CAP. LXVI.

_Conta dell’onore fatto al re di Francia in Inghilterra._

Avendo il duca di Guales e gli altri baroni d’Inghilterra condotto

il re di Francia, e ’l figliuolo, e gli altri baroni presi nella

battaglia, nell’isola d’Inghilterra, feciono assapere al re Adoardo

la loro venuta. Il re di presente fece assembrare in Londra di tutta

l’isola baroni, e cavalieri d’arme, e gran borgesi per volere fare

singulare festa in onore del re di Francia per la sua venuta; e fece

ch’e’ cavalieri si vestissono d’assisa, e li scudieri e’ borgesi,

e per piacere al loro re catuno si sforzò di comparire orrevole e

bello; e ordinato fu che tutti andassono incontro al re di Francia,

e facessongli reverenza, e onore, e compagnia, e ’l re Adoardo in

persona vestito d’assisa, con alquanti de’ suoi più alti baroni, avendo

ordinata sua caccia a una foresta in sul cammino fuori di Londra,

si mise là co’ detti suoi baroni; e mandato innanzi incontro al re

di Francia tutta la sopraddetta cavalleria, com’egli s’approssimò

alla foresta, il re d’Inghilterra uscito dalla foresta per traverso

s’aggiunse col re di Francia in sul cammino, e avvallato il cappuccio,

inchinatolo con reverenza, gli disse salutandolo: Bel caro cugino,

voi siate il ben venuto nell’isola d’Inghilterra. E ’l re avvallato il

suo cappuccio gli rispose, che ben foss’egli trovato. E appresso il re

d’Inghilterra l’invitò alla caccia, ed egli lo merciò dicendo che non

era tempo: e ’l re disse a lui: Voi potete e a caccia e riviera ogni

vostro diporto prendere nell’isola. Il re di Francia glie ne rendè

grazie. E detto, addio bel cugino, si ritornò nella foresta alla sua

caccia, e ’l re di Francia con tutta la compagnia degl’Inghilesi con

gran festa fu condotto nella città di Londra, essendo montato in sul

maggiore destriere dell’isola spagnuolo adorno realmente, e guidato

da’ baroni al freno e alla sella, con dimostramento di grande onore fu

guidato per tutte le buone vie della città, ordinate e parate a quello

reale servigio, acciocchè tutti gl’Inghilesi piccoli e grandi, donne

e fanciulli il potessono vedere. E con questa solennità fu condotto

fuori della terra all’abitazione reale; e ivi apparecchiata la desinea

con magnifico paramento d’oro, e d’arnesi, e di argento, e di nobili

vivande, fu ricevuto e servito alla mensa realmente, e tutti gli

altri baroni, e il figliuolo del re, ch’erano prigioni, furono onorati

conseguentemente in questa giornata, che fu a dì 24 di maggio del detto

anno. Per questa singolare allegrezza e festa si diede più piena fede

che la pace fosse ferma e fatta; ma chi vuole riguardare la verità del

fatto, conoscerà in questo processo accresciuta la miseria dell’uno re

e esaltata la pompa dell’altro, e quello che si nascose nella simulata

festa si manifestò appresso ne’ fatti che ne seguirono, come seguendo,

ne’ tempi racconteremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 244 / 289 题