_Come l’abate di Clugnì succedette al cardinale di Spagna._
Avea, come si può vedere addietro, il cardinale di Spagna legato del
papa con prospera fortuna racquistato a santa Chiesa tolte le terre,
ch’erano state occupate lungamente a santa Chiesa nel Patrimonio, nella
Marca, nel Ducato e in Romagna, salvo quelle che tenea il signore di
Forlì, e contro a quelle s’era apparecchiato di vincerle. In questo il
papa, o che fosse movimento suo o de’ cardinali, o fatto a richiesta
o a motiva del legato, la Chiesa mandò successore a fornire le guerre,
che restavano, e a mantenere le ragioni di santa Chiesa in Italia, per
successore del valoroso cardinale di Spagna l’abate di Clugnì con piena
legazione; il quale giunse a Faenza all’entrante d’aprile anni 1357. E
come l’abate fu giunto, la gente della Chiesa in una cavalcata fatta
sopra Forlì, alla quale il capitano uscì incontro per riscuotere la
preda, e’ cadde in un aguato ove perdè da cento uomini di suo i più a
cavallo. E come il nuovo legato fu posato, il legato fece venire a Fano
tutti i maggiori caporali del Patrimonio, e del Ducato, e della Marca
e di Romagna, e ambasciadori delle comunanze, e in quel parlamento il
cardinale fece suo sermone, commendando coloro ch’avea trovati fedeli e
leali a santa Chiesa, e ammonì e pregò tutti generalmente che dovessono
stare in ubbidienza e in fede di santa Chiesa, e a servire il nuovo
legato lealmente come aveano fatto lui, commendando largamente in tutte
le virtù il suo successore, e dicendo come sua intenzione era di voler
tornare a corte di Roma di presente; e questo fu a dì 27 d’aprile del
detto anno. I savi uomini ch’erano in quel parlamento, che conoscevano
il pericolo che correa il paese ancora in guerra partendosi il legato
cardinale, ch’avea l’amore di tutti e le cose aperte nelle mani, il
pregarono di comune consiglio che non si dovesse partire del paese
insino al settembre prossimo: l’abate medesimo con ogn’istanza per
sua parte e per beneficio di santa Chiesa il ne richiese: ond’egli
conoscendo la necessità, affinchè l’acquisto fatto per lui prendesse
più fermezza, acconsentì di stare alle loro preghiere questo tempo. E
quello che principalmente più l’indusse, fu l’impresa ch’avea ordinata
contro all’aspra rubellione del capitano di Forlì, che per vantaggio
che ’l cardinale gli avesse voluto fare, non volea a santa Chiesa
restituire in pace le città di Forlì e di Cesena.