CAP. LIV.

_Morte del conte Simone di Chiaramonte in Cicilia._

Essendo il re Luigi in Messina, vi venne il conte Simone di

Chiaramonte; e parendogli avere fatto al detto re gran cose, perocchè

era principale cagione d’avergli fatto avere Messina, e l’altre terre

e castella dell’isola, parendogli dovere avere dal re ogni grazia,

gli addomandò di volere per moglie dama Bianca una delle figliuole di

don Petro che fu re di Cicilia, e oltre a ciò si mostrava in atto e

nel suo parlare più superbo che altiero. Al re e al suo consiglio non

parve convenevole la sua domanda, che tant’era come dargli il regno, e

però entrò in trattato con lui di volergli dare la figliuola del duca

di Durazzo. E in questo stante al conte venne male, che in sette dì si

trovò morto. Sospetto fu, che ’l consiglio del re avesse aoperato nella

sua morte, per tema ch’e’ non movesse novità grandi nell’isola, come

potea, non avendo dal re la sua intenzione. Se natural fu, assai fu a

grado al re e al suo consiglio. E questo avvenne di marzo, anno detto

1356.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 232 / 289 题