_Come fu disfatta la chiesa di santo Romolo._
Era la chiesa di santo Romolo in sulla piazza de’ priori, e impedia
molto la piazza; entrò un uficio al priorato ch’aveano poco a fare, e
però, come fu loro messo innanzi di rallargare e dirizzare la piazza,
preso di concordia tra loro il partito, subitamente la sera e la
notte feciono mettere in puntelli la chiesa e le case sue, e a dì 20
di novembre tutto feciono rovinare, e ivi presso volgendo le loggie
verso la piazza, ordinarono che si redificasse maggiore e più bella,
e ordinaronvi i danari, e fu fatto. Costoro, a dì 3 di dicembre del
detto anno, volendo fare una gran loggia per lo comune in sulla via di
Vacchereccia, non bene provveduti al beneficio del popolo, subitamente
feciono puntellare e tagliare da piè il nobile palagio e la torre della
guardia della moneta, dov’era la zecca del comune, ch’era dirimpetto
all’entrata del palagio de’ priori in sulla via di Vacchereccia, e
quella abbattuta, e fatta la stima delle case vicine fino al chiasso
de’ Baroncelli e de’ Raugi (biasimati dell’impresa, e che loggia si
convenia a tiranno e non a popolo) vi rimase la piazza de’ casolari, e
la moneta assai debole e vergognosa a cotanto comune. Questo medesimo
uficio comperò da’ Tornaquinci la grande e bella torre ch’aveano sul
canto di mercato vecchio e in sul corso del palio, la quale strignea
e impediva la via del corso; questa feciono abbattere e cadere in sul
mercato all’uscita del loro uficio; e fu molto a grado a’ cittadini, e
utile alla via e al mercato.