CAP. XLIV.

_Come il Re Luigi e la reina andarono a Messina._

Dappoichè per la gente del re Luigi fu presa la tenuta delle fortezze

della città di Messina e del porto, i cittadini ordinarono di comune

consiglio di mandare per lo re e per la reina a Reggio, acciocchè

venissono in Messina a ricevere il saramento e la reverenza come loro

signori; ed elessono undici cittadini i maggiori per ambasciadori,

i quali tutti si vestirono di scarlatto foderato di vaio, e con le

due figliuole di don Petro valicarono a Reggio, del mese di dicembre

anno detto; e giunti là, e fatta la reverenza al re e alla reina,

furono da loro ricevuti con grande allegrezza e festa; e sposta la

loro ambasciata, e pregato il re e la reina che dovessono andare a

Messina, incontanente mandarono a far tornare le loro galee: e ricevute

le damigelle a grande onore, la reina l’ordinò di sua compagnia,

trattandole caritatevolmente in tutte le cose; e venute le galee, il re

e la reina e le damigelle vi montarono suso con tutti gli ambasciadori,

e valicarono a Messina, a dì 24 di dicembre la vigilia di Natale,

ove furono ricevuti con grande solennità di festa, fatta per tutti i

cittadini, e collocati nelle case reali: e fatta la solenne festa del

Natale, ricevettono il saramento e l’omaggio da tutti i cittadini, e

a richiesta de’ cittadini promise il re di risedere colla corte di là,

cosa che poi non attenne.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 222 / 289 题