_Conta dell’onore fatto al re di Francia in Inghilterra._
Avendo il duca di Guales e gli altri baroni d’Inghilterra condotto
il re di Francia, e ’l figliuolo, e gli altri baroni presi nella
battaglia, nell’isola d’Inghilterra, feciono assapere al re Adoardo
la loro venuta. Il re di presente fece assembrare in Londra di tutta
l’isola baroni, e cavalieri d’arme, e gran borgesi per volere fare
singulare festa in onore del re di Francia per la sua venuta; e fece
ch’e’ cavalieri si vestissono d’assisa, e li scudieri e’ borgesi,
e per piacere al loro re catuno si sforzò di comparire orrevole e
bello; e ordinato fu che tutti andassono incontro al re di Francia,
e facessongli reverenza, e onore, e compagnia, e ’l re Adoardo in
persona vestito d’assisa, con alquanti de’ suoi più alti baroni, avendo
ordinata sua caccia a una foresta in sul cammino fuori di Londra,
si mise là co’ detti suoi baroni; e mandato innanzi incontro al re
di Francia tutta la sopraddetta cavalleria, com’egli s’approssimò
alla foresta, il re d’Inghilterra uscito dalla foresta per traverso
s’aggiunse col re di Francia in sul cammino, e avvallato il cappuccio,
inchinatolo con reverenza, gli disse salutandolo: Bel caro cugino,
voi siate il ben venuto nell’isola d’Inghilterra. E ’l re avvallato il
suo cappuccio gli rispose, che ben foss’egli trovato. E appresso il re
d’Inghilterra l’invitò alla caccia, ed egli lo merciò dicendo che non
era tempo: e ’l re disse a lui: Voi potete e a caccia e riviera ogni
vostro diporto prendere nell’isola. Il re di Francia glie ne rendè
grazie. E detto, addio bel cugino, si ritornò nella foresta alla sua
caccia, e ’l re di Francia con tutta la compagnia degl’Inghilesi con
gran festa fu condotto nella città di Londra, essendo montato in sul
maggiore destriere dell’isola spagnuolo adorno realmente, e guidato
da’ baroni al freno e alla sella, con dimostramento di grande onore fu
guidato per tutte le buone vie della città, ordinate e parate a quello
reale servigio, acciocchè tutti gl’Inghilesi piccoli e grandi, donne
e fanciulli il potessono vedere. E con questa solennità fu condotto
fuori della terra all’abitazione reale; e ivi apparecchiata la desinea
con magnifico paramento d’oro, e d’arnesi, e di argento, e di nobili
vivande, fu ricevuto e servito alla mensa realmente, e tutti gli
altri baroni, e il figliuolo del re, ch’erano prigioni, furono onorati
conseguentemente in questa giornata, che fu a dì 24 di maggio del detto
anno. Per questa singolare allegrezza e festa si diede più piena fede
che la pace fosse ferma e fatta; ma chi vuole riguardare la verità del
fatto, conoscerà in questo processo accresciuta la miseria dell’uno re
e esaltata la pompa dell’altro, e quello che si nascose nella simulata
festa si manifestò appresso ne’ fatti che ne seguirono, come seguendo,
ne’ tempi racconteremo.