_Abboccamento e triegua fatta dal re di Spagna al re d’Araona._
Del mese d’aprile anno detto, il re di Castella avendo oltraggiato
in mare e in terra quello d’Araona, come abbiamo contato, temendo
che il re d’Araona non venisse sopra le sue terre colla sua oste,
s’avacciò, e accolse tra Spagnuoli, e infedeli Giannetti, e Mori,
cinquemila cavalieri e grandissimo popolo, e vennesene in sulle terre
d’Araona; e pose campo intorno a Samona, la quale poco innanzi avea
tolta a’ Catalani, e ivi attese il re d’Araona affine di combattersi
con lui. Il re d’Araona avea fatto suo sforzo, e venne contro a lui con
tremilacinquecento cavalieri catalani, e con moltitudine di mugaveri
a piè con loro dardi, e pose il suo campo assai presso a quello degli
Spagnuoli; e catuno s’ordinava per venire alla battaglia. E perchè
il re d’Araona non avesse tanta gente a cavallo quanta il re di
Spagna, non avea minore speranza nella vittoria, perocchè avea buoni
cavalieri, e tutti d’una lingua, e animosi contro gli Spagnuoli, e
dove abboccati si fossono, non era senza effusione di sangue grande,
ma, come a Dio piacque, baroni di catuna parte si misono in mezzo, e
mostrarono a’ signori come di lieve cagione non si convenia a’ due re
essere operatori di tanto male, e presono ordine di trattare la pace,
e in quello stante feciono fare loro due anni di triegua; e del mese di
maggio del detto anno catuno si tornò addietro con tutta sua gente nel
suo reame.