CAP. XXXVIII.

_Il consiglio prese il capitano di Forlì._

Veduto che Francesco degli Ordelaffi ebbe, che Faenza, e tutta l’altra

Romagna, e la Marca, e ’l Ducato era venuta all’ubbidienza di santa

Chiesa, e che al legato ch’avea gran potenza di danari e d’uomini

d’arme, non restava a fare altra guerra che contro a lui, ragunò a

consiglio tutti i buoni uomini di Forlì, e domandò consiglio da loro

di quello ch’avesse a fare. Costoro consigliati insieme, di concordia

feciono dire al capitano in quel consiglio, che la fede e l’amore

ch’e’ Forlivesi aveano sempre portato alla sua casa e a lui non era

in loro mancata; e come altre volte de’ loro propri beni nelle fortune

loro gli aveano atati e mantenuti, tanto ch’elli erano ritornati nella

signoria; così intendeano di fare quando il bisogno incorresse, di che

Iddio il guardasse. Nondimeno conoscendo al presente la gran forza

della Chiesa contro a lui solo, e niuno soccorso, consigliavano che

col legato si trattasse accordo il migliore che avere si potesse. E

di questo avverrebbe, ch’eglino suoi amici non perderebbono i loro

beni, e potrebbonlo sovvenire e atare. Quando egli ebbe udito il loro

consiglio, disse: Ora voglio che voi udiate la mia intenzione. Io

non intendo fare accordo colla Chiesa, se Forlì e l’altre terre ch’io

tengo non mi rimangono, e quelle intendo mantenere e difendere fino

alla morte. E prima Cesena, e le castella di fuori, e Forlimpopoli,

e appresso perdute quelle, le mura di Forlì, e perdute le mura,

difendere le vie e le piazze, all’ultimo questo mio palazzo, e in fine

l’ultima torre di quello, innanzi che per suo assentimento alcuna

n’abbandonasse; e però volea che tutti sapessono in palese la sua

intenzione, pregandoli con minacciamento di gravi minacce che catuno li

fosse fedele amico e leale: e di presente mandò la moglie e’ figliuoli

con buona compagnia di gente d’arme a cavallo e a piè, e raccomandolle

la guardia di Cesena; e fornì di vantaggio tutte le castella, e di

Forlì trasse da capo femmine e fanciulli, e gente disutile in tempo

d’assedio, e soldati mise nelle case e masserizie di certi cittadini

meno confidenti; e così disposto, intendea a difendersi dal legato.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 216 / 289 题