CAP. XXXII.

_Come i Fiorentini si partirono da Pisa, e andarono a Siena con le

mercatanzie._

Seguita, per non lasciare in silenzio lo sdegno preso pe’ Fiorentini

contro a’ Pisani, i quali, come narrato è addietro, aveano loro rotta

la pace, togliendo a’ Fiorentini la franchigia, della quale appresso

seguitò grande materia di guerra, come leggendo per li tempi si potrà

trovare. I Fiorentini avendo ritratta la loro mercatanzia e’ danari,

in calen di novembre anno detto, tutti i cittadini e distrettuali di

Firenze furono partiti di Pisa; e come questo fu fatto, e le strade

sbandite per divieto fatto a tutte le mercatanzie, arnese e roba, i

Genovesi, e’ Provenzali, e’ Catalani, e tutti altri mercatanti se ne

partirono, e rimase la città di Pisa ne’ luoghi della mercatanzia

solitaria; e allora si cominciarono a avvedere i Pisani che non

aveano fatta buona impresa, e grande repetio ebbe nella città de’

loro maggiori nel reggimento, che dato avea a intendere, che per

gravezze ch’e’ facessono a’ Fiorentini non se ne partirebbono, tant’era

l’agiamento del porto, e la comodità del cammino e dell’altre cose,

e’ non pensavano che lo sdegno dell’ingiuria ponderasse contro alla

loro comodità. La cosa andò tutto per altro modo. I Fiorentini presono

porto a Talamone, e pertinacemente si disposono a volere vedere se fare

potessono la mercatanzia senza i Pisani. Per questo i Pisani ch’erano

amici di Simone Boccanegra doge di Genova, si misono a fare lega con

lui, e armare galee, per impedire che la mercatanzia non ponesse a

Talamone. Onde seguitarono non piccole e disusate novità, come leggendo

innanzi a loro tempo si potrà trovare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 210 / 289 题