_Come i Fiorentini si partirono da Pisa, e andarono a Siena con le
mercatanzie._
Seguita, per non lasciare in silenzio lo sdegno preso pe’ Fiorentini
contro a’ Pisani, i quali, come narrato è addietro, aveano loro rotta
la pace, togliendo a’ Fiorentini la franchigia, della quale appresso
seguitò grande materia di guerra, come leggendo per li tempi si potrà
trovare. I Fiorentini avendo ritratta la loro mercatanzia e’ danari,
in calen di novembre anno detto, tutti i cittadini e distrettuali di
Firenze furono partiti di Pisa; e come questo fu fatto, e le strade
sbandite per divieto fatto a tutte le mercatanzie, arnese e roba, i
Genovesi, e’ Provenzali, e’ Catalani, e tutti altri mercatanti se ne
partirono, e rimase la città di Pisa ne’ luoghi della mercatanzia
solitaria; e allora si cominciarono a avvedere i Pisani che non
aveano fatta buona impresa, e grande repetio ebbe nella città de’
loro maggiori nel reggimento, che dato avea a intendere, che per
gravezze ch’e’ facessono a’ Fiorentini non se ne partirebbono, tant’era
l’agiamento del porto, e la comodità del cammino e dell’altre cose,
e’ non pensavano che lo sdegno dell’ingiuria ponderasse contro alla
loro comodità. La cosa andò tutto per altro modo. I Fiorentini presono
porto a Talamone, e pertinacemente si disposono a volere vedere se fare
potessono la mercatanzia senza i Pisani. Per questo i Pisani ch’erano
amici di Simone Boccanegra doge di Genova, si misono a fare lega con
lui, e armare galee, per impedire che la mercatanzia non ponesse a
Talamone. Onde seguitarono non piccole e disusate novità, come leggendo
innanzi a loro tempo si potrà trovare.