, volle vedere in arme tutti i cortigiani, e fece ordinare

di fare la mostra, che fu grande e bella, perchè catuno si sforzò

di comparire in arme, e trovaronsi in questa mostra quattromila

Italiani tutti bene armati, ch’erano due cotanti o più che tutti gli

altri cortigiani. E come furono armati e raunati insieme, gridavano e

volevano correre sopra i cardinali nipoti di papa Clemente, dicendo,

ch’erano autori di quella compagnia, che conturbava la corte e tutta la

mercatanzia, e a gran pena furono ritenuti da’ loro capitani. Il papa,

veduta la mostra, ordinò di fare rifare le mura e’ fossi d’Avignone, e

riparare le porti per tenere la città sicura; altro rimedio di fuori

contro alla compagnia non prese, ma stava continovo la corte in gran

paura, e in vergognosa vacazione di tutti i mestieri.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 274 / 289 题