CAP. LXXXV.

_Aiuti mandarono i Fiorentini al legato._

Il comune di Firenze, a dì 20 di luglio anno detto, fatto capitano

messer Manno di messer Apardo de’ Donati, e datogli il pennone del

comune, il mandarono in Romagna con settecento barbute di buona gente,

e con ottocento balestrieri, affinchè la battaglia si prendesse colla

compagnia; e oltre a ciò v’andarono singulari masnade di cittadini e’

contadini crociati, che furono dugento a cavallo e duemila a piè. E

contando la raccolta de’ danari, e la spesa del comune e de’ singulari

uomini, più di centomila fiorini costò la beffa al comune di Firenze a

questa volta. È vero che ’l tutto s’intendea a combattere la compagnia,

e però vi mandò il comune un confidente cittadino popolare, il quale in

segreto si dovesse strignere col legato, e con autorità di promettere

ventimila fiorini d’oro per lo comune a’ soldati se vincessono la

compagnia; ed era tanta la buona gente ch’avea il legato, e quella

del comune di Firenze, e de’ crociati che v’erano di volontà, ch’assai

se ne potea sperare piena vittoria. Il legato n’avea dato di prima al

comune buona speranza, e ancora poi il suo ambasciadore, ma appresso,

o che il legato invilisse, impaurisse di mettersi a partito, o che non

si confidasse de’ soldati, dissimulò il fatto, e tennelo pendente, e

mantennesi in riguardo, dando ardimento agli avversari, e viltà alla

sua parte che gli tornò in poco onore.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 263 / 289 题