_Come il legato ebbe la murata di Cesena._
Trapassate le parole del trattato, il legato, ch’avea l’animo sollecito
a vincere sua punga, innanzi che ’l soccorso giugnesse a’ nemici,
a dì 28 di maggio anno detto, ordinata sua gente e molti dificii da
combattere la murata, fece d’ogni parte cominciare la battaglia aspra
e forte, e avendo provveduto alcuna parte del muro si poteva per cave
abbattere, il fece rovinare, e que’ dentro subitamente ripararono
con steccati; e aggravando la battaglia d’ogni parte, rinfrescandosi
spesso per quelli di fuori nuovi combattitori, e dove il muro era
caduto, quivi senza arresto si continova va sì aspra battaglia, che
quelli ch’erano alla difesa, per lo soperchio affanno di loro corpi,
senza potere avere rinfrescamento, conobbono di non potere sostenere, e
l’altre parti erano ancora sì strette da’ combattitori che non poteano
soccorrere alle più deboli parti; e vedendosi non potere più resistere,
benchè assai avessono morti e fediti e magagnati de’ loro avversari,
diedono segno tra loro, e abbandonarono la murata, e ridussonsi nella
rocca, e la gente del legato di presente vittoriosamente la si prese.
Madonna Cia avendo fatto maravigliosamente d’arme e di capitaneria alla
difesa, si ridusse con quattrocento tra cavalieri e masnadieri nella
rocca, acconci a’ comandamenti della donna per singulare amore infino
alla morte.