_D’un parlamento fece l’imperadore in Alamagna._
L’imperadore Carlo convocati i prelati e’ baroni d’Alamagna alla festa
della natività di Cristo a Mezza nello Reno, vi si trovò con bene
ventimila cavalieri, e in abito della maestà imperiale fu servito
a mensa dal duca di Brandimborgo, e dagli altri baroni ordinati per
consuetudine a quel servigio. E a quella festa vennero ambasciadori
del re d’Inghilterra, e due figliuoli del re di Francia per trattare
pace intra ’l re di Francia e ’l re d’Inghilterra, ma gli Alamanni
poco vi seppono trovare modo, ma trattovvisi la concordia, che poi ebbe
compimento, tra ’l conte di Fiandra e ’l duca di Brabante per l’opera
di Mellina. In quella festa fu molto ubbidito e reverito l’imperadore
da’ prencipi d’Alamagna, e con tutti si mostrò in buona pace. In
questi medesimi dì, a dì 23 di dicembre, papa Innocenzio sesto fece
più cardinali di suo movimento, fra’ quali fu il vescovo di Firenze,
ch’avea nome messer Andrea da Todi valente uomo, il cancelliere di
Parigi uomo di grande autorità, e il generale de’ frati minori e quello
de’ predicatori, che niuno l’avea procurato.