_Come il conte d’Armignacca da Tolasana per gravezze fu cacciato._
Di questo mese di maggio, essendo venuto il conte d’Armignacca capitano
di quelli dei reame di Francia di Linguadoca, ed essendo venuto alla
città di Tolosa, e trattando di fare gravezze per accogliere danari
per la comune bisogna della guerra, il popolo si levò a romore e furore
contro al conte, dicendo, ch’egli era sturbatore della pace, e voleali
mettere in disusate gravezze; e corsono al palagio ov’egli abitava,
e non potendovi entrare per forza, l’assediarono, e cominciarono
ad affocare le porte. E soprastando la difesa, i gentili uomini di
Tolosana si misono in mezzo, e feciono promettere e giurare al conte,
che non renderebbe mal merito al popolo di Tolosa di ciò ch’aveva fatto
contro a lui, e che non farebbe alcuna gravezza alla villa. E fatti i
patti, il conte s’assicurò nelle mani de’ gentili uomini: e quetato il
popolo, sano e salvo il condussono in suo paese colla sua gente.