CAP. LVII.

_Come il re di Francia fu menato in Inghilterra._

Tornando nostra materia a’ fatti del re di Francia, ch’era in prigione

a Bordello in Guascogna, i Guasconi, a cui e’ s’era accomandato, non

volendo acconsentire al re d’Inghilterra di mandarglielo nell’isola

com’e’ volea, si pensò il re di fare per ingegno quello che per sua

autorità, senza indegnazione de’ Guasconi co’ quali avea vinta la

sua guerra, nol potea fare. E però fece venire i legati al figliuolo

in Guascogna, e mandovvi i maggiori de’ suoi baroni a trattare la

pace colla persona del re e co’ legati. E recata la cosa per lungo

dibattimento a concordia, per dare più fede al fatto, fu ordinata e

bandita nell’uno reame e nell’altro triegua per due anni; e’ patti

della pace recati in iscritture private, con patto, che per fare onore

al re d’Inghilterra, e per maggior bene della pace, il re dovesse

andare nell’isola, e con lui i legati di santa Chiesa e tutti i baroni

ch’erano presi, acciocchè la pace nella presenza de’ due re e de’

legati avesse la sua intera e piena fermezza. E per questo ingegno,

acconsentendo i Guasconi alla volontà del re e de’ legati, fu il re

di Francia e gli altri baroni liberati al duca di Guales, i quali

con gran compagnia di baroni e di cavalieri inghilesi gli condussono

in Inghilterra, dove furono ricevuti con quella festa e onore ch’al

suo tempo innanzi diviseremo: e questa partita da Bordello fu fatta

d’aprile del detto anno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 235 / 289 题