_Della mostra fatta a Avignone di cortigiani per tema della compagnia._
Di questo mese d’agosto, nella compagnia dell’arciprete di Pelagorga,
ch’era in Provenza, s’aggiunse il conte d’Avellino e cinque nipoti di
papa Clemente sesto, e trovaronsi più di tremila barbute, e scorsono
predando e guastando la Provenza infino a Grassa, e non trovarono
contasto fuori delle terre murate. Vedendo il papa crescere questa
tempesta, volle vedere in arme tutti i cortigiani, e fece ordinare
di fare la mostra, che fu grande e bella, perchè catuno si sforzò
di comparire in arme, e trovaronsi in questa mostra quattromila
Italiani tutti bene armati, ch’erano due cotanti o più che tutti gli
altri cortigiani. E come furono armati e raunati insieme, gridavano e
volevano correre sopra i cardinali nipoti di papa Clemente, dicendo,
ch’erano autori di quella compagnia, che conturbava la corte e tutta la
mercatanzia, e a gran pena furono ritenuti da’ loro capitani. Il papa,
veduta la mostra, ordinò di fare rifare le mura e’ fossi d’Avignone, e
riparare le porti per tenere la città sicura; altro rimedio di fuori
contro alla compagnia non prese, ma stava continovo la corte in gran
paura, e in vergognosa vacazione di tutti i mestieri.