_Come i Genovesi ebbono Ventimiglia._
Di questo mese di luglio, tenendosi la città di Ventimiglia per i
figliuoli e consorti di messer Carlo Grimaldi, e non ubbidivano il
comune nè ’l doge di Genova, per la qual cosa il doge diede boce di
volere fare guerra a’ Catalani, e per questo fece armare venti galee:
e avendo alcuno trattato in Ventimiglia, costeggiando la riviera, come
furono a una punta di mare presso alla terra di Ventimiglia feciono
scendere masnade e balestrieri con un capitano, il quale gli menò
copertamente sopra la città da quella parte dove era il trattato, e
dove non si prendea piena guardia, e le galee andarono per mare; e
giunte nel porto, volendo prendere una galea armata di quelli di Monaco
che v’era dentro, i terrazzani per difendere la galea tutti trassono
alla marina; e in questo, l’aguato de’ Genovesi ch’erano smontati sopra
la terra scesono alla porta, e senza contasto entrarono nella città, e
presono la guardia della porta, e feciono il cenno ordinato alle galee,
le quali si strinsono alla terra. I cittadini di presente conobbono
ch’alla difesa non avea riparo, e però ricevettono i Genovesi come
maggiori, ed eglino, senza alcuna novità fare nella città, presono la
signoria della terra per lo comune di Genova e per lo doge, e’ Grimaldi
che la teneano se n’andarono colle persone e coll’avere a Monaco, e le
galee si ritornarono a Genova.