CAP. XXXI.

_Come si trattò pace fra il conte di Fiandra e i Brabanzoni._

I Brabanzoni vedendosi sottoposti al conte di Fiandra e a’ Fiamminghi,

cosa molto strana al loro costume, non potendo più sostenere il giogo,

e non volendosi rimettere in guerra, che n’erano mal capitati e mal

destri, per savio avvisamento presono consiglio tutte le comuni di

Brabante, fuori che la villa di Mellina ch’appartenea al conte, che la

duchessa, ch’era cognata carnale del conte, tornasse in Brabante: e

fattala venire, la ricevettono in Loano, affinchè tra lei e ’l conte

si trovasse accordo. E per questa cagione, niuna vista o sentimento

mostrarono di pigliare arme: e ’l conte, sentendo tornata la cognata

in Brabante, non ne prese turbazione come avrebbe fatto del duca. E di

presente che la duchessa fu in Brabante, si levarono baroni e amici di

catuna parte, a trattare tra loro concordia per riposo de’ Fiamminghi

e Brabanzoni. Per lo quale trattato, avvegnachè durasse lungamente,

in fine, come trovare si potrà appresso nel suo tempo, vennero a final

pace e concordia; ma questo principio fu del mese d’ottobre del detto

anno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 209 / 289 题