_Come il Re Luigi e la reina andarono a Messina._
Dappoichè per la gente del re Luigi fu presa la tenuta delle fortezze
della città di Messina e del porto, i cittadini ordinarono di comune
consiglio di mandare per lo re e per la reina a Reggio, acciocchè
venissono in Messina a ricevere il saramento e la reverenza come loro
signori; ed elessono undici cittadini i maggiori per ambasciadori,
i quali tutti si vestirono di scarlatto foderato di vaio, e con le
due figliuole di don Petro valicarono a Reggio, del mese di dicembre
anno detto; e giunti là, e fatta la reverenza al re e alla reina,
furono da loro ricevuti con grande allegrezza e festa; e sposta la
loro ambasciata, e pregato il re e la reina che dovessono andare a
Messina, incontanente mandarono a far tornare le loro galee: e ricevute
le damigelle a grande onore, la reina l’ordinò di sua compagnia,
trattandole caritatevolmente in tutte le cose; e venute le galee, il re
e la reina e le damigelle vi montarono suso con tutti gli ambasciadori,
e valicarono a Messina, a dì 24 di dicembre la vigilia di Natale,
ove furono ricevuti con grande solennità di festa, fatta per tutti i
cittadini, e collocati nelle case reali: e fatta la solenne festa del
Natale, ricevettono il saramento e l’omaggio da tutti i cittadini, e
a richiesta de’ cittadini promise il re di risedere colla corte di là,
cosa che poi non attenne.