_Come Faenza s’arrendè al legato, e’ patti._
Messer Giovanni di messer Ricciardo de’ Manfredi signore di Faenza,
conoscendo la sua forza debole a resistere a santa Chiesa, si mise
a trattare accordo col legato, mediante gli ambasciadori del re
d’Ungheria, che a stanza di messer Giovanni se ne travagliavano, e in
fine del mese di Novembre anno detto, a dì 10, vennero a questi patti:
che al legato si dovesse rendere liberamente la signoria di Faenza, e
delle castella e del contado, e messer Giovanni dovesse avere tutto suo
patrimonio salvo, e la terra di Bagnacavallo. E per attenere i patti
diede due suoi figliuoli stadichi, e mandolli co’ detti ambasciadori
alla guardia del signore di Padova. E appresso, del mese di dicembre
vegnente, il legato attesi d’ogni parte i patti, fece prendere la
tenuta della città di Faenza e di tutte le castella. E innanzi che
la terra si desse al legato, il tiranno fece a’ cittadini gravi
oppressioni, e tolse loro molti danari, e di quelli cui egli odiava
per sospetto fece uccidere. E a questo modo prese fine la tirannia di
messer Giovanni sopraddetto, la quale per lo suo principio fu cagione,
come addietro avemo contato, di molti mali avvenuti in Italia.