CAP. LVIII.

_Come la gente della Chiesa entrò in Cesena._

Dappoichè il cardinale legato ebbe preso partito di rimanere a fornire

la guerra di Romagna, come detto è, ordinò la sua gente d’arme a

cavallo e a piè, e tutti i sudditi richiese d’aiuto; e fece pubblicare

la sentenza contro al capitano di Forlì e contro a chi gli desse

aiuto o favore, e a dì 24 d’aprile anno detto fece scorrere la sua

gente intorno a Forlì, e presono Castelvecchio, e predarono il paese

facendo assai danno, e il capitano a questa volta si stette dentro

alle mura. Avea, come detto è, Francesco Ordelaffi, detto capitano,

mandato alla guardia di Cesena la valente sua donna madonna Cia,

figliuola di Vanni da Susinana degli Ubaldini, con dugento cavalieri

e con assai masnadieri, e comandato a tutti che l’ubbidissono come

la sua persona; e per suo consiglio l’avea dato Sgariglino di....

suo intimo amico. Questa mantenea la guardia della città con grande

sollecitudine: ma i cittadini sentendo la molta gente d’arme ch’avea

il legato, e che contro a loro s’apparecchiavano le percosse, e non si

vedeano potenti alla difesa, quasi in subito movimento ordinarono di

ricevere nella terra di sotto la gente del legato; il quale subitamente

vi mandò millecinquecento cavalieri, e senza contasto furono messi pe’

terrazzani nelle prime cinte delle mura. La donna colla sua forza per

l’improvviso caso non potè riparare a’ nemici, ma ridussesi in quella

parte più alta della terra che si chiama la murata e nella rocca,

all’uscita d’aprile predetto, con tutte le sue masnade da piè e da

cavallo. E presi tre cittadini ch’erano stati al trattato, in sulla

murata li fece decapitare e gittarli di sotto a’ nemici; e con animo

ardito e franco più che virile prese la difesa del minore cerchio e

della rocca con sollecita guardia di dì e di notte, mostrando di poco

temere cosa ch’avvenuta le fosse.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 236 / 289 题