CAP. LXIV.

_L’aiuto mandò messer Bernabò al capitano di Forlì._

Il capitano di Forlì, sentendo le masnade del legato in Cesena, e

posta la bastita alla rocca, e racchiusa la moglie e i figliuoli

nella murata, mandò per soccorso a messer Bernabò signore di Milano

in cui riposava tutta sua speranza, il quale incontanente intese ad

apparecchiarli il soccorso. Ma perchè scoprire non si volea allora

nemico di santa Chiesa, trattò col conte di Lando caporale della

compagnia, e segretamente si convenne con lui per li suoi danari;

e fece servigio a se del levargli a’ nemici, e mandogli in Romagna

contro al legato, perchè atassono il capitano di Forlì suo amico. E

innanzi che la compagnia si partisse, per dare speranza agli amici,

e raffrenare le imprese del legato, mandò in sul Modenese duemila

barbute della sua propria cavalleria, e ivi si stavano senza fare

guerra, tenendo in sospetto i Lombardi e ’l legato. In questo tempo il

legato si studiava di strignere e forte quelli della murata di Cesena,

dando loro il dì e la notte gravi assalti, e rittivi più trabocchi,

gli fracassava d’ogni parte; e oltre a ciò, tentava con trattati e con

spendio d’avere la murata innanzi che la compagnia venisse. Di questo

nacque, che madonna Già avendo alcuno sentore, che senza sua saputa

l’antico amico del capitano, il quale era in sua compagnia, Sgariglino,

trattava alcuno accordo col legato per salvezza di tutti gli assediati,

di presente il fece prendere e tagliargli la testa, del mese di maggio

anno detto. Ella sola rimase guidatore della guerra e capitana de’

soldati, e il dì e la notte coll’arme indosso difendea la murata dagli

assalti della gente del legato sì virtuosamente, e con così ardito e

fiero animo, che gli amici e’ nemici fortemente la ridottavano, non

meno che se la persona del capitano fosse presente.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 242 / 289 题