_Come si trattò pace fra il conte di Fiandra e i Brabanzoni._
I Brabanzoni vedendosi sottoposti al conte di Fiandra e a’ Fiamminghi,
cosa molto strana al loro costume, non potendo più sostenere il giogo,
e non volendosi rimettere in guerra, che n’erano mal capitati e mal
destri, per savio avvisamento presono consiglio tutte le comuni di
Brabante, fuori che la villa di Mellina ch’appartenea al conte, che la
duchessa, ch’era cognata carnale del conte, tornasse in Brabante: e
fattala venire, la ricevettono in Loano, affinchè tra lei e ’l conte
si trovasse accordo. E per questa cagione, niuna vista o sentimento
mostrarono di pigliare arme: e ’l conte, sentendo tornata la cognata
in Brabante, non ne prese turbazione come avrebbe fatto del duca. E di
presente che la duchessa fu in Brabante, si levarono baroni e amici di
catuna parte, a trattare tra loro concordia per riposo de’ Fiamminghi
e Brabanzoni. Per lo quale trattato, avvegnachè durasse lungamente,
in fine, come trovare si potrà appresso nel suo tempo, vennero a final
pace e concordia; ma questo principio fu del mese d’ottobre del detto
anno.