CAP. LXXIII.

_Della materia medesima._

Stando l’assedio di Catania in questo modo, occorse per caso non

provveduto che due galee di Catalani ch’andavano in corso arrivarono

a Saragozza in Cicilia, e sentendo ivi come quattro galee e due legni

del re Luigi erano nel porto di Catania, come valenti uomini, e grandi

maestri de’ baratti del mare, innanzi che lingua venisse di loro

a quelli dell’oste, di subito feciono armare due legni ch’erano in

quel porto, e fornirli di trombe, e di trombette, e nacchere e altri

stromenti più che di gente da combattere, e fatta la notte si mossono,

e improvviso con gran baldanza le due galee de’ Catalani, lasciatosi

dietro i due legni che facessono gran rumore e grande stormeggiata,

entrarono nel porto, e con molto romore cominciarono ad assalire le

galee del re: le due ch’erano del Regno, temendo del romore di fuori

che non fossono assai galee, senza intendere alla difesa uscirono

del porto, e andaronsene a Messina, e l’altre due ch’erano genovesi

stettono alla difesa; ma perocch’e’ non erano provveduti nel subito

assalto furono vinte, e presi le galee e’ legni; e questo fu la notte

della Pentecoste, a dì 29 di maggio del detto anno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 251 / 289 题