CAP. XLI.

_Come fu disfatta la chiesa di santo Romolo._

Era la chiesa di santo Romolo in sulla piazza de’ priori, e impedia

molto la piazza; entrò un uficio al priorato ch’aveano poco a fare, e

però, come fu loro messo innanzi di rallargare e dirizzare la piazza,

preso di concordia tra loro il partito, subitamente la sera e la

notte feciono mettere in puntelli la chiesa e le case sue, e a dì 20

di novembre tutto feciono rovinare, e ivi presso volgendo le loggie

verso la piazza, ordinarono che si redificasse maggiore e più bella,

e ordinaronvi i danari, e fu fatto. Costoro, a dì 3 di dicembre del

detto anno, volendo fare una gran loggia per lo comune in sulla via di

Vacchereccia, non bene provveduti al beneficio del popolo, subitamente

feciono puntellare e tagliare da piè il nobile palagio e la torre della

guardia della moneta, dov’era la zecca del comune, ch’era dirimpetto

all’entrata del palagio de’ priori in sulla via di Vacchereccia, e

quella abbattuta, e fatta la stima delle case vicine fino al chiasso

de’ Baroncelli e de’ Raugi (biasimati dell’impresa, e che loggia si

convenia a tiranno e non a popolo) vi rimase la piazza de’ casolari, e

la moneta assai debole e vergognosa a cotanto comune. Questo medesimo

uficio comperò da’ Tornaquinci la grande e bella torre ch’aveano sul

canto di mercato vecchio e in sul corso del palio, la quale strignea

e impediva la via del corso; questa feciono abbattere e cadere in sul

mercato all’uscita del loro uficio; e fu molto a grado a’ cittadini, e

utile alla via e al mercato.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 219 / 289 题