_Della materia medesima._
Stando l’assedio di Catania in questo modo, occorse per caso non
provveduto che due galee di Catalani ch’andavano in corso arrivarono
a Saragozza in Cicilia, e sentendo ivi come quattro galee e due legni
del re Luigi erano nel porto di Catania, come valenti uomini, e grandi
maestri de’ baratti del mare, innanzi che lingua venisse di loro
a quelli dell’oste, di subito feciono armare due legni ch’erano in
quel porto, e fornirli di trombe, e di trombette, e nacchere e altri
stromenti più che di gente da combattere, e fatta la notte si mossono,
e improvviso con gran baldanza le due galee de’ Catalani, lasciatosi
dietro i due legni che facessono gran rumore e grande stormeggiata,
entrarono nel porto, e con molto romore cominciarono ad assalire le
galee del re: le due ch’erano del Regno, temendo del romore di fuori
che non fossono assai galee, senza intendere alla difesa uscirono
del porto, e andaronsene a Messina, e l’altre due ch’erano genovesi
stettono alla difesa; ma perocch’e’ non erano provveduti nel subito
assalto furono vinte, e presi le galee e’ legni; e questo fu la notte
della Pentecoste, a dì 29 di maggio del detto anno.