CAP. LXIX.

_De’ fatti di madonna Cia donna del capitano di Forlì._

Racchiusa madonna Cia nella rocca con Sinibaldo suo giovane figliuolo,

e con due suoi nipoti piccoli fanciulli, e con una fanciulla grande da

marito, e con due figliuole di Gentile da Mogliano e cinque damigelle,

ed essendo cinta stretta d’assedio, e combattuta da otto dificii che

continovo gittavano dentro maravigliose pietre, non avendo sentimento

d’alcuno soccorso, e sapendo che le mura della rocca e delle torri

di quella per li nemici si cavavano, maravigliosamente si teneva,

atando e confortando i suoi alla difesa. E stando in questa durezza,

Vanni da Susinana degli Ubaldini suo padre, conoscendo il pericolo a

che la donna si conducea, andò al legato, e impetrò grazia d’andare a

parlare colla figliuola, per farla arrendere al legato con salvezza

di lei e della sua gente. E venuto a lei, essendo padre, e uomo di

grande autorità, e maestro di guerra, le disse: Cara figliuola, tu dei

credere ch’io non sono venuto qui per ingannarti, nè per tradirti del

tuo onore. Io conosco e veggo, che tu e la tua compagnia siete agli

stremi d’irremediabile pericolo, e non ci conosco alcuno rimedio, altro

che di trarre vantaggio di te e della tua compagnia, e di rendere la

rocca al legato. E sopra ciò l’assegnò molte ragioni perch’ella il

dovea fare, mostrando, ch’al più valente capitano del mondo non sarebbe

vergogna trovandosi in così fatto caso. La donna rispose al padre,

dicendo: Padre mio, quando voi mi deste al mio signore, mi comandaste,

che sopra tutte le cose io gli fossi ubbidiente, e così ho fatto

infino a qui, e intendo di fare infino alla morte. Egli m’accomandò,

questa terra, e disse, che per niuna cagione io l’abbandonassi, o ne

facessi alcuna cosa senza la sua presenza, o d’alcuno segreto seguo

che m’ha dato. La morte, e ogni altra cosa curo poco, ov’io ubbidisca

a’ suoi comandamenti. L’autorità del padre, le minacce degl’imminenti

pericoli, nè altri manifesti esempli di cotanto uomo poterono smuovere

la fermezza della donna: e preso comiato dal padre, intese con

sollicitudine a provvedere la difesa e la guardia di quella rocca che

rimasa l’era a guardare, non senza ammirazione del padre, e di chi udì

la fortezza virile dell’animo di quella donna. Io penso, che se questo

fosse avvenuto al tempo de’ Romani, i grandi autori non l’avrebbono

lasciata senza onore di chiara fama, tra l’altre che raccontano degne

di singulari lode per la loro costanza.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 247 / 289 题