CAP. LXXXII.

_Come i Veneziani domandarono pace al re d’Ungheria._

I Veneziani vedendo che il re d’Ungheria gli guerreggiava in

Trevigiana, e in Ischiavonia e in Dalmazia con grave guerra, e ch’egli

avea preso ordine da poterla senza spesa e senza pericolo della

moltitudine degli Ungheri, usati di generare confusione, continuare,

conobbono che a loro era cosa incomportabile; e però elessono solenni

ambasciadori, e mandarli al re per addomandare pace, volendosi ritenere

Giadra, e renderli l’altre terre della Schiavonia, e darli per tempi

danari assai per l’ammenda; e fra l’altre terre che dare gli voleano,

nominarono Trau e Spalatro. I cittadini di quelle terre sentendo

ch’e’ Veneziani gli voleano dare al re d’Ungheria per loro vantaggio,

si accolsono insieme, e presono per consiglio di volere accattare la

benivolenza del re, e non attendere ch’e’ Veneziani ne volessono fare

loro mercatanzia; e però liberamente si diedono al re, e ricevettono la

sua gente e’ suoi vicari con grado in pace, e’ rettori e la gente che

v’era pe’ Veneziani rimandarono a Vinegia sani e salvi, e il re con gli

ambasciadori non volle accordo se non riavesse Giadra e l’altre terre

del suo reame.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 260 / 289 题