CAP. XLVI.

_D’un parlamento fece l’imperadore in Alamagna._

L’imperadore Carlo convocati i prelati e’ baroni d’Alamagna alla festa

della natività di Cristo a Mezza nello Reno, vi si trovò con bene

ventimila cavalieri, e in abito della maestà imperiale fu servito

a mensa dal duca di Brandimborgo, e dagli altri baroni ordinati per

consuetudine a quel servigio. E a quella festa vennero ambasciadori

del re d’Inghilterra, e due figliuoli del re di Francia per trattare

pace intra ’l re di Francia e ’l re d’Inghilterra, ma gli Alamanni

poco vi seppono trovare modo, ma trattovvisi la concordia, che poi ebbe

compimento, tra ’l conte di Fiandra e ’l duca di Brabante per l’opera

di Mellina. In quella festa fu molto ubbidito e reverito l’imperadore

da’ prencipi d’Alamagna, e con tutti si mostrò in buona pace. In

questi medesimi dì, a dì 23 di dicembre, papa Innocenzio sesto fece

più cardinali di suo movimento, fra’ quali fu il vescovo di Firenze,

ch’avea nome messer Andrea da Todi valente uomo, il cancelliere di

Parigi uomo di grande autorità, e il generale de’ frati minori e quello

de’ predicatori, che niuno l’avea procurato.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 224 / 289 题