_Quello fece messer Filippo di Taranto e di Vercelli._
Era in questi dì a corte di Roma a Avignone messer Filippo di
Taranto fratello carnale del re Luigi, il quale aspettava che ’l papa
dispensasse con lui e con la moglie che s’avea tolta, sirocchia della
reina Giovanna, quella che fu moglie del duca di Durazzo e appresso di
Ruberto del Balzo, ed era sua nipote, figliuola del fratello carnale;
e ’l papa, per l’irreverenza ch’ebbono al sagramento matrimoniale
di copularsi prima ch’avessono la dispensagione, tardava di farla,
e mostrava di non volerla fare: e in questo aspetto messer Filippo
sommosse certi baroni e cavalieri provenzali, e raunò quattrocento
barbute, e tenne segreta la sua cavalcata, avendo boce ch’andava in
aiuto a’ signori di Milano o al marchese; ma egli ch’avea suo trattato
cavalcò a Carasco in Piemonte, e ripresesi la terra, e lasciolla
in ordine di guardia, e se ne tornò a Avignone del detto mese di
novembre. In questo medesimo mese, non ostante la sconfitta del vicario
dell’imperadore, il marchese di Monferrato, e messer Azzo da Correggio,
e ’l conte di Lando, ch’era lasciato, accolsono tutto il rimanente
della loro gente, e que’ di Milano, avendo la vittoria, ne cassarono,
e assediarono di fuori il castello di Novara, e anche dalla parte della
città, e assediarono Vercelli, e tutto il verno mantennero gli assedi,
tanto che vinsono la punga del castello di Novara, come seguendo nostro
trattato al suo tempo diviseremo.