CAP. LXXV.

_Come la compagnia venne sul Bolognese._

La compagnia del conte di Lando mossa di Lombardia co’ danari di

messer Bernabò Visconti e con quelli del capitano di Forlì, per venire

al soccorso di Cesena, a dì 18 di giugno del detto anno venne in sul

Bolognese con licenza del signore di Bologna, senza far danno al paese

di ruberie o di prede, ma prendeano derrata per danaio, e accampati al

Borgo a Panicale, intendeano più a’ loro propri fatti che ad andare a

soccorrere la rocca di Cesena, perocchè vi sentivano il legato forte

da non potere vincere la punga; e stando quivi, accrescevano la loro

brigata, che secondo l’usanza d’ogni parte vi veniano uomini d’arme a

mettersi in quella per vaghezza della preda, e non di trovare nemici

in campo, che quasi tutti i soldati d’Italia v’aveano parte; e stando

coperti di loro movimenti, feceano paura a tutti i popoli di Toscana e

dell’altre provincie circustanti, e attraevano a loro ambasciadori da

quelli per prendere accordo; e così sospesi usavano la loro mercatanzia

molto sagacemente. E bench’e’ tiranni e’ popoli d’Italia avessono

la compagnia in odio, tant’era la divisione delle parti e la gelosia

de’ popoli contro a’ tiranni, che catuno volea piuttosto ubbidire al

servigio della compagnia co’ suoi danari che contastare con quella, e

però ora era condotta per l’uno ora per l’altro, rimanendo continovo

l’ordine della compagnia. E in questi dì era già durata più di quindici

anni questa tempesta in Italia.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 253 / 289 题