CAP. LXV.

_Come il conte d’Armignacca da Tolasana per gravezze fu cacciato._

Di questo mese di maggio, essendo venuto il conte d’Armignacca capitano

di quelli dei reame di Francia di Linguadoca, ed essendo venuto alla

città di Tolosa, e trattando di fare gravezze per accogliere danari

per la comune bisogna della guerra, il popolo si levò a romore e furore

contro al conte, dicendo, ch’egli era sturbatore della pace, e voleali

mettere in disusate gravezze; e corsono al palagio ov’egli abitava,

e non potendovi entrare per forza, l’assediarono, e cominciarono

ad affocare le porte. E soprastando la difesa, i gentili uomini di

Tolosana si misono in mezzo, e feciono promettere e giurare al conte,

che non renderebbe mal merito al popolo di Tolosa di ciò ch’aveva fatto

contro a lui, e che non farebbe alcuna gravezza alla villa. E fatti i

patti, il conte s’assicurò nelle mani de’ gentili uomini: e quetato il

popolo, sano e salvo il condussono in suo paese colla sua gente.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 243 / 289 题