_Il consiglio prese il capitano di Forlì._
Veduto che Francesco degli Ordelaffi ebbe, che Faenza, e tutta l’altra
Romagna, e la Marca, e ’l Ducato era venuta all’ubbidienza di santa
Chiesa, e che al legato ch’avea gran potenza di danari e d’uomini
d’arme, non restava a fare altra guerra che contro a lui, ragunò a
consiglio tutti i buoni uomini di Forlì, e domandò consiglio da loro
di quello ch’avesse a fare. Costoro consigliati insieme, di concordia
feciono dire al capitano in quel consiglio, che la fede e l’amore
ch’e’ Forlivesi aveano sempre portato alla sua casa e a lui non era
in loro mancata; e come altre volte de’ loro propri beni nelle fortune
loro gli aveano atati e mantenuti, tanto ch’elli erano ritornati nella
signoria; così intendeano di fare quando il bisogno incorresse, di che
Iddio il guardasse. Nondimeno conoscendo al presente la gran forza
della Chiesa contro a lui solo, e niuno soccorso, consigliavano che
col legato si trattasse accordo il migliore che avere si potesse. E
di questo avverrebbe, ch’eglino suoi amici non perderebbono i loro
beni, e potrebbonlo sovvenire e atare. Quando egli ebbe udito il loro
consiglio, disse: Ora voglio che voi udiate la mia intenzione. Io
non intendo fare accordo colla Chiesa, se Forlì e l’altre terre ch’io
tengo non mi rimangono, e quelle intendo mantenere e difendere fino
alla morte. E prima Cesena, e le castella di fuori, e Forlimpopoli,
e appresso perdute quelle, le mura di Forlì, e perdute le mura,
difendere le vie e le piazze, all’ultimo questo mio palazzo, e in fine
l’ultima torre di quello, innanzi che per suo assentimento alcuna
n’abbandonasse; e però volea che tutti sapessono in palese la sua
intenzione, pregandoli con minacciamento di gravi minacce che catuno li
fosse fedele amico e leale: e di presente mandò la moglie e’ figliuoli
con buona compagnia di gente d’arme a cavallo e a piè, e raccomandolle
la guardia di Cesena; e fornì di vantaggio tutte le castella, e di
Forlì trasse da capo femmine e fanciulli, e gente disutile in tempo
d’assedio, e soldati mise nelle case e masserizie di certi cittadini
meno confidenti; e così disposto, intendea a difendersi dal legato.