CAP. XLIII.

_Come si fuggì di Milano la donna che fu di messer Luchino col

figliuolo._

Di messer Luchino Visconti tiranno di Milano era rimaso uno figliuolo

nudrito per la madre, ch’era di quelli dal Fiesco di Genova. I tiranni

di Milano, per tema della signoria, l’aveano assottigliato delle

possessioni e del tesoro che ’l padre gli avea lasciato, e il giovane

crescea in aspetto d’essere valoroso e in amore de’ cittadini, e questo

gravava l’animo a’ signori per gelosia dal loro stato. La madre, ch’era

savia e accorta, temea forte che messer Bernabò e messer Galeazzo nol

facessono morire, i quali teneano lui e lei in guardia, ch’uscire non

poteano di Milano. La donna ordinò molto saviamente con danari e con

grandi promesse, con certi conestabili di cavalieri ch’aveano a fare

la guardia, che ’l dì ch’ella disse loro la donna fu provveduta, e

montata in su buoni cavalli, e con parte di loro tesoro furono tratti

di Milano, e avviati con cavalieri in verso Pavia. La cosa fu tosto

manifestata a’ signori; i quali li feciono perseguitare insino presso

a Pavia, e arebbonli ritenuti, se non che gente uscì di Pavia, e

ricevettonli, e tutti condussonli sani e salvi nella città di Pavia.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 221 / 289 题