_Come si fuggì di Milano la donna che fu di messer Luchino col
figliuolo._
Di messer Luchino Visconti tiranno di Milano era rimaso uno figliuolo
nudrito per la madre, ch’era di quelli dal Fiesco di Genova. I tiranni
di Milano, per tema della signoria, l’aveano assottigliato delle
possessioni e del tesoro che ’l padre gli avea lasciato, e il giovane
crescea in aspetto d’essere valoroso e in amore de’ cittadini, e questo
gravava l’animo a’ signori per gelosia dal loro stato. La madre, ch’era
savia e accorta, temea forte che messer Bernabò e messer Galeazzo nol
facessono morire, i quali teneano lui e lei in guardia, ch’uscire non
poteano di Milano. La donna ordinò molto saviamente con danari e con
grandi promesse, con certi conestabili di cavalieri ch’aveano a fare
la guardia, che ’l dì ch’ella disse loro la donna fu provveduta, e
montata in su buoni cavalli, e con parte di loro tesoro furono tratti
di Milano, e avviati con cavalieri in verso Pavia. La cosa fu tosto
manifestata a’ signori; i quali li feciono perseguitare insino presso
a Pavia, e arebbonli ritenuti, se non che gente uscì di Pavia, e
ricevettonli, e tutti condussonli sani e salvi nella città di Pavia.